Galleria Studio C, mostra "Aperture e connessioni, la forza creativa dell'arte"

Alla galleria d'arte contemporanea “Studio C” di via G. Campesio 39 si inaugura sabato 17 ottobre alle ore 18 la mostra personale di Alessandro Mattia Mazzoleni dal titolo “Aperture e Connessioni, la forza creativa dell’arte”. 

Alessandro Mattia Mazzoleni è un artista di sicuro talento e di grande interesse. Caposcuola della “Cardboard art”, ha già al suo attivo numerose mostre personali tenute in tutta Italia e nelle principali capitali d'Europa,  premi e riconoscimenti prestigiosi e un curriculum critico di tutto rispetto. Affascinato da sempre dalla ricerca e dalla sperimentazione è in breve tempo approdato ad un proprio personale linguaggio e ad una tecnica estetico-pittorica che è solo ed esclusivamente sua: nel suo percorso formativo, fatto di lavoro, studio e applicazione costante assume grande importanza l'uso dei materiali, o meglio, la selezione dei materiali da adeguare alle sue creazioni in modo tale che esse rappresentino al meglio la nostra contemporaneità, le ansie e le problematiche umane ed esistenziali dei nostri travagliati giorni. Espressione fortemente attuale, dunque, che porta dentro tracce e memoria del passato, ma che si fa anche indagine e analisi spietata del presente, meditata proiezione sul futuro. Viviamo oggi tempi complessi, caratterizzati da una grande metamorfosi all'interno di quel mondo che, in senso alquanto generico, viene definito “Arte visiva”. Le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi hanno scoperto tecniche innovative, diversificate forme di espressione e più articolati canoni estetici sì da sovvertire le tradizionali ed apparenti indistruttibili categorie artistiche (pittura, scultura, olio, tempera, tecnica mista ecc). E se già nel xx° secolo alcuni artisti avevano superato i tradizionali canoni estetici rendendo la tela tridimensionale grazie all'uso di svariati materiali, oggi questa esigenza, di ricercare cioè sempre più spesso la terza dimensione, è diventata quasi una costante, un bisogno impellente di un grandissimo numero di artisti.

A questa schiera di artisti appartiene senza dubbio anche Alessandro Mattia Mazzoleni che con la sua originale ed interessante espressione riesce ad elevare il “cartone”, materiale umile e fragile della nostra contemporaneità, a dignità artistica, a vera e propria opera d'arte. Perchè poi Alessandro, tra i tanti materiali oggi presenti nella nostra quotidianità, abbia scelto proprio il cartone, ce lo dice lui stesso in una sintetica ma approfondita riflessione:”L'uomo è di cartone, la religione è di cartone, l'etica e la morale sono di cartone ed anche l'arte nella sua manifestazione esteriore è di cartone, ma non già l'intuizione come forma di conoscenza, la creatività come quintessenza esperienziale. Esse sono pure e costituite di luce ed è impossibile sottoporle a qualunque mistificazione. Nel mio modo di fare arte, uso il cartone quale elemento-materia-concreta, per descrivere la realtà quotidiana senza prevenzioni o pregiudizi...”. Il cartone , dunque, materiale che nella realtà di ogni giorno serve per coprire, celare e letteralmente per “imballare” cose ed oggetti così da nasconderli e/o mistificarli agli occhi della gente, diventa così lo strumento preferito dall'artista per descrivere la realtà, le situazioni, la vita stessa di questa strana e complessa contemporaneità, diventa insomma il materiale della “demistificazione” e della verità.

C'è senza dubbio, nell'azione vigorosa e potente di questo artista, un richiamo all'”Arte Povera” o, se si vuole, la creazione di un nuovo e diverso filone all'interno di questo importante movimento, soprattutto quando l'artista, attraverso i suoi straordinari colori, i suoi tocchi delicati e sensuali, fortemente lirici e poetici, riesce ad echeggiare atmosfere intense e sospese, quasi surreali. Alla base di tutto, però, c'è sempre il cartone, modesto ed umile elemento che si riveste di simbolo e significato diventando archetipo e metafora della vita e dell'umana esistenza. Lo stesso vale per la cerniera, altro elemento della quotidianità che Alessandro Mattia Mazzoleni usa molto spesso nelle sue opere.Un intero ciclo della sua produzione, infatti, è proprio dedicato a questo semplice ma straordinario accessorio, un ciclo che l'artista stesso ha definito “Le cerniere spazio-temporali”. Essa compare soprattutto quando Mattia Mazzoleni dialoga con i grandi Maestri del nostro novecento, quando letteralmente li “cita” e li “ricorda” nelle sue composizioni chiamandoli in causa e stimolando un positivo e costruttivo confronto.  La cerniera diventa insomma, per il nostro artista, non elemento di separazione o divisione ma, al contrario, punto forte di congiunzione, di sutura e unione, punto d’incontro tra passato e presente, tra mondo contemporaneo e tradizione. Si fa confronto dialettico costruttivo e costante perchè l'innovazione dei nostri giorni si possa congiungere e/o ricongiungere in modo armonico con la grande esperienza tramandataci dalla storia.

La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 29 ottobre.

Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30. Lunedì, giorno di chiusura.

                                                                                

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