“Come in alto, così in basso”, in mostra le opere di Alberto Bertoldi

Sarà inaugurata sabato 31 marzo alle ore 17.30 la personale di Alberto Bertoldi presso la Galleria delle Visioni di Piacenza

Una delle opere esposte

Sabato 31 marzo alle 17,30 alla Galleria delle Visioni  di Piacenza si inaugura la personale di Alberto Bertoldi, che  presenta nello spazio di via Calzolai 80 a Piacenza le sue ultime creazioni in una mostra dal titolo fortemente evocativo “ Come in alto, così in basso”, famosa massima che il sacerdote egizio, assunto a dignità divina, Ermete Trismegisto, scolpì sulla “tavola di smeraldo” per indicare che tutto quanto nasce,vive e muore sulla terra è regolato dalle stesse leggi che regolano il cielo.

Alberto Bertoldi sa creare, utilizzando un  linguaggio raffinato vicino alla pittura degli antichi maestri,  delle opere  attuali di un’ intensità rara  nelle quali la tensione verso il cielo, coi suoi enigmatici abitanti,  diventa  invito alla introspezione , alla riflessione intesa in accezione ampia.
Luci, ombre, dinamiche e stasi, forme e informe, vuoto e pieno e così via  per dualismi, quelli della stessa esperienza vivente come ad osservare una distanza che poi forse non c’è ; Come in alto, così in basso ,  “riflessioni “ dall’osservato all’osservatore e viceversa, come in una stanza a specchi la riscoperta dell’uomo nella e colla Natura , lui dentro di lei e lei dentro di lui, alla scoperta e riscoperta di sé e del tutto da sé inscindibile. Questo l’invito di  Bertoldi che, con la declinazione del soggetto a lui più caro, le nuvole, è intento ad offrirci scenari che sembrano “veri” ma in sintesi compositive  la cui veridicità  punta più alla verità che all’apparenza, così in antitesi ad una pittura mimetica egli tenta di arrivare al cuore; è raro, infatti,  trovare nel  panorama della pittura  contemporanea un  artista che, come Bertoldi,  unisca una così alta tensione morale alla ricerca filosofica dell’essenza della vita.

Così i paesaggi celesti di Bertoldi non sono mai una semplice cartografia del cielo, ma si muovono verso un’astrazione che elabora il rapporto complesso con l’infinito e ci racconta  stati intensi della percezione e del sentire umani, come se nelle sue nuvole un’”intelligenza cosmica”  interagisse con la parte invisibile dell’uomo, la sua anima. Negli splendidi cieli esposti alla Galleria delle Visioni l’artista  si esprime con una sorta di inquietudine spirituale che conferisce alla rappresentazione pittorica una ricchezza di tensione, di ansia, di ricerca del simbolo e del significato che trascende la dimensione del reale.

Lo sguardo al cielo lo accomuna a quegli uomini di civiltà antiche che volgendo gli occhi al cielo non vedevano solo le stelle, le nuvole, i pianeti, ma anche ciò che le governava; con la percezione dei sensi accoglievano anche ciò che vi è di spirituale nello spazio cosmico , al contrario dell’uomo di oggi che percepisce solo l’immagine sensoria del cielo con le stelle, la luna, le nuvole. E le nuvole di Bertoldi entrano nell’arte o (è l’arte che le compenetra?) con l’intensità di ciò che è superbamente autonomo, distante da ogni richiesta e  contingenza e , al contempo, con l’umiltà disarmante verso ciò che appare come espressione  “sublime” dell’animo umano.

Sarà   per questo che tali cieli catturano, avvolgono e coinvolgono…..e al visitatore sembra  di trovarsi,  scivolando  a ritroso nella storia del pensiero,  fra quegli uomini d’ ingegno che seppero accogliere l’intima certezza dell’esistenza di una connessione (correlazione?)  tra le cose celesti e quelle umane, tra i fenomeni  del cielo regolati da leggi cosmiche e le vicende terrene anch’esse ordinate secondo ritmi e rapporti retti  dalle stesse leggi nell’armonia del Tutto. Non si sfiorano con lo sguardo questi cieli  senza essere toccati da un’emozione intensa , senza sentire che qualcosa dentro di sé risuona  col fuori di sé, senza  lasciarsi  coinvolgere , a volte sconvolgere, dalla potenza di un’immagine che diventa specchio e metafora della vita.

“Forse la tavolozza non esiste e Bertoldi prende la propria materia strofinando col pennello un po’ di cielo per trasferirlo poi sulle sue tele. Non senza prima averlo fatto filtrare attraverso la propria coscienza. Prende il cielo e lo mette sulla tela, perché possa tornare ad essere ancora cielo, ma dentro noi stessi”

La mostra rimarrà allestita fino a Sabato 5 maggio, ed è visitabile tutti i giorni dalle ore 16 alle19. Sabato anche  dalle 10 alle 12,30. Chiuso Giovedì e Domenica. - Galleria delle Visioni. - Via Calzolai, 80  Piacenza.

 

 

 

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