Teatro Km 0, “Park your car in Harvard Yard”

Venerdì 24 e sabato 25 maggio alle ore 21.00 al Teatro Trieste 34 (via Trieste 34, Piacenza) prosegue la rassegna KM 0 dedicata agli artisti piacentini e promossa dall’associazione culturale Kultur Dom. La direzione artistica del cartellone è di Filippo Arcelloni.

In scena la compagnia DDT (Deserto Dentro Teatro) con lo spettacolo “Park your car in  Harvard Yard”, di Israel Horovitz.
Fabio Doriali, regista e interprete, ci racconta cosa aspettarci dal testo: “Park your Car in Harvard Yard è testo semisconosciuto di autore semisconosciuto. Almeno in Italia. Il drammaturgo-attore americano Israel Horovitz in realtà sconosciuto non lo è per nulla. E ‘Park your car...’ ne è testo tra i più paradigmatici.
L'ho scelto per continuare il discorso di DDT sul teatro contemporaneo letto secondo il mio credo, grottesco-paradossale-sovraesposto.
Un invalido-sordo non credibile assume una governante-badante non credibile. C'è qualcosa che i due si dicono poco a poco, come una lumaca che passeggia verso il bosco buio. E loro, un bosco buio, lo hanno alle spalle.
Ci sono macchine in scena.
Ci sono tanti, troppi, apparecchi acustici.
Ci sono tante troppe ingenuità.
Dai, non è possibile ...
Eppure......
‘Park your car...’ è uno scioglilingua.
Una filastrocca crudele.
Un noir gelido e tagliente come il temperino che non avevi alle elementari. ‘Love never
dies...’ ne è il sottotitolo. Scoprirete perché” (Fabio Doriali)
Con Grazia Alicanti, Fabio Doriali
Assistente regia Martina Ramelli
Scenotecnica Gianluigi Gandini, Silvano Labò, Piero Schiavi
Grafica Cristina Castigliola
Regia Fabio Doriali
Costo del biglietto: 10 euro
Info e Prenotazioni:
329 8521350
info@acpkd.it

Venerdì 24 r Sabato 25 maggio ore 21.00
DDT (Deserto Dentro Teatro)
“Park your car in Harvard Yard”, di Israel Horowitz

I PROSSIMI SPETTACOLI

Venerdì 31 maggio ore 21.00

Maurizio Sesenna, Salvatore Vanella & Friends

“A modo nostro”

Un affettuoso omaggio ai più grandi cantautori e un personalissimo viaggio nella canzone popolare

“Fra le canzoni in scaletta, quella sera canto due serenate siciliane, brani non certamente usuali per un nativo padano. Dopo il concerto mi si avvicina. Lui, siciliano doc (da Marsala) e bravissimo pianista (lo scopro dopo), si complimenta. Da quel momento ci siamo rivisti più volte, prima in tre (io, lui e un pianoforte), in seguito con altri amici, scoprendo comuni passioni

Abbiamo scelto una ventina di brani ( dal cantautorato alla musica popolare) che amiamo e che vogliamo proporre, insieme ad altri amici musicisti, a chi ama le cose belle. O, almeno, quelle che noi riteniamo tali” (Maurizio Sesenna)

Sabato 01 giugno ore 21.00

Collettivo Radici Sospese

“Senza/Con-fine”

con i danzatori: Valentina Battistoni, Susanna Danelli, Francesca De Fabritiis, Aurelia Delfino, Fabiola Filace, Rachele Petrini, Chiara Pisano, Eva Laura Testa

regista, disegnatore luci e scenografo:Pietro Farneti (Direttore e docente della scuola Risvegli Maria-Fux)

Lo spettacolo si sviluppa in 11 quadri, di cui uno con strumenti dal vivo.

Senza/Con-fine è uno spettacolo costruito interamente con il metodo di danza creativa- danza terapia Maria Fux. Da anni praticata come arte terapia, la danza Fux si è affermata come preziosa alleata per il benessere e la libera espressione di tutte le persone di ogni età, diventando soprattutto un’ottima risorsa nel lavoro con la disabilità. Le danzatrici in scena sono tutte danza terapiste diplomate alla scuola milanese “Risvegli-Maria Fux". Nato come restituzione scenica di un lavoro triennale di formazione in danza creativa-danza terapia Senza/Con-fine è cresciuto fino a ottenere anche riconoscimenti artistici, entrando quest’anno nel cartellone del festival di danza indipendente Hangartfest di Pesaro e venendo ben accolto nell’innovativo spazio milanese di Factory32. Nel proporre questo nostro lavoro cerchiamo un’altra occasione per incontrare le persone, il cosiddetto pubblico, attraverso il linguaggio della danza, attraverso la sua comunicazione e contaminazione.

Senza/Con-fine prevede un momento finale di coinvolgimento del pubblico che secondo noi riporta la danza al suo vero significato di festa, riflessione, e condivisione. "Tracciano, separano, contengono, a volte sbarrano fin dentro al corpo. Ma anche definiscono, delineano, raccontano, chiariscono, proteggono. I nostri confini personali sono le linee del continuo divenire che ci portiamo dentro e fuori. A volte proprio un tumulto, a volte una linea di meditazione. A volte un ricamo: lieve, un sentiero, con il sole e appena un po’ di vento.

A volte i confini sono le trame che tessiamo insieme, facendo scricchiolare la curiosità oltre il nostro naso, oltre la nostra famiglia, oltre il solito gruppo di amici, oltre i conoscenti, oltre noi stessi. Ma confini sono anche gli spazi che abitiamo, a volte barriere che aumentano le distanze, a volte oasi che mettono in movimento pensieri comuni. Oppure, ovunque, quei ritmi quadrati di testa che dettano legge ai corpi con la scusa dell'efficienza e della velocità.

Presto e bene quando mai vanno insieme? Questo tempo, quello dei villaggi globali, è capace contemporaneamente di aprire portali sull'universo e di lasciare barriere di corpi sul fondo del Mediterraneo. Stare bene nei propri confini, nella propria pelle, in un paese è il primo movimento per incontrare gli altri, i loro confini, paese, pelle.

Comunicare, raggiungere un linguaggio comune.

La danza, da sempre lingua di tutti i corpi, supera le barriere, viaggia senza passaporto” (Aurelia Delfino).

Venerdì 07 giugno ore 21.00

Progetto Cornucopia e Le Rane

“Up to you. Sta A Te”

Up To You è il desiderio di dare voce alle ombre che accompagnano il mondo femminile di oggi attraverso tre immagini, tre istantanee di vita quotidiana. In un mare di facce visibili e nascoste, tra passi di danza e dure parole, starà al pubblico decidere quale sia il volto della normalità.

Progetto Cornucopia nasce a Piacenza nel 2013 dal desiderio di Elena Rossetti di esplorare le interazioni tra Danza e Arti Visive, quali la Pittura, la Fotografia e la Scultura, attraverso performance di danza e laboratori esperienziali.

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