"Luci sul melodramma e...", a Palazzo Farnese il Gran Galà lirico

Anche due arie dell'opera inedita "Pierluigi Farnese" nel programma di "Luci sul melodramma e...", concerto-spettacolo che sarà rappresentato sabato 12 settembre a Palazzo Farnese

Gli amanti della lirica e non solo non potranno perdere certo l’occasione sabato 12 settembre di assistere all’esecuzione con orchestra in prima assoluta del  Preludio e dell’aria del baritono “Poiché non ti sa render giuliva” dell’opera inedita  "Pierluigi Farnese", che  attende di essere rivelata al pubblico.

Composta tra il 1874 e il 1877, l’opera riveste particolare interesse in quanto il libretto porta la firma di  Arrigo Boito, autore di capolavori musicati da Verdi quali Otello e Falstaff. Le musiche sono del compositore napoletano  Costantino Palumbo, pianista affermato ed allievo di Saverio Mercadante.

I due brani tratti dall'opera - che non è mai andata in scena - rientrano nel ricco programma del  Gran Galà Lirico “Luci sul melodramma e…” a cura dell’ Associazione Amici della Lirica, programma che comprende inoltre brani di Cilea, Donizetti, Verdi, Puccini e Saint-Saens.

Gli interoreti sono voci già affermate a livello internazionale  Benedetta Torre, Cristina Melis, Fabio Armiliato, Federico Longhi, Marco Spotti, accompagnati dall’ Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Fabrizio Cassi.




Per creare una cornice consona ai brani del Farnese – l’opera è ambientata a Piacenza in un’atmosfera da Rinascimento Noir all’epoca della Congiura del 1547 - sarà la voce narrante di  Mino Manni, a creare un suggestivo unico racconto unendo tutti i brani in programma, su testi di  Giulia Bassi.

Nel concerto/spettacolo  “Luci sul Melodramma e…”, l’attore piacentino personifica Giuseppe Verdi che seduto nel suo studio riflette sulle sue opere e sul melodramma in generale, alla vigilia dei 50 anni della sua carriera iniziata nel 1839, quando la Scala mise in scena “Oberto Conte di San Bonifacio”.

Verdi, interrogato a proposito di un’eventuale festa da organizzare – il suo Giubileo -rifiuta l’idea scrivendo le sue ragioni a Ricordi e a Boito. Tale è il contesto da cui si sviluppa il racconto dove le parole fanno da contrappunto alla musica, che inizia con l’Oberto e termina con Otello e comprende sempre di Verdi: arie da Il Corsaro, Macbeth; Ernani, Don Carlo, Aida e Otello e si completa con brani di Puccini (Tosca e La Boheme) Cilea (Adriana Lecouvreur) Boito (Mefistofele) e Sanit-Saens (Samson e Dalila)

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