"La locandiera" di Goldoni per Altri Percorsi al Municipale

Appuntamento martedì 9 gennaio al Teatro Municipale con il cartellone Altri Percorsi. In scena "La locandiera" per la regia di Andrea Chiodi

Un'immagine di scena

Un gioco teatrale che coinvolge i protagonisti nel mondo caro a Goldoni: le maschere, i costumi del repertorio, le “poupettes” con cui giocava da bambino. Questa in sintesi “La locandiera” con la regia di Andrea Chiodi, prodotta da Proxima Res e interpretata da Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Emiliano Masala e Francesca Porrini.

Con lo spettacolo inserito nel cartellone Altri Percorsi riprende, dopo la pausa natalizia, la programmazione della Stagione di Prosa “Tre per Te” 2017/2018 del Teatro Municipale di Piacenza proposta da Teatro Gioco Vita, direzione artistica di Diego Maj, con la Fondazione Teatri di Piacenza, il Comune di Piacenza e il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, con Crédit Agricole - Cariparma main sponsor di Fondazione Teatri.

L’appuntamento al Municipale è martedì 9 gennaio alle ore 21.

La storia si incentra sulle vicende di Mirandolina, astuta donna che gestisce a Firenze una locanda ereditata dal padre. Mirandolina viene costantemente corteggiata dagli uomini che frequentano la locanda, dal marchese di Forlipopoli, aristocratico decaduto e dal conte d'Albafiorita, un mercante che, arricchitosi, è entrato a far parte della nuova nobiltà. I due personaggi rappresentano gli estremi dell'alta società veneziana del tempo. L'astuta locandiera, da buona mercante, non si concede a nessuno dei due, lasciando intatta l'illusione di una possibile conquista. I nobili clienti, invaghiti, tardano a lasciare l'osteria, e così facendo contribuiscono alla crescita del profitto e della fama della locanda. L'arrivo del Cavaliere di Riprafratta, un aristocratico altezzoso ed un misogino incallito che disprezza ogni donna, sconvolge il fragile equilibrio instauratosi nella locanda. Mirandolina, ferita nel suo orgoglio femminile e non essendo abituata ad essere trattata come una serva, si promette di far sì che il cavaliere s'innamori di lei.

«Partendo dai “Mémoires” - spiega Andrea Chiodi nelle note di regia - in cui lo stesso Goldoni afferma di essere partito da bambino giocando con delle piccole “poupettes” a costruire i suoi testi e a pensare che non bastava più un canovaccio ma era necessario un testo, ho immaginato che gli attori potessero proprio interagire con questo mondo dell’infanzia di Goldoni e dialogare di volta in volta con delle piccole bambole che rappresentino in modo efficace i rapporti tra i personaggi e la straordinaria macchina teatrale che è “La locandiera”. Una locandiera che agirà tutta intorno ad un grande tavolo, tavolo da gioco e tavolo da pranzo, così chiaro il che cosa avviene sopra e meno chiaro che cosa avviene sotto, una locandiera che è sicuramente la rappresentazione del Don Giovanni letterario ma al femminile, con i personaggi che appariranno e scompariranno tra una moltitudine di costumi del repertorio del teatro di Goldoni. Un gioco insomma che coinvolgerà i protagonisti del mondo caro a Goldoni, dalle maschere che se ne vanno, ai costumi del repertorio fino alle sue amate “poupettes” dell’infanzia».

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