A Baselicaduce la rassegna Base Off, "Terra di Rosa"

L'Associazione di Promozione Sociale Matassa, con la collaborazione artistica e tecnica di Sciara Progetti, presenta BASE OFF! - Rassegna di teatro contemporaneo.

Tutti gli spettacoli si tengono nella Sala blu Pasolini della Vecchia scuola di Baselicaduce Fiorenzuola d'Arda, alle ore 21:30
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8. Per i titolari della tessera Matassa 2017: tre ingressi € 20.
Prevendita: biglietteria del Teatro Verdi di Fiorenzuola d'Arda, dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:30

Il prossimo spettacolo di BASE OFF

Sabato 18 febbraio: Terra di Rosa - U cantu ca vi cuntu - di e con Tiziana Vaccaro - musiche di Andrea Balsamo

Vogliu spaccari, spaccari li cieli pì fari chioviri, chioviri amuri....C'era una volta una donna povera e analfabeta che la sua terra, bella e amara, se la portava dentro. Tiziana Vaccaro porta in scena la vita di Rosa Balistreri, la Cantatrice del Sud, che non è voluta stare al posto che gli uomini e la società le avevano assegnato.

Lo spettacolo Terra di Rosa è Vincitore del concorso TeatrOfficina 2016 per compagnie e artisti emergenti e nasce dall'incontro con la Cantatrice del Sud, Rosa Balistreri, e la sua storia.
Figura decisiva del folk siciliano degli anni '70, Rosa è tra i grandi protagonisti della riscoperta della canzone popolare che, gazie a lei, è tuttora apprezzata in tutto il mondo. Povera e orgogliosa, varcò i confini in cerca di fortuna, imparò a prendere una chitarra in mano e a gridare in faccia a tutti quello che pensava.
Cantava nei campi, in mezzo alla terra, sin da piccola Rosa, tra un raccolto e l'altro, mentre suo padre le diceva: "smettila cu stu cantu, i fimmini non cantunu, cantunu sulu i buttani!". Cantava, e il marito la picchiava e gli uomini abusavano di lei.
Cantava e cresceva Rosa, nella sua Licata mafiosa e fascista. Cantava di liberazione e rivoluzione, e il suo canto risuonava per tutta la Sicilia, come un urlo. Urlo come racconto, memoria, strumento che disvela ciò che si cela dietro le consuetudini, le violenze quotidiane, la società sorda. Una vita sempre in prima linea, senza cedere mai, scontrandosi e pagando di persona, il suo tempo e le sue regole, ma credendo fermamente nell’amore, crudele ma indispensabile, motore di una vita. Vogliu spaccari, spaccari li cieli pì fari chioviri, chioviri amuri. Amore per la sua terra bella e amara, in cui le donne dovevano (e devono, purtroppo ancora oggi) restare al loro posto.
Una donna scomoda e fuori dal suo tempo, perché ne percepiva tutte le contraddizioni, le iniquità, le oppressioni, le discriminazioni di un patriarcato che metteva a tacere le donne, dividendole tra sante e buttane. Donne che esistevano solo in quanto "figlie di" o "mogli di" e che al massimo esercitavano un potere illusorio confinato tra le mura domestiche. Rosa che non si è mai adeguata, non ha mai incarnato il ruolo che famiglia e società avevano fissato per lei. Rosa che impara a leggere e a scrivere all’età di 22 anni perché comprende quanto sia importante sapere, per non essere più schiava. Rosa che con la sua voce ha girato il mondo con i piedi sempre ben piantati nella sua terra d’origine, per non perdere mai il contatto con la vita, vita difficile, vita aspra, vita appassionata. Vita non come vermi sotto terra, ma alla luce del sole. Vita che come quella dei vermi si spezza e si ricostruisce infinite volte. Rosa che il suo canto le resterà appiccicato fino alla fine. Canto e cuntu, cuntu e canto, pi nun perdiri lu cuntu. Cantare per non dimenticare il racconto, cantare per ricordare. 

Gli spettacoli successivi

Venerdì 10 marzo - Shylock di Gareth Armstrong - Traduzione e adattamento: Francesca Montanino, con: Mauro Parrinello
voce off: Federico Giani
scene e costumi: Chiara Piccardo
segretaria di produzione: Patrizia Farina
regia: Mauro Parrinello

Una visione insolita del Mercante di Venezia: un punto di vista originale, obliquo, che colloca il racconto “fuori”, “dietro”, “di lato” a ciò che avviene in scena, moltiplicandone le possibilità di interpretazione. Tra situazioni esiliranti, travestimenti, incursioni e rimandi, Shylock è un Mercante di Venezia come non l'avete mai visto.

Sabato 29 aprile - Assenti per sempre. di e con Umberto Terruso - Regia Andrea Lapi - Assistente di regia Raffaele Panfili

Durante la dittatura argentina della fine degli anni ’70, un “desaparecido” e un militare, vittima e carnefice, si raccontano al pubblico, ognuno con la propria vita, i propri sogni, le proprie convinzioni. Un monologo a due voci che mette in luce dettagli nascosti di un olocausto a volte dimenticato: la scomparsa di 30.000 persone, oppositori del regime o presunti tali.

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