"Me ne vado", rassegna di teatro d'appartamento Home Made

HOME MADE - Piccola degustazione di teatro fatto in casa - Rassegna di teatro d’appartamento

Venerdì 19 e sabato 20 Febbraio 2016 riparte la III edizione di HOME MADE, che si svolgerà da Febbraio a Maggio 2016 in case private di Piacenza e Provincia, in collaborazione con Manicomics 

La rassegna nasce da un’idea di Samantha Oldani, Mauro Caminati, Matteo Ghisalberti, e Maria Spelta come luogo di sperimentazione, per l’esigenza di presentare un teatro con il gusto e la fragranza di qualcosa “fatto in casa”, che si sente familiare; per riportare il teatro da distante e poco percepito, a qualcosa di così vicino da “toccarne con mano” gli ingredienti, con spettacoli che creano momenti di intensa condivisione ed emozione.

Questa III edizione prevede quattro appuntamenti: sei serate con spettacoli provenienti da tutta Italia, tra i quali verrà ospitato per la prima volta anche uno spettacolo di teatro-danza, rarità per il teatro d’appartamento.

Al termine delle serate, come è ormai consuetudine di HOME MADE, ci si trattiene per un momento conviviale di cibo, vino e chiacchiere.

19 e 20 Febbraio 2016 alle 21
  - abitazione privata
ME NE VADO, di e con Marcela Serli
Progetto vincitore del Premio “Emergenze 2009” 
con il sostegno della Provincia di Massa Carrara  e dell’Associazione Arts Village 
Primo premio “I racconti dell’isola” Isolacasateatro (Milano)

Andarsene è il pensiero costante di chi si sente straniero nel proprio paese, di chi si sente straniero ovunque. Come se la salvezza fosse muoversi! Chissà qual è la salvezza, chissà dove sta. Questa è la domanda che mi pongo. Me ne vado è un viaggio crudele ma ironico intorno al mondo. Intorno alle storie del mondo. Me ne vado è uno sfogo. È lo sfogo di quattro generazioni di emigranti. 

"…Marcela come simbolo dell'intreccio di razze e culture, con tante radici che il più possente baobab le fa un baffo, che si è trovata anch'essa un bel giorno a dire "Me ne vado", sale con coraggio sul palco per sbattere in faccia ai presenti in sala, in maniera impietosa, ironica e coinvolgente, il disagio sociale di chiunque sia stato costretto, a dispetto dell'amore per la propria terra natia, ad avventurarsi verso terre ignote. Senza scenografia, praticamente senza costumi, senza l'aiuto di fonici e macchinisti, con un accompagnamento musicale che gestisce da sola grazie a un cd-player portatile. Dirigendosi da sola. Alla faccia dei tagli al FUS. Con l'abilità dell'attrice professionista, con gesti, danze, mimica e canti curati nel minimo dettaglio e con repentini cambi tonali a rappresentare il passaggio da un personaggio all'altro. Ma soprattutto con un testo scritto di suo pugno. Più precisamente, un testo che lei racconta, modificandolo, adeguandolo, completandolo, decostruendolo e ricostruendolo di volta in volta. Una specie di work-in-progress quindi, le ho suggerito, ma mi ha corretta, perché i lavori in corso prima o poi assumono una forma definitiva, mentre il suo progetto non sarà mai definitivo. Un lavoro in continua evoluzione. Oltre dieci anni fa, un viaggio in Albania, 'paese europeo terzomondista', l'ha colpita al punto da far ribollire in lei un'urgenza che da allora non l'ha più abbandonata. Si è resa conto che la povertà, la crudeltà della vita, la disperazione, le ingiustizie, la violenza, le guerre, le alluvioni, i terremoti, le persecuzioni, le torture, la privazione delle libertà e dei diritti umani fondamentali sono fenomeni transculturali che non conoscono confini geografici. Che la sensazione di spaesamento e straniamento provati nello spazio fisico, culturale e spirituale che gli emigranti raggiungono nella loro ricerca di un posto sotto il sole è un filo rosso che collega i destini umani più disparati. Marcela, che pur onestamente e sinceramente ammette una certa dose di (sano) egocentrismo, non ha dunque ideato questo progetto per raccontare la propria storia attraverso questi temi. Al contrario: ha sfruttato i frammenti di vita di quattro generazioni della sua famiglia come cornice ideale entro la quale racchiudere un viaggio attraverso un immaginario atlante dei luoghi comuni non solo geografici, tra ironia e giochi di parole che ammantano di leggerezza anche i 'me ne vado' più tragici. Come una mitragliatrice che ti punge nel vivo con la consapevolezza sociale mentre ti scuoti dalle risa di fronte alla colorata immagine del frigorifero di sua madre, Gladys Emilia Nader Harb Schamun Sharshura Abu alias Nené, di padre libanese, nel quale si accumulano le pietanze della sua infanzia arabeggiante - il couscous e il tahine, le pietanze dell'infanzia argentina dei suoi figli - le empanadas, e le pietanze dell'infanzia del marito italiano-slavo-istriano-triestino - gli spaghetti e la jota…" Tamara Lipovec, Primorsky“Marcela […] ha sfruttato i frammenti di vita di quattro generazioni della sua famiglia come cornice ideale entro la quale racchiudere un viaggio attraverso un immaginario atlante dei luoghi comuni non solo geografici, tra ironia e giochi di parole che ammantano di leggerezza anche i ‘me ne vado’ più tragici.
 Come una mitragliatrice che ti punge nel vivo, con la consapevolezza sociale mentre ti scuoti dalle risa di fronte alla colorata immagine del frigorifero di sua madre, Gladys Emilia Nader Harb Schamun Sharshura Abu alias Nené, di padre libanese, nel quale si accumulano le pietanze della sua infanzia arabeggiante – il couscous e il tahine, le pietanze dell’infanzia argentina dei suoi figli – le empanadas, e le pietanze dell’infanzia del marito italiano-slavo-istriano-triestino – gli spaghetti e la jota…”
Tamara Lipovec, Primorsky

Info e prenotazioni

I posti sono limitati, max 25, prenotazione obbligatoria ai numeri 348.4535270 o 380.3061872 - homemadeteatro@gmail.com

facebook.com/HOMEMADETEATRO - www.homemadeteatroincasa.it 

• Biglietti € 15

• Il ritrovo sarà fissato un quarto d’ora prima dell’inizio dello spettacolo

• L’indirizzo della casa che ospiterà lo spettacolo verrà comunicato solo agli spettatori prenotati il giorno stesso di spettacolo

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