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Mercoledì 10 aprile la Resistenza in scena al Teatro Verdi di Fiorenzuola con Marta Cuscunà

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Mercoledì 10 al Teatro Verdi, alle 21.00, promosso dalla Cooperativa Galassia Gutenberg, la società che gestisce il cinema Capitol di Fiorenzuola, va in scena E’ bello vivere liberi, spettacolo scritto e diretto da Marta Cuscunà, tra le interpreti più originali del teatro italiano contemporaneo, pluripremiata in Italia e all’estero per la sua originale idea di teatro, che la vede in scena da sola e con l’ausilio di pupazzi e burattini, che muove, anima e fa parlare. Ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, donna coraggiosa e indomita sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti di Auschwitz e Ravensbruck, nel dopoguerra a lungo ostetrica, e quindi levatrice di nuove generazioni di donne venute al mondo assaporando la libertà conquistata da chi, come lei, militò nella Resistenza, lo spettacolo costituisce, assieme a La semplicità ingannata e Sorry, boys, una trilogia che l’autrice ha dedicato alle “resistenze femminili”, di cui sono stati anche pubblicati i testi. Uno spettacolo, si legge nelle motivazioni con cui nel 2009 vinse il premio scenario per Ustica, «felicemente atipico, che coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione con il mestiere del burattinaio, ne soffia via la polvere ai personaggi e li riconsegna, felicemente reinventati, a una comunicazione efficace, archetipica, popolare, in cui anche l’orrore del lager può essere raccontato con candore». Chiusa questa straordinaria trilogia, più recentemente Marta Cuscunà è andata arricchendo, pur restando sempre coerente alla sua idea di teatro, la rosa dei manufatti che porta in scena, aggiungendo a pupazzi e burattini creature metalliche e mostruosità antropomorfiche che caratterizzano le sue ultime produzioni. Sono nati così Il canto della caduta, che unisce l’immaginario ancestrale del mito di Fanes ai principi di animatronica, Earthbound, monologo di fantascienza per attrice e creature meccaniche ispirato all’eco-femminismo di Donna Haraway, e, da ultimo, Corvidae - Sguardi di specie, tratto dalla trasmissione televisiva di Rai 3 La Fabbrica del mondo di Marco Paolini e Telmo Pievani, per la quale la Cuscunà ha scritto e interpretato Corvi alla fine del mondo, mini serie in sei episodi dedicata, sempre, ai temi dell’eco-femminismo. Diversamente da questi ultimi approdi dell’autrice, che ne aprono la riflessione a temi più sofisticati e meno immediati, sebbene del tutto in linea con il più profondo sentire contemporaneo, lo spettacolo che viene proposto mercoledì ha invece una naturalezza e una immediatezza rara, come del resto lo splendido La semplicità ingannata, che la Cuscunà ha portato a Piacenza del novembre scorso a XNL, dove, dopo una standing ovation, ha ricevuto il Premio Pulcheria 2023 per essersi distinta per talento ed eccellenza. Di questo talento e di questa eccellenza avranno un saggio anche gli spettatori fiorenzuolani, che la vedranno calcare il palco del Verdi nell’ambito di un’iniziativa, Con voce di donna, che incrocia poesia, costume, cinema e teatro al femminile e che si chiuderà domenica 28 aprile, alle 18.00, sempre al Teatro Verdi, con una lectio magistralis con accompagnamento musicale dal vivo della storica delle donne Valeria Palumbo dal titolo Io mi dipingo così: quando le donne si sono ribellate a gonne, sguardi bassi e divieti. Brevi ulteriori note sull’interprete Premiata in tutta Europa, selezionata dal Piccolo Teatro di Milano come artista associata, Marta Cuscunà è una delle autrici-attrici-performer più interessanti della scena contemporanea. Dal 2009 al 2019 ha fatto parte di Fies Factory, un progetto di Centrale Fies. Recentemente, ha partecipato alla trasmissione televisiva di Rai 3 La Fabbrica del mondo di Marco Paolini e Telmo Pievani, per la quale ha scritto e interpretato Corvi alla fine del mondo, e pubblicato i testi della sua pregressa trilogia sulle “resistenze femminili”, il cui primo capitolo, E’ bello vivere liberi, va in scena a Fiorenzuola.

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