A Palazzo Ghizzoni Nasalli dialogo pubblico tra Piacenza e Srebrenica

In programma mercoledì 28 novembre alle 21 presso la Serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli un incontro pubblico organizzato dalla associazione Cosmonauti. Alberto Rossi, rappresentate di Cosmonauti, dialogherà con Irvin Mujcic, presidente dell’Associazione Srebrenica City of Hope

Tradizioni e turismo per una rinascita sostenibile, dialogo pubblico tra Piacenza e Srebrenica.

Mercoledì 28 Novembre, alle ore 21, presso la Serra di Palazzo Ghizzoni Nasalli di via Serafini 12 (entrata da via Gregorio X) si terrà un incontro gratuito organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Cosmonauti nell’ambito del progetto ‘Coltivare Tradizioni’ finanziato dal Comune di Piacenza attraverso il Bando Giovani Progetti 2018.

Alberto Rossi, rappresentate di Cosmonauti, dialogherà con Irvin Mujcic, presidente dell’Associazione Srebrenica City of Hope.

Come nel DNA dell’associazione Cosmonauti, il focus vuole essere sull’agricoltura e sulla cura dell’ambiente come strumenti di rinascita sostenibile e possibili soluzioni alle problematiche sociali.

Irvin Mujcic, giovane bosniaco originario di Srebrenica, racconterà la sua esperienza personale di profugo e la scelta, cinque anni fa, di tornare nella terra della sua famiglia, colpita pesantemente dal genocidio del 1995, per impegnarsi a ricreare un nuovo senso di comunità mediante la cura del territorio, la coltivazione di sussistenza e l’ospitalità turistica diffusa nei villaggi lungo il fiume Drina.

A venticinque anni dal crollo del ponte di Mostar e dalla morte del volontario bresciano Moreno Locatelli sul ponte di Vrbanja a Sarajevo durante la Guerra nell’ ex Jugoslavia, il confronto vuole riflettere anche su quegli avvenimenti che Piacenza visse con particolare emozione e senso di accoglienza nei confronti dei profughi balcanici.

A seguito della tragedia della Guerra dei Dieci Anni, nella nostra città si formò un’ampia comunità bosniaca che ancora oggi dialoga e collabora con le realtà territoriali piacentine, dalle istituzioni alla scuola, passando per gli enti del Terzo Settore.

In una recente intervista alla rivista online L’Ordinario, Mujcic ha dichiarato: “Purtroppo dall’esterno si vede la nostra città solamente come la città del genocidio e si scorda di noi, che siamo tornati qui a vivere, nel luogo del delitto, con coraggio e tanta passione”.

In questo modo è iniziato il progetto Srebrenica City of Hope, per far conoscere ai visitatori una terra splendida dal punto di vista paesaggistico e con tradizioni artigiane antichissime. La serata, oltre a un dialogo fra le associazioni, prevede interventi musicali e letture scelte. Le associazioni organizzeranno banchetti con materiale informativo e di divulgazione. Per ulteriori informazioni si possono visitare le pagine Facebook: Cosmonauti e Srebrenica-City of Hope

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