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(Repertorio)

(Repertorio)

La famiglia tra uomo e donna pre-esiste a tutto, anche allo Stato e a ogni Chiesa

C'è bisogno di andare in piazza a raccontare la bellezza della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna aperti alla generazione e alla crescita dei loro figli. C'è bisogno di testimonianze che diano speranza anche nelle fasi buie della vita familiare. C'è bisogno dire l'ovvietà più grande, che ogni figlio ha diritto ad avere un papà maschio e una mamma femmina per poter crescere in modo equilibrato

Diceva pochi giorni fa Papa Francesco: «L’immagine della famiglia – come Dio la vuole, composta da un uomo e una donna in vista del bene dei coniugi ed anche della generazione e dell’educazione dei figli – è deformata mediante potenti progetti contrari sostenuti da colonizzazioni ideologiche». Fino a pochi anni fa, una frase simile avrebbe fatto sorridere. Sì perché non c'era nessun bisogno di specificare che la famiglia è composta da un uomo e da una donna, sarebbe stato come dire che il latte è bianco, o che di notte fa buio. E poi perché parlare di "potenti progetti contrari sostenuti da colonizzazioni ideologiche"? E' una frase molto forte, dirompente sulla bocca di un Papa come Francesco, così bonario e incline alla misericordia. Eppure pare proprio così. Se parli di famiglia coi politici, mettono quasi tutti le mani avanti: di che famiglia parliamo? Purtroppo anche alcuni cattolici, ormai contagiati dal pensiero unico, pongono la stessa domanda. Ecco perché il Papa sente il dovere di puntualizzare. 

In realtà, a ben pensarci, la "famiglia naturale" non è, come spesso si pensa erroneamente, un'istituzione religiosa e men che meno cattolica. Lo si è visto concretamente il 20 giugno a Roma, quando in Piazza San Giovanni un milione di persone, per lo più famiglie con bambini e ragazzi e anche tanti nonni, hanno voluto manifestare il loro sostegno alla famiglia tra uomo e donna, chiedendo di fermare la "colonizzazione ideologica" del gender, che mira appunto a destrutturare la famiglia naturale. Tra i sostenitori di quella manifestazione c'erano anche esponenti delle chiese protestanti e un imam, ma c'erano anche persone senza appartenenza religiosa, sostenuti soltanto dal senso comune, dall'insieme di valori che regge la nostra civiltà ancor prima della nascita di Gesù. Sì, perché la famiglia tra uomo e donna pre-esiste a tutto, non è l'invenzione di qualche illuminato nè di qualche potentato, è sorta da sé nel corso dei millenni. Pre-esiste allo Stato, che ha solo il compito di riconoscerla e sostenerla, e pre-esiste anche a qualsiasi Chiesa. Ecco, se guradiamo la famiglia con occhi davvero laici, non ideologizzati, non possiamo che fare questa constatazione. Tant'è che è risaputo che la frase dell'art. 29 della Costituzione in cui si specifica che "la Repubblica riconosce i diritti di famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" è stata fortemente voluta dal comunista e non-credente Palmiro Togliatti. 

Eppure oggi il Parlamento sta per approvare una legge che istituisce di fatto il "matrimonio omosessuale", anche se nascosto dietro un'altra denominazione, "unioni civili", che porta con sè (all'art.5) la possibilità di adottare e apre quindi a fedondazione artificiale e utero in affitto.

Ecco perché c'è bisogno di andare in piazza a raccontare la bellezza della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna aperti alla generazione e alla crescita dei loro figli. C'è bisogno di dire che è possibile stare insieme una vita intera, donandosi e sostenendosi l'un l'altro, c'è bisogno di testimonianze che diano speranza anche nelle fasi buie della vita familiare, c'è bisogno di riaffermare che i più deboli – le donne e i bambini – devono essere tutelati, c'è bisogno dire l'ovvietà più grande, che ogni figlio ha diritto ad avere un papà maschio e una mamma femmina per poter crescere in modo equilibrato.

La Grande Festa della Famiglia intende ricordare tutto questo. Non è assolutamente contro nessuno, anzi vuol essere una festa di popolo aperta a tutti, credenti e non credenti, persone di destra, di centro e di sinistra, persone che hanno a cuore il bene comune. 

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