Galleria Rosso Tiziano, mostre di Marisa Montesissa e Francesco Summo

Sono allestite fino a sabato 5 dicembre presso la Galleria Rosso Tiziano le mostre di  Marisa Montesissa e Francesco Summo 

Marisa Montesissa - ALIVOLARE: SOGNARE IL CIELO

“La maggior parte dei gabbiani non si dà la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare alla costa dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo” (R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston).

La mirabile metafora offerta dal capolavoro di Richard Bach sul desiderio del volo del gabbiano Livingston è forse la miglior presentazione della proposta artistica di Marisa Montesissa alle prese con le ali nella loro molteplice variazione. Le ali alludono al volo, al viaggio, alla fantasia, alla libertà. Rappresentano il sogno segreto dell’uomo che non ha ali e invidia gli uccelli che solcano i cieli infiniti. La tecnologia ha aiutato gli uomini a realizzare questo sogno, ma non ne ha esaurito le potenzialità perché il volo vuole sempre andare oltre, là dove non ci sono confini e limiti. Il volo è un sogno pericoloso, si rischia sempre di precipitare come nel mito di Icaro.

Il volo è l’archetipo che si combina con quello del Puer di Hillmann, una creatura d’Aria, un archetipo spirituale, che vuole staccarsi dalla gravità della terra e librarsi in cielo alla ricerca del suo lato divino. Sulla terra il Puer è impacciato e il suo andare è claudicante. Vuole salire in verticale perché è a disagio nel mondo orizzontale dello spazio tempo. Non vuole limiti e sogna il volo rapido, veloce, pronto, capace di immediatezza, di leggerezza e di umorismo. Il volo del Puer non conosce la pazienza e non conosce l’attesa e quando non può procedere nel suo modo, si trova “fermo, come se fosse sospeso”. 

Montesissa propone questo archetipo del volo nella metafora delle ali, di volta in volta , leggere come quelle della farfalla, inquietanti come quelle del pipistrello, colorate come quelle del colibrì,potenti come quelle dell’albatro. Già in precedenza l’artista aveva proposto il tema delle ali nelle sue donne gestanti, che potevano alludere al viaggio intimo della maternità sospesa tra terra e cielo, tra il mondo che c’è già e mondo che deve ancora venire e di cui la donna sente in anticipo le vibrazioni.
Donne, sirene, ali: un altro viaggio della Montesissa nel mondo del fantastico, che ci permette di sognare il cielo per non morire di sola terra.
(Roberto Tagliaferri 2015)

montesissa-2

Francesco Summo - L'INDUGIARE COSTANTE SENZA LIMITI DI VIAGGIO 

Quando nel 2002 con l’Istituto CPP che dirigo da sempre, entrammo nella nuova sede di via Campagna 83 (un antico palazzo della Piacenza rinascimentale) chiesi a Francesco Summo un’opera importante da collocare nell’aula formazione. Passai all’artista la poesia Itaca di Kostantinos Kavafis, il più grande poeta greco fra l’800 e il ‘900. 
“Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca”.
Temevo che un’opera su commissione potesse spegnere piuttosto che accendere la sua creatività che avevo già potuto apprezzare anche come regista e autore teatrale.
Quando Francesco mi consegnò l’opera restai fulminato dalla straordinaria evocatività di questo grande quadro che non è soltanto un dipinto ma una sintesi penetrante della forza trasformatrice del viaggio per ogni essere umano che vuole attraversare la vita affrontando con coraggio tutte le sue
sfide. Penso che Itaca condensi efficacemente la proposta artistica di Summo che non intende usare la provocazione come ricerca artistica ma “essere” provocazione per l’osservatore, che può ritrovare nell’itinerario dell’artista connessioni e slanci in cui rispecchiarsi. La rarefazione della pittura di Summo si sottrae a una definizione precisa e schematica e anche i riferimenti artistici non sono affatto scontati. Summo elabora una sua poetica che sa riproporre utilizzando materiali diversi e imprevedibili, mescolando composizioni materiche in modo inedito e assolutamente personale. Ma più che altro questa rarefazione non è astrattismo né pura e semplice composizione simbolica, gioca piuttosto su fattori percettivi che inducono a guardare oltre il pervenuto, che sforzano l’immagine oltre il dato osservativo per offrire un vero e proprio racconto, una narrazione che prende dal teatro la forza delle scenografie più azzardate e imprevedibili.
La sua opera è pertanto un’ipoteca per ulteriori viaggi, per tendere i percorsi creativi a nuovi approdi, senza trovare un’Itaca definitiva ma provando continuamente a cercarla. (Daniele Novara)

summo-3

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di Mostre, potrebbe interessarti

  • Paladino a Piacenza, in Piazza Cavalli fino al 28 febbraio 2021

    • Gratis
    • dal 10 ottobre 2020 al 28 febbraio 2021
    • Piazza Cavalli
  • "La scrittura come enigma", riaperta la mostra di Giorgio Milani in Sant'Agostino

    • Gratis
    • dal 12 gennaio al 28 febbraio 2021
    • Ex-Chiesa di Sant'Agostino

I più visti

  • Paladino a Piacenza, in Piazza Cavalli fino al 28 febbraio 2021

    • Gratis
    • dal 10 ottobre 2020 al 28 febbraio 2021
    • Piazza Cavalli
  • "La scrittura come enigma", riaperta la mostra di Giorgio Milani in Sant'Agostino

    • Gratis
    • dal 12 gennaio al 28 febbraio 2021
    • Ex-Chiesa di Sant'Agostino
  • Piacenza Cammina 2.0, escursione alla Cascata del Carlone

    • Gratis
    • 24 gennaio 2021
    • Cascata del Carlone
  • Il contagio delle idee, “La vera storia del Klimt ritrovato”

    • Gratis
    • 22 gennaio 2021
    • Online Pagina Facebook Comune di Gossolengo
  • Potrebbe interessarti

    Torna su
    IlPiacenza è in caricamento