La discoteca “Roan” fa 40: «Gli anni ruggenti sono alle spalle, ma andiamo ancora avanti»

Lo storico ballabile dell’Alta Valnure festeggia il quarantesimo compleanno. Il titolare Gianfranco Bergonzi «Che soddisfazione vedere arrivare gente da ogni dove a Ferriere per ballare»

Gianfranco Bergonzi

Dopo i quarant’anni del Bar Barbara, Ferriere si prepara a soffiare sullo stesso numero di candeline anche per il compleanno della sua storica discoteca: il Roan Club. Il ballabile venne infatti aperto nel 1977 da Gianfranco Bergonzi, che ancora oggi è il gestore del locale. Gianfranco iniziò la sua avventura imprenditoriale già nel lontano 1964. «In quell’anno – racconta lui stesso - con mio fratello Giancarlo ho dato vita al bar Haiti nel centro di Ferriere, poi portato avanti dal ‘69 con mia moglie Lina Solari. Era il locale più frequentato dai giovani di allora. Ma non ero del tutto contento: non vedevo l'ora di avere un locale mio. Il difficile fu trovare un terreno che avesse le caratteristiche giuste. Ma lo trovai e iniziai la costruzione di quello che è ancora è il Bar Barbara (in onore della prima figlia di Gianfranco) e il Roan Club».

Gianfranco compra il terreno con la moglie e inizia a costruire la casa. «Arrivati al primo piano avevo finito i soldi: per fortuna Alessandro Bergonzi (Sandrino), brava persona e ottimo costruttore, mi fece un credito illimitato. Così la struttura venne ultimata e poi arredata». Gianfranco ebbe poi un’intuizione. «Volevo mettere in un unico posto discoteca e pizzeria, visto che dopo il ballo tanti giovani cercavano una pizzeria dove rifocillarsi. L’idea è stata vincente. I primi anni furono veramente “ruggenti”. Il locale era preso d'assalto da giovani e meno giovani, che arrivavano da ogni dove. Poi negli anni ‘80 dovetti perfino allargare il Roan: non riusciva più a contenere la clientela». Gli affari vanno bene: Ferriere è una meta estiva molto apprezzata, a portata di mano per i tanti che vogliono scappare dalla calura del Piacentino e del Milanese. «Ebbi una grande soddisfazione – racconta Gianfranco - quando uno degli organizzatori della Festa dell'Unità, che allora radunava tantissima gente, mi confidò che in tutta la Valnure avevano dovuto cambiare i programmi. Al sabato tutta la gente veniva al Roan e di portarli a una festa di partito non c’era proprio verso». Nell’80 nasce anche la seconda figlia Selvaggia (che oggi gestisce il Bar Barbara). Le strade di Gianfranco e della moglie Lina però si separano. L’imprenditore cambia aria per un po’, gestendo una discoteca sul Lago Maggiore. «Il cuore però era sempre a Ferriere. Ripresi le redini del Roan e dopo 40 anni non mi sono ancora stancato». A dargli una mano al bancone del bar per tanti anni, i due figli più giovani: Francesco e Paoloandrea. 

Tanti i deejay che hanno scandito il ritmo delle notti ferrieresi. Il primo fu Daniele Pisano affiancato da Annarita Scaglia. Poi Gianfranco Scotti, in consolle per almeno vent’anni. Quando il locale è tornato in auge negli anni Duemila è stata la volta di Fausto Bonetti, che dopo qualche anno ha lasciato spazio al trio Emanuele Cappellini (dj Lyon), Andrea Cappellini (dj Capello) e dj Fabietto. Ora la postazione è nelle mani del farinese Gabriele Gioia (dj Ga).

Tanti anche gli ospiti passati da queste parti. «Troppi per ricordarli tutti. Al Roan - prova a citarne qualcuno Bergonzi - sono passate sia le grandi orchestre di liscio come Bagutti e Casadei, sia i grandi della musica leggera e della musica dance. Bagutti venne il primo anno, d’inverno: quel sabato nevicò abbondantemente. Io volevo quasi rinviare la serata, lui no e fu un successone: c’erano auto parcheggiate a un chilometro da Ferriere. La gente allora, pur non avendo jeep e fuoristrada, non si faceva spaventare da qualche fiocco di neve». Forse le serate più prestigiose sono state quelle con i Nomadi del grande Augusto Daolio. «Sono venuti nel ’77 e nell’80, erano ragazzi semplicissimi che si cambiarono tranquillamente in cantina, senza nessuna traccia di divismo. Ho un bellissimo ricordo di loro». Di qua sono passate, giovanissime, anche la piacentina Fiordaliso e una (allora) semisconosciuta Ivana Spagna. Infine, l’ultimo ospite di grido è stato, qualche tempo fa, dj Giorgio Prezioso, star della discodance anni ’90 e Duemila.

Gianfranco lavora soprattutto nel periodo estivo e durante le feste. «Lo spopolamento della montagna ha colpito anche Ferriere e nel periodo invernale apro una o due volte al mese per concentrarmi sulla stagione estiva. Ma vado avanti lo stesso. Sabato 8 luglio festeggeremo i 40 anni dalle 21 con l’orchestra “Yuri e Michele”, poi discoteca con la presenza di numerosi dj in consolle. E il 29 luglio proporremo un evento inedito per la Valnure, con la Silent Disco in piazza». Insomma, i giovani della zona saranno sempre meno, ma il Roan continua ad accompagnare le loro notti, tenendoli in paese e impedendo di dover macinare tanti chilometri per ballare. 19488580_2000308693524420_3133280176236745521_o-2

Dopo quarant’anni come fai a resistere e lavorare ancora nel mondo della notte? «La soddisfazione di vedere – risponde prontamente il titolare - ancora serate con gente che arriva da tutte le parti, mi fa andare avanti. L’estate scorsa c’era un gruppo di ragazzi mai visti prima: venivano da La Spezia e mi fecero anche i complimenti per la bella serata». Purtroppo Gianfranco nella sua vita di imprenditore della notte ne ha vissute di tutti i colori. Ci vuole poco ad accendere una miccia in un locale pubblico, soprattutto se si è alzato un po’ troppo il gomito. «Mi sono reso conto che anche in una serata molto riuscita bastano due cretini che si picchiano per rovinare tutto. L'indomani nessuno parlerà della bella serata, ma dei due che se le sono date. Per fortuna, ultimamente, rispetto al passato, ci sono poche risse. I ragazzi hanno capito che è meglio divertirsi che picchiarsi».

Gianfranco ha però qualche rammarico. «Non potrà essere con noi a festeggiare un carissimo amico come Giovanni Zanellotti, mancato da poco. É a lui che devo il nome del locale». Già, se lo chiedono un po’ tutti: ma cosa significa “Roan”? «È un’antilope africana, catturata durante una battuta di caccia in Zambia. Ero stato invitato proprio da Giovanni, che per moltissimi anni è stata la colonna portante del Roan-bar Barbara». Gianfranco ricorda anche la mamma Angiolina che ancora in tarda età apriva il bar tutti i giorni. «Nei primi anni non esitava a prendere in mano la scopa per mettere alla porta i clienti molesti. Lei e la mamma della mia ex moglie, Enrichetta, erano le rocce su cui fondava il locale».

Mode e tempi sono cambiati repentinamente. «Ma siamo ancora qui», per dirla come Vasco. Gianfranco, una volta archiviata questa serata speciale, non intende fermarsi e già sposta l’asticella più in là. «Non mollo. Arrivederci alla festa per i 50 anni del locale».

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