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Ragazzi e docenti del Romagnosi, attori del Teatro dell'Argine e Buccoliero

Ragazzi e docenti del Romagnosi, attori del Teatro dell'Argine e Buccoliero

Progetto "Noi parti offese": laboratorio scolastico e azione teatrale in scena

Promuovere un atteggiamento di solidarietà e attenzione alle vittime dei reati, anche  attraverso l’azione teatrale, e in particolare presso le giovani generazioni. Questo il principale obiettivo del progetto “Noi parti offese”, promosso dalla Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati e dal Teatro dell’Argine di San Lazzaro di Savena

Promuovere un atteggiamento di solidarietà e attenzione alle vittime dei reati, anche  attraverso l’azione teatrale, e in particolare presso le giovani generazioni. Questo il principale obiettivo del progetto “Noi parti offese”, promosso dalla Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati e dal Teatro dell’Argine di San Lazzaro di Savena (Bo), al quale il Comune di Piacenza ha aderito - insieme alle municipalità di Parma, Modena, Bologna e Ferrara –, andato in scena lunedì scorso nella nostra città. Tre in particolare le azioni poste in essere nell’arco della giornata. Al mattino, presso l’istituto “Romagnosi”, si è svolta la sessione del gioco di ruolo al quale hanno partecipato le classi II A e II C insieme al gruppo del laboratorio teatrale Follemente, sessanta studenti circa coordinati dalle docenti Paola Cordani, Stefania Zanfrisco e Brunella Gigliotti. Alla presenza di Elena Buccoliero, direttrice della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati, e sollecitati dall’azione scenica degli attori della Compagnia del Teatro dell’Argine, i ragazzi hanno avuto l’occasione di approfondire tre diverse notizie di reato (un tentato omicidio, una violenza sessuale, un gesto folle e insano da parte di un uomo ai danni dell’abitazione della moglie e dei due figli), mettersi nei panni delle vittime e dei loro familiari, conoscere la rete di opportunità sul territorio a sostegno delle persone costrette a subire violenza e, infine, comporre la richiesta di aiuto alla Fondazione. Obiettivo della simulazione, pienamente centrato: promuovere empatia e solidarietà verso le parti offese e portare i ragazzi a riflettere sui possibili interventi a sostegno delle vittime.  In seguito, nel primo pomeriggio e nell’ambito del convegno “Chi lo chiama Amore? La violenza di genere: un fenomeno complesso” presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Elena Buccoliero ha illustrato le finalità e l’attività della Fondazione vittime reati. Al termine del suo intervento, alcuni studenti del Romagnosi hanno condiviso con il pubblico presente alcuni momenti dell’attività laboratoriale del mattino. Al termine dell’intensa giornata, verso le 18, sempre presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, gli attori del Teatro dell'Argine hanno proposto la lettura scenica “I bambini non hanno sentito niente”: un testo basato su due diverse vicende di violenza intrafamiliare, interpretate in particolare dal punto di vista dei bambini.

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