Piacenza Jazz Fest, c'è anche "L'Altro Festival"

Numerosi gli appuntamenti collaterali che affiancano il Piacenza Jazz Fest 2018, da Piacenza suona Jazz! al Jazz al Centro, dal Jazz Brunch ad Improvvisazione tra le Opere

Uri Caine

Com’è ormai piacevole consuetudine, durante il periodo del festival la musica si diffonderà in tutta la città. Tornerà “Piacenza Suona Jazz!” e le sue numerose esibizioni live in contesti informali e conviviali, ambientate in luoghi alternativi ai teatri quali locali e club, distribuiti sia in centro che fuori città. Il periodo festivaliero si completerà poi con una miriade di altre iniziative, presentazioni editoriali e performance artistiche sempre con la musica improvvisata a fare da filo conduttore.

Numerosi sono gli appuntamenti che affiancheranno la programmazione concertistica principale e che costituiscono il fulcro della manifestazione per i suoi organizzatori e fruitori, il suo tratto distintivo che ne caratterizza l’identità e restituisce bene gli obiettivi: essere presenti con proposte di grande qualità sul territorio per coinvolgere la maggior parte di persone possibili, soprattutto quelle fasce che per abitudine, diffidenza o scarse possibilità non frequentano le iniziative musicali.

Torna a grande richiesta la rassegna “Il Jazz al Centro – Aperitivo Swing”, in stretta collaborazione con la Direzione del Centro Gotico che vedrà quest’anno esibirsi, sempre dalle ore 17.45, tre formazioni davvero ragguardevoli. Domenica 25 febbraio aprirà la kermesse il frontman Sergio “Tamboo” Tamburelli con i suoi “Jazz & Blues Society” in un programma che vedrà sui tavoli della piazzetta centrale un “menù” di brani che il pubblico potrà “ordinare”. Domenica 4 marzo vedrà il gradito ritorno della figura più swing di Piacenza, che attualmente si è trasferita nella Svizzera tedesca, parliamo di Georgia Ciavatta in quintetto. Per chiudere l’11 marzo, il chitarrista e crooner Giuliano Ligabue con la sua swing band di otto elementi, allieterà l’aperitivo delle famiglie e dei tanti appassionati che frequentano questa fortunata rassegna, gustando un aperitivo offerto in ognuna delle tre occasioni dalla Direzione del Centro.

Le novità più interessanti di quest’anno riguardano la sinergia con il teatro, soprattutto con il teatro che fa dell’improvvisazione il suo registro, andando in scena senza un copione scritto se non a grandi linee, proprio come succede per il Jazz. Grazie alle reciproche affinità di approccio tra la compagnia teatrale TraAttori e il Piacenza Jazz Club, che ha già registrato una calorosa accoglienza da parte del pubblico durante la prima tenutasi al Milestone lo scorso mese di novembre, è nato un nuovo progetto che coinvolgerà gli alunni delle scuole secondarie superiori di Piacenza per una versione completamente rinnovata e rivista di “Scuola e Jazz”.

Altra collaborazione teatrale quella con la compagnia delle Stagnotte, con cui andrà in scena un doppio spettacolo con il lodevole obiettivo di raccogliere fondi a favore dell’AISM, l’associazione italiana che ogni giorno è al fianco dei malati di sclerosi multipla. Lo spettacolo che di diritto si definisce musico-teatrale, si intitola “Storyville” (al Milestone il 25 febbraio alle 18.00 e alle 21.00), come lo storico quartiere di New Orleans dove il Jazz ha mosso i suoi primi passi. In un susseguirsi di monologhi e musica, di cori e coup-de-teatre, si finisce per svelare agli spettatori un volto inedito dell’universo femminile. Ambientato in un classico bordello del quartiere, Storyville dipana storie e vicende delle sue ragazze, o, come venivano chiamate un tempo “le donne dell’amore”. Le parole scivolano sulle note dei musicisti sul palco, si interrompono e lasciano spazio alla musica per creare un ensemble davvero unico. Uno spettacolo di donne, ma non solo per le donne, dove gli uomini, sempre presenti nella loro assenza, sono i veri protagonisti.

Tornano a grande richiesta le “Incursioni Jazz” che allieteranno a suon di Swing alcuni luoghi a sorpresa, come esercizi commerciali o uffici del centro storico e della periferia, concedendo una breve, ma godibilissima pausa dalle attività da cui ciascuno è preso nel corso della giornata. Un momento di distensione che aiuta ad accantonare per un po’ le preoccupazioni, mettendo allegria e dando una marcia in più a tutta la giornata, a cura di una small band di jazz tradizionale, come nella migliore tradizione dixieland che si rispetti, in puro stile New Orleans. Un altro modo per far vivere alla città il suo mese di Jazz, per far entrare la musica dal vivo in luoghi dove mai è stata suonata, come negozi d’abbigliamento, bar, grandi magazzini, negozi, uffici e, se possibile, anche qualche scuola.

Sarà sempre una marchin’ band che accompagnerà a scuola swingando i bambini di alcune fortunate scuole primarie piacentine (quest’anno Caduti sul Lavoro, Vittorino da Feltre e S. Lazzaro), i quali rispondono ben lieti per un fuori programma spassoso che movimenta le loro routine quotidiane, attraverso i pedibus musicali.

Visto il meritato successo riscosso nella scorsa edizione e la sintonia di intenti che lega il jazz Club con la Galleria Ricci Oddi, l’appuntamento di quest’anno sarà “Improvvisazione tra le Opere” (sabato 24 febbraio ore 18.00) che vedrà dialogare alcuni dei quadri di questo autentico gioiello piacentino con la musica del trio di Luciano Biondini, composto oltre che dalla sua fisarmonica anche da una chitarra classica e da un basso acustico. Oltre alla possibilità di visitare un luogo che rimane forse un po’ nascosto, vi è anche il piacere di avvicinare linguaggi e ambiti sensoriali differenti, che consentono di sviluppare un diverso approccio alla conoscenza, da un lato delle opere pittoriche, ma dall’altro anche della musica che le commenta, svelandole quasi come venissero viste per la prima volta.

Sempre alla Galleria Ricci Oddi ma stavolta sabato 10 marzo alle 16.30, si terrà la presentazione del libro “Giorgio Gaslini. Non solo jazz”, uscito per la casa editrice Eco, alla presenza dell’autore Adriano Bassi e della moglie del grande pianista. Il libro ripercorre gli anni della carriera di Gaslini: un occhio perennemente rivolto al futuro e mai vincolato al passato, ripreso con grande tenacia, ma sempre arricchito di novità. Adriano Bassi rende omaggio ad un protagonista della musica italiana ed internazionale attraverso le testimonianze di numerosi musicisti della scena contemporanea e offre un prezioso momento di riflessione su un Maestro lungimirante, determinato e con un occhio particolarmente rivolto ai giovani. Un altro libro verrà presentato alla Libreria Feltrinelli sabato 17 marzo alle 16.30: “Charles Mingus. L’uomo, la musica, il mito” scritto da Krin Gabbard ma che vede il musicologo Francesco Martinelli come curatore della traduzione italiana. Sarà lui a presentare il volume, edito da EDT. Di formazione classica e di ascendenza mista (aveva nonni cinesi, svedesi e africano-americani), Charles Mingus è stato uno dei più importanti innovatori musicali del Ventesimo secolo. Compositore, interprete e produttore discografico, la sua celebre e romanzata autobiografia, "Peggio di un bastardo", ha contribuito a creare l'immagine di un uomo tormentato e selvaggio: un genio musicale eccentrico e idiosincratico, con un debole per le donne e soggetto a violente esplosioni di rabbia; ma anche un inguaribile romantico. Facendo ampio riferimento a fonti e documenti inediti o sconosciuti ai precedenti studiosi, Krin Gabbard sottopone il mito autobiografico a un attento lavoro di verifica. Il risultato è quello di un'articolata visione dell'opera di Mingus situata in un panorama che va ben oltre la musica, per abbracciare il contesto sociale, politico e culturale americano.

In collaborazione con il dipartimento Jazz del Conservatorio “Nicolini” avranno luogo una masterclass e una conferenza, adatte sia agli studenti, sia ad un pubblico tecnicamente meno preparato, visto il loro carattere divulgativo. Il grande Uri Caine prima del suo concerto che si terrà la sera stessa, alle 16.00 di sabato 3 marzo terrà una masterclass gratuita aperta a tutti, dove parlerà del suo stile e della sua tecnica esecutiva e compositiva, più in generale del rapporto con lo strumento che l’ha reso celebre in tutto il mondo: il pianoforte. Mentre sabato 17 marzo alle 15.00 il musicologo Stefano Zenni terrà una conferenza dal titolo "Trinkle Tinkle: il pianoforte jazz come strumento a percussione". Il pianoforte è come una grande arpa, ma i martelletti inglobano in un certo senso uno strumento a percussione. La storia del jazz è attraversata da un approccio energico e gestuale che proietta sulla tastiera la fisicità dei tamburi africani.

Molto articolato si presenta il programma della giornata di studi che quest’anno si terrà domenica 4 marzo nella sede del Piacenza Jazz Club, patrocinato dal Conservatorio di Musica “G.B. Martini” di Bologna, tutta incentrata sul rapporto tra Jazz e Cinema, un binomio ricco di suggestioni. Dal titoloAccordi e disaccordi. Casi ed esperienze di Jazz al cinema”, vede come responsabile scientifico e moderatore Stefano Zenni. Oltre a vari interventi che si susseguiranno nel corso dell’intera giornata, tra i quali il compositore Battista Lena, il convegno si chiuderà alle ore 18.30 con la proiezione del film del 2017 “Enrico Rava. Note necessarie” della regista Monica Affatato, presente per raccontare la sua testimonianza.

Il workshop di questa edizione sarà a cura di uno dei bassisti più stimati e richiesti della musica italiana, che nel corso della sua carriera ha solcato tutti i palchi più importanti della nostra penisola, da quello del Festival di Sanremo a quello del concertone del Primo Maggio a Roma, suonando con grandi nomi della musica pop, ma con una bagaglio di esperienze in svariati generi, tra cui il Jazz. Alla Milestone School of Music domenica 11 marzo e per tutta la giornata, Lorenzo Poli presenterà “Il basso oggi" dove parlerà del suo strumento, delle sue evoluzioni ed esperienze, facendo anche suonare i partecipanti (max 20 + uditori).

Immancabili i due Jazz Brunch che aiutano a ritagliarsi una parentesi dall’affanno, forse perché si ascolta buona musica e si degustano alcune sfiziose prelibatezze nel giorno più rilassante della settimana, di domenica. Il primo brunch si terrà al Dubliner’s Irish Pub, locale che ormai ha fatto del brunch domenicale un’istituzione. A suonare domenica 25 febbraio alle 12.30 sarà il Mike Frigoli Trio. In più nel secondo caso, si potrà beneficiare di uno dei panorami più belli che offre la città. La location infatti è quella del settimo piano dell’Albergo Roma, dove domenica 11 marzo alle ore 12.30 suoneranno i Classic Jazz Five, un quintetto di Jazz tradizionale che rivisita i temi più noti e non della musica afroamericana dai primi del Novecento agli anni Trenta.

Cambia la formula, adattandosi quanto più possibile alle esigenze di luoghi che ospitano fragilità e sofferenze, come gli ospedali, ma non muta di certo il desiderio del Piacenza Jazz Fest di stare accanto a chi si trova in situazioni di difficoltà e fatica. Quest’anno l’iniziativa “Donatori di musica”, in collaborazione con l’Ausl di Piacenza e il “Pellicano onlus”, prevede una sferzata di allegria con il trombonista Mauro Ottolini il 17 febbraio nel reparto di Pediatria dell’ospedale Guglielmo da Saliceto e un “punto festival”, nel corridoio di accesso ai vari reparti del primo piano, con la presenza fissa di un pianoforte e sedute a disposizione dei degenti che vorranno approfittarne. I suoni si diffonderanno comunque senza invadenza anche nei corridoi interni ai reparti. Un vero e proprio programma calendarizzato di circa dodici eventi, offrirà la possibilità di usufruire dei benefici della musica dalle ore 13.30 alle ore 14.15.

Sempre nell’ottica di offrire un servizio, ma in questo caso ai detenuti e alle guardie carcerarie, sarà anche il concerto presso la casa circondariale delle Novate in collaborazione con l’Associazione “Oltre il muro”, che vedrà coinvolto lo Spirit Gospel Choir diretto da Andrea Zermani e Anna Chiara Farneti.

La partecipazione agli eventi dell’Altro Festival è sempre libera e gratuita per tutti, ad eccezione del workshop di Lorenzo Poli e dei Jazz Brunch.

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