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Esposizione Collettiva Fuoriserie, a Piacenza

Esposizione Collettiva Fuoriserie, a Piacenza

Concorto Film Festival, due mostre al Palazzo Ex-Enel

"Percorsi d'arte spontanea" e "100 disegni" nascono dalla collaborazione tra l'Associazione Fuoriserie e l'artista Marco Barbieri. Le mostre sono allestite presso il Palazzo Ex-Enel

L’associazione Fuoriserie partecipa con due mostre, allestite presso il Palazzo Ex-Enel, alla quindicesima edizione di Concorto Film Festival, che si terrà dal 20 al 27 agosto a Pontenure e in vari luoghi a Piacenza

Concorto Film Festival si propone infatti non solo come contenitore di cinema di qualità, ma aspira ad essere un volano di idee, cultura e creatività, rendendo visibili le esperienze più significative del nostro territorio, nonchè ospitando artisti nazionali ed internazionali che arricchiranno la manifestazione. Ecco perché nel festival il pubblico potrà trovare la musica contemporanea, la fotografia, le arti grafiche.

Le due mostre, che si intitolano rispettivamente "Percorsi d'arte spontanea" e "100 disegni" nascono dalla collaborazione tra l'Associazione Fuoriserie e l'artista Marco Barbieri, in arte DEM, in occasione del Progetto "100 Disegni", nel cui ambito all'interno di un laboratorio sono stati creati dagli artisti proprio 100 disegni per realizzare le tshirt per l'Associazione.
L'esposizione ospiterà anche  le opere dei singoli artisti Fuoriserie, che presenteranno percorsi  individuali di arte spontanea, realizzati all'interno dell'Atelier.

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Fuoriserie

L'associazione Fuoriserie, attiva nel campo della salute mentale, si caratterizza con interventi di promozione dell'Arte Irregolare, sviluppati in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Piacenza, attraverso l'organizzazione di eventi espositivi, la riqualifica di spazi urbani con opere di arte pubblica, decorazioni d'interni per strutture pubbliche o private, laboratori espressivi nelle scuole. “L'attività culturale è complementare rispetto a quella in campo sociale e socio-riabilitativa – spiega la presidente Veronica Cavalloni - perché pensiamo che per favorire una vera integrazione occorra intervenire, oltre che sulle condizioni di vita di chi è più svantaggiato, sul contesto in cui essi vivono e sul modo di pensare dei cosiddetti “normali””.

È costituita da professionisti nel campo delle arti visive, dell'arteterapia e della pedagogia; alcuni dei soci hanno vissuto da vicino l'esperienza di disturbo mentale, ma grazie alle attività dell'associazione trovano un modo per non rimanere ancorati al disturbo ma al contrario superarlo. “Le opere dei nostri artisti sono il vero prodotto della più autentica creatività personale e come tali costituiscono un patrimonio di valore della comunità a cui appartengono”. 

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