Galleria d'Arte "Studio C", mostra personale di Isabella D'Ortona "Luce e colore, il ritorno dell'arte"
Alla Galleria d'Arte Contemporanea “Studio C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 21 maggio, alle ore 18, la mostra personale di Isabella d'Ortona dal titolo “Luce e Colore, il ritorno dell'Arte”.
Ritorna dunque allo “STUDIO C”, Isabella d’Ortona, e vi ritorna dopo le belle mostre tenute in precedenza, ma questa volta, oltre alle sue caratteristiche tematiche tutte legate alla vita e all'esistenza, la nostra artista presenta una nutrita e interessante serie di opere nate nel lungo periodo del loockdown. Straordinaria artista Isabella! Sempre pronta a stupire, a cambiare direzione, ad andare contro corrente, a proporre nuove e imprevedibili riflessioni. E così questi nuovi dipinti non sono affatto ispirati dal pessimismo o dalla travolgente “noia” del vivere imposta dal particolare momento storico, ma guardano avanti, si concentrano sulle bellezze della natura, sulla gioia del vivere e sulla capacità di saper godere delle piccole e grandi cose che la vita ci offre.
Nata a Cremona, attiva per lunghi anni a Roma e attualmente residente a Piacenza, Isabella D'Ortona è un'artista dal lungo curriculum e dall'intensa attività, con mostre prestigiose tenute in spazi pubblici e privati di tutta Italia e di molte capitali d'Europa.
Numerose anche le sue opere entrate a far parte di importanti collezioni ed Enti Istituzionali: tra queste è senza dubbio da segnalare una grande “Deposizione” collocata a Montecitorio, sede del Parlamento Italiano.
Di tutto riguardo anche il suo bagaglio critico con nomi di rilevanza nazionale: Elda Fezzi, Mario Monteverdi, Giorgio Mascherpa e poi l’indimenticabile Mario Ghilardi, il mio più stretto collaboratore degli anni settanta e ottanta. Nomi che hanno lasciato una traccia indelebile e che, con le loro critiche e i loro saggi, hanno profondamente inciso sul percorso dell'arte moderna e contemporanea. Nel corso della sua lunga e intensa attività, Isabella d'Ortona ha senza dubbio sentito il fascino e l'attrazione dell'Espressionismo tedesco, di nomi come Schiele, Munch, Ensor, Nolde e poi del nostro Realismo Esistenziale, ma questa volta la sua espressione sembra essersi placata, ammorbidita, si è fatta più intima e raccolta trovando al proprio interno nuova forza ed energia, nuovi stimoli e argomenti per reagire positivamenta al grave disagio della solitudine e dell'isolamento imposto dalla pandemia.
La rassegna, che sarà introdotta dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 2 giugno.