Festival L'Altra Scena, "Senza famiglia"

Una famiglia composta da cinque personaggi, tra conflitti e impossibilità di esprimersi con affetto. A metterla in scena Il Mulino di Amleto nello spettacolo “Senza Famiglia”, in programma al Teatro Filodrammatici di Piacenza venerdì 4 ottobre alle ore 21 nel cartellone del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena”, direzione artistica di Jacopo Maj, organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

Finalista al Premio Scenario 2017, “Senza Famiglia”, testo di Magdalena Barile, regia di Marco Lorenzi, vede in scena Christian di Filippo, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Alba Maria Porto, Angelo Maria Tronca.

Una creazione folle e imprevedibile in cui una nonna, che ha fatto gli anni ‘70, risorge per convincere la figlia a cambiare vita. A partire da un racconto spietato, esasperato e memorabile dei rapporti familiari, Senza Famiglia narra la storia di un’educazione politica e sentimentale tra generazioni destinata a un grottesco fallimento.

«Grazie al cortocircuito tra le parole di Magdalena e il nostro lavoro in sala prove, - spiega il regista Marco Lorenzi - “Senza Famiglia” è... padri e madri, figlie e figli, è un horror psicologico, è una domanda, è la difficoltà (o l’impossibilità) della trasmissione di un’esperienza, è una commedia, è una tragedia, è Biancaneve che prepara una torta avvelenata, è David Lynch, è un funerale, è la crisi di un’epoca, è il funerale di un’epoca, è il rumore del mare, uccelli morti ora che il nido è vuoto, ed è una donna sola, con gli occhi chiusi che dice “io non sono qui”».

«I primi maestri, buoni o cattivi, sono i nostri genitori. - sono le parole di Magdalena Barile – A loro il compito di guidare i primi pensieri, di stabilire per noi cos’è bene, cos’è male. Contestare questi insegnamenti è parte di ogni maturazione: ogni rivoluzione comincia in famiglia. (...) “Senza Famiglia” racconta di come i sogni dei padri e delle madri cadano come macigni sulle teste dei figli, mentre la comunicazione fra le generazioni sia costellata da equivoci e disastri. Fra voglia di approvazione e voglia di ribellione, i passaggi di consegne fra genitori e figli si trasformano in un tritacarne».

“Affrontare i classici come fossero testi contemporanei e i testi contemporanei come fossero testi classici”. Su questo duplice percorso si muove Il Mulino di Amleto, compagnia considerata tra le più interessanti della nuova generazione teatrale, nata nel 2009 da un gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Nel corso degli anni la Compagnia si è saputa distinguere per produzioni molto diverse tra loro, spesso riletture di testi noti e altri meno noti, in cui centrale rimane sempre il lavoro d’attore e di regia e il piacere, ogni volta, di intraprendere sfide drammaturgiche nuove e stimolanti. Gli spettacoli, diretti da Marco Lorenzi, sono stati portati in tutta Italia ma hanno raggiunto anche la Cina e la Svizzera.

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