"Un Po di cultura", al via la seconda edizione della rassegna

E' stato presentato il programma della seconda edizione della rassegna "Un Po di cultura…". Primo appuntamento venerdì 11 aprile, con lo scrittore curdo Fuad Aziz. Tutti gli incontri presso il Circolo Amici del Po, a Monticelli d'Ongina

Venerdì 11 aprile, primo incontro di "Un Po di cultura.."

Prenderà il via venerdì 11 aprile "Un Po di cultura...- volume II", seconda edizione della rassegna organizzata dall'associazione Amici del Po, di Monticelli d'Ongina.
Il primo appuntamento della rassegna, che si terrà presso il Circolo ARCI “Amici del Po” di Monticelli, vedrà come protagonista l’illustratore e scrittore curdo Fuad Aziz, che vive e lavora in Italia. Autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e di opere permanenti in varie città, da alcuni anni scrive e illustra libri per ragazzi. Ha partecipato a numerose mostre di illustrazione e ha pubblicato con diverse case editrici: Fatatrac, Biblioteca di Pace, Arianna, Sinnos. L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Associazione “Favoleinfesta”, è inserito negli eventi legati al “Rodari Day”. Aziz rievocherà la propria esperienza di esule, lontano dalla propria patria, consapevole dell’oppressione e della solitudine del proprio popolo e per questo desideroso di farsi messaggero di libertà e di pace.

Il secondo appuntamento, Venerdì 2 Maggio, in collaborazione con “Libreria Fahrenheit”, sarà incentrato sul concetto di “narrazione come liberazione” e vedrà la partecipazione di Alberto Gromi, garante dei Detenuti di Piacenza, e di Lorenzo Calza, sceneggiatore e scrittore piacentino da anni trasferitosi a Genova, nonchè autore di Julia (Sergio Bonelli Editore), il fumetto incentrato sulle avventure di una criminologa. Trapiantato a Genova, anni fa Calza tenne un laboratorio di scrittura creativa all'interno della casa circondariale di Piacenza, un'esperienza che lo segnò sul piano umano e lo convinse della necessità di una revisione radicale dell'istituzione carceraria, fino a maturare idee abolizioniste.

Alberto Gromi è molto noto per il suo impegno nell'insegnamento nella scuola pubblica, nel volontariato e nella sfera sociale. Specializzato in Pedagogia e Formazione, docente all'Università Cattolica di Piacenza, è da sempre attento agli spunti culturali. Ora è Garante cittadino dei diritti delle persone private di libertà. I due si conobbero ai tempi del liceo. Uno era studente, l'altro Preside dell'istituto. Da allora, a distanza o meno, hanno mantenuto i contatti, mutandone la forma con il passare delle stagioni della vita. Parlare di carcere, cultura e società, in una serata informale ma densa di contenuto e impegno civile. Carcere, dignità, diritto alla creatività, letteratura d¹evasione. Questi alcuni degli argomenti che verranno toccati nel corso di una conversazione alquanto imprevedibile ma di sicuro interesse. Nella serata sarà presentato il romanzo ³Panico. Il buio è l'unica sicurezza per rimanere vivi" di Lorenzo Calza.

Il Grande Fiume sarà invece il protagonista degli altri due incontri in programma. Cominciamo con “Il Po che divide, il Po che unisce: immagini e vicende dei ponti di Cremona e di Piacenza dall’Unità d’Italia ad oggi”, che si terrà Venerdì 23 maggio, con il patrocinio dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano (Comitato provinciale di Cremona e Lodi) e di “Obiettivo Cremona”. Protagonista della serata sarà il ricercatore e storico della fotografia Roberto Caccialanza, autore di due volumi molto interessanti che ci raccontano le storie, che scopriremo molto legate tra loro, dei due ponti sul Po di Piacenza e Cremona. La presentazione sarà arricchita da numerose immagini, spesso inedite, provenienti da collezioni italiane ed estere, pubbliche e private. La serata sarà introdotta dal Comm. Emanuele Bettini, presidente Comitato ISRI provincia di Cremona e di Lodi.

A chiudere la rassegna , Venerdì 6 Giugno, “Quando il Po era dolce”, a cura del piacentino Luigi Boledi, Responsabile del catalogo della Fondazione Cineteca Italiana. Una chiacchierata (con poche parole e molte immagini) su di un periodo d’oro del cinema italiano e sul rapporto tra il cinema e il Po. Subito dopo la fine della Guerra e ben prima delle avvisaglie del boom economico, una nuova generazione di registi (non più adepti del neorealismo ma non ancora ascrivibili alla leva degli anni Sessanta) trova nel Grande fiume il set d’elezione per le sue prove d’esordio nel cortometraggio. La lungimiranza di chi allora decise di investire risorse per permettere a quei giovani talenti di esprimersi, rese possibile la realizzazione di diversi lavori davvero interessanti. Ne gusteremo qualcuno….con un Po di nostalgia…

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Tutti gli incontri si terranno verso le 21.30, dopo la cena che inizierà alle ore 20.00. Per informazioni consultare il sito www.amicidelpo.eu

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