Per il tour artistico sulle opere di Ghittoni conservate a Piacenza, tappe a Palazzo Galli, Chiesa di S. Sepolcro e Galleria Ricci Oddi

Dopo quella a questa domenica, per la mostra su Francesco Ghittoni allestita dalla Banca di Piacenza a Palazzo Galli, si è resa necessaria una seconda proroga: sino a domenica 29 gennaio. Proseguono anche le iniziative collaterali e nel pomeriggio di oggi, sabato 21 gennaio, si è svolta la visita guidata dalla prof. Valeria Poli all'affresco di Ghittoni a Palazzo Galli, alla Parrocchia di San Sepolcro e alle opere della Galleria Ricci Oddi.

La visita ha preso l’avvio dal palazzo Galli dove è stato approfondito il programma iconografico, commissionato dalla Banca Popolare Piacentina, nello scalone e nella galleria al piano nobile (1904-1905). Gli interventi sul palazzo, acquistato il 13 settembre 1872, sia sul versante architettonico che pittorico, sono indirizzati a rafforzare l’immagine di solidità dell’istituto di credito, grazie al progetto di ridefinizione classicista della facciata, impegnato nel settore di supporto al credito per il settore industriale, ma soprattutto agrario come testimonia la nascita nei suoi locali della Federconsorzi (1892).

Il programma iconografico – ha evidenziato la prof. Poli - prosegue nello scalone d’onore occupando una parete con l’Allegoria dell’Agricoltura di Alfredo Tansini (Piacenza, 1872-1918) e con la medaglia della volta, dipinta a tempera grassa da Ghittoni, che celebra l’Allegoria del Commercio e dell’Agricoltura dell’Italia (1905). La medaglia di Ghittoni, inserendosi nella tradizione avviata dall’iconologia di Cesare Ripa, presenta il Commercio nelle vesti di Ermes o Mercurio con l’elmo alato e il caduceo, la verga con i serpenti intrecciati, simboli di prosperità e di pace. Il Commercio si allea con la figura femminile simbolo dell’Agricoltura individuabile dal fascio di spighe in grembo. Su tutto trionfa l’Italia ammantata di rosso appoggiata ad un grande scudo crociato.

Seconda tappa la chiesa di S. Sepolcro dove sono conservate le opere di Ghittoni Sacra Famiglia (1898), Getsemani (1894) e S. Luigi Gonzaga (1903?) che furono acquistate per la parrocchiale di S. Sepolcro, istituita dal vescovo Scalabrini nel 1892, dopo un lungo periodo di abbandono seguito alla soppressione napoleonica.

Sono opere che, citiamo sempre la Poli, dimostrano l’adesione di Ghittoni al purismo “alla nazarena”, abbracciato in gioventù anche dal napoletano Domenico Morelli, testimoniato nel Martirio di S. Eufemia (1893), oggetto della visita del giorno 8 gennaio scorso, nella Sacra Famiglia e nel S. Luigi Gonzaga. Dipinto fortunato, definito da Ferdinando Arisi “del tutto originale”, è Getsemani esposto alla Esposizione Nazionale di Milano del 1894 che conosce numerose repliche. Il desiderio di Ghittoni di confronto con il pubblico risulta evidente nella decisione di partecipare al premio-acquisto (10.000 lire) stabilito da papa Leone XIII per la migliore Sacra Famiglia esposta alla mostra Nazionale di Torino del 1898. La Chiesa intendeva, con questa iniziativa, risvegliare l’interesse per l’Arte Sacra a conclusione di “un secolo laico”. Ghittoni si propone di dare nuova dignità alla figura di S. Giuseppe, il padre operaio, attraverso il ricordo delle soluzioni quaresimali dei Nazareni, ispirato dalle parole del Vangelo.

L’ultima tappa dell’itinerario guidato dalla prof. Poli, è stata la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi nella quale, dal 9 dicembre giorno di apertura della mostra a palazzo Galli, è stato allestito il corridoio centrale, già dedicato ai piacentini, con una esposizione delle opere di Francesco Ghittoni possedute e non tutte esposte normalmente.

I dipinti permettono di ricostruire la vicenda professionale dell’artista a partire dal ruolo avuto dal conte Caracciolo amministratore dell’Istituto Gazzola, ritratto da Bernardino Pollinari maestro di Ghittoni, documentato nella mostra a palazzo Galli da ritratto al cavalletto presso la finestra. L’iter progettuale, di stampo accademico, è testimoniato dai disegni preparatori, ma soprattutto da l’operaio che dorme, una delle più riuscite esercitazioni scolastiche, in risposta alla richiesta di ispirarsi al “modello vivente”. E’ presente anche un ritratto della madre, simile a quello esposto in mostra proveniente dall’istituto Gazzola, e il tema religioso con il Giuda.  Presenta anche il genere del paesaggio testimoniato dalla nevicata ritenuta, insieme al casotto di campagna esposto in mostra, una delle opere anticipatrici della ricerca di Giorgio Morandi.

La visita alla galleria è stata anche occasione per ricordare la sua importanza nella conoscenza della produzione artistica contemporanea a Ghittoni alla luce delle scelte tradizionaliste compiute da Giuseppe Ricci Oddi.


 

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