Mostra evento "L'ultimo albero", Luca Mercalli ospite della galleria Alberoni

Doppio appuntamento alla Galleria Alberoni con Luca Mercalli, rispettivamente mercoledì 20 per una serata aperta alla cittadinanza e giovedì 21 per un incontro con gli studenti delle scuole

Entra nel vivo il programma delle iniziative che costituiscono il denso calendario della mostra evento L’ultimo albero, con uno degli appuntamenti più attesi della rassegna.

Arriva infatti alla Galleria Alberoni per un doppio appuntamento, con la città e con le scuole, Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, volto noto della televisione e uno dei massimi esperti italiani del clima che cambia, tema che lo vede da anni impegnato in prima linea nel segnalare i gravi rischi che corre il nostro pianeta e nell’illustrare e suggerire modi, forme e scelte di sostenibilità ambientale, praticandole in prima persona.

Galleria Alberoni, mercoledì 20 novembre, ore 21

Una conversazione sui cambiamenti climatici

Luca Mercalli sarà alla Sala Arazzi della Galleria Alberoni mercoledì 20 novembre 2019 alle ore 21, al cospetto dell’Ultimo albero di Romano Bertuzzi, con una conversazione intitolata Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali. L’incontro è a partecipazione gratuita e aperto a tutta la città.

Si tratta di un’occasione davvero preziosa per approfondire il tema dei cambiamenti climatici in corso in un momento nel quale, anche grazie alle iniziative degli studenti di tutto il mondo, il delicato tema sta conquistando la ribalta dell’agenda delle priorità che esigono di essere affrontate, mentre i preoccupanti dati relativi al clima e i tragici recenti avvenimenti (dagli incendi in Amazzonia allo scioglimento dei ghiacciai) fanno risuonare più forte l’allarme per il futuro nella nostra madre terra.

Galleria Alberoni, giovedì 21 novembre, ore 10

Sold out l’incontro con le scuole piacentine

La mattina seguente, giovedì 21 novembre, Luca Mercalli celebrerà la Giornata Nazionale degli alberi nella nostra città, e sempre nella Sala degli Arazzi, in un incontro riservato agli studenti degli Istituti scolastici piacentini.

La presenza di Luca Mercalli in un incontro dedicato esclusivamente agli studenti ha generato notevole fermento e attesa tra gli Istituti scolastici della nostra città, facendo registrare, già da alcune settimane, un boom di prenotazione e il sold out della Sala Arazzi.

Non c’è più tempo. Un tema ineludibile

Come afferma Giorgio Braghieri, presentando la mostra evento L’ultimo albero e il doppio appuntamento con Luca Mercalli che ne costituisce momento centrale, molte sollecitazioni ad affrontare i temi evocati dalla mostra, ci sono venuti da prestigiose sedi internazionali. Per tutte citerò la Conferenza mondiale sul clima di Parigi e il precedente vertice della Terra di Rio de Janeiro, la dichiarazione di Stoccolma, le Convenzioni di Basilea e di Vienna. Purtroppo le decisioni assunte in tali importanti contesti sono state in gran parte disattese, soprattutto da parte dei governi delle nazioni più progredite che hanno preferito privilegiare le istanze produttive rispetto a quelle di tutela dell'ambiente. Anche la Chiesa Cattolica nel corso di conferenze episcopali convocate in diversi Paesi e lo stesso papa Francesco con la celeberrima enciclica “Laudato sì” e nel recentissimo sinodo sull'Amazzonia, hanno richiamato cristiani e non al rispetto del Creato. Non possiamo poi tralasciare di citare le sempre più numerose mobilitazioni di enormi adunate di giovani in tante parti del mondo volte a richiamare l'attenzione e la responsabilità dei Governi delle Nazioni sulle condizioni di salute del Pianeta, messe a dura prova da comportamenti irresponsabili dell'uomo. Tali reazioni traggono la propria ragion d'essere da fatti ed eventi la cui portata e frequenza hanno assunto dimensioni che vanno oltre la norma e che, in gran parte, vanno fatte risalire alla responsabilità delle azioni umane

Antropocene

“Ora è ufficiale, l’epoca geologica nella quale viviamo si chiama Antropocene. L’ha quasi formalizzato a inizio settembre il congresso internazionale dei geologi riunitosi in Sud Africa nell’agosto 2016. Prima vivevamo nell’Olocene, ora si è deciso che più o meno dal 1950 la denominazione del tempo terrestre debba tener conto delle modifiche generate da una specie vivente prolifica e invasiva, giunta a 7,5 miliardi di individui: l’Uomo, antropos, in greco.

Viviamo nell’era dell’uomo, ma ci siamo guadagnati questo appellativo non per meriti bensì per i danni a lungo termine le cui tracce rimarranno impresse sulla Terra così come i fossili del passato remoto. Cambiamenti climatici, rifiuti di ogni genere, inclusa la plastica fluttuante negli oceani, estinzione accelerata di molte specie, aumento del livello dei mari, perforazione e abbattimento di montagne, scavo di canali, laghi artificiali, cementificazione. Spieghiamo ai nostri figli che non possono continuare così, altrimenti l’era successiva non contemplerà più il termine «uomo».”

Luca Mercalli, Non c’è più tempo, Einaudi 2018, pag

Luca Mercalli

Nato a Torino nel 1966 ha studiato scienze agrarie all’Università di Torino con indirizzo Uso e difesa dei suoli e agrometeorologia, e ha approfondito la preparazione in climatologia e glaciologia in Francia, tra Grenoble e Chambery dove si è laureato in geografia e scienze della montagna all’Université de Savoie.

Presiede la Società Meteorologica Italiana, fondata nel 1865. Ha fondato e dirige la rivista “Nimbus”, si occupa di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi e ha pubblicato lavori scientifici e migliaia di articoli divulgativi su La Repubblica, La Stampa, Il Fatto quotidiano, Donna Moderna e Gardenia.

Dal 2003 al 2014 ha partecipato a Che tempo che fa (Rai3), e poi Tg Montagne (Rai 2), Scala Mercalli (Rai 3) e Pillole di Mercalli (Rainews24).

Ha spiegato la crisi climatica ed energetica in oltre 1900 conferenze; insegna sostenibilità ambientale all’Università di Torino (SSST) e all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e la pratica in prima persona.

Svolge un’intensa attività didattica per le scuole e le Università.

Tra i suoli libri: Filosofia delle nuvole (Rizzoli 2008), Che tempo che farà (Rizzoli 2009), Viaggi nel tempo che fa (Einaudi 2010), Prepariamoci (Chiarelettere 2011), Clima bene comune (Bruno Mondadori 2013), Il mio orto tra cielo e terra (Aboca 2016), Uffa che caldo! (Electa Galimard 2018), Il clima che cambia (BUR Rizzoli, 2019).

Ha inoltre pubblicato studi sui ghiacciai e sulla storia del clima in alcune città e località italiane: Torino, Vercelli, la Val di Susa, la Valle d’Aosta

Nel 2019 è uscita una nuova edizione riveduta e aggiorna di Il clima che cambia (Bur Rizzoli)

Del 2018 è invece Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali (Einaudi editore), che dà il titolo anche al doppio appuntamento piacentino.

Siamo un pezzo di natura, lo dice la scienza ecologica, e se la natura si degrada anche noi facciamo la stessa fine. Partiamo da dove posiamo i nostri piedi. Ogni secondo in Italia spariscono sotto cemento e asfalto 2 metri quadrati di suolo. Eppure il suolo è la nostra assicurazione sul futuro, per produrre cibo, per filtrare l’acqua, proteggerci dalle alluvioni, immagazzinare CO2. La sua perdita irreversibile è un grave danno per noi e per figli e nipoti. Tanto più in epoca di riscaldamento globale che, inducendo fenomeni meteorologici estremi – alluvioni, siccità, ritiro dei ghiacciai e aumenti dei livelli marini – minaccia il benessere dei nostri figli e nipoti. Eppure ci sono molti modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano mettendo a rischio il futuro

(Dalla quarta di copertina di Non c’è più tempo)

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