Un monologo per riflettere con grazia e garbo sul senso della vita: applausi per Amanda Sandrelli

Successo alla Fabbrica 54 per l'attrice italiana: le musiche di Giacomo Scaramuzza e la regia di Lorenzo Gioielli per una cornice deliziosa a questa amabile interpretazione, che il pubblico ha riconosciuto con più di 5 minuti di applausi

(Foto di Laura Badiini)

Una sontuosa Amanda Sandrelli è stata protagonista di “Oscar e la Dama in rosa”, adattamento del testo omonimo di Eric-Emmanuel Schmitt, in scena nella serata di domenica 8 novembre a La Fabbrica 54 di Larzano, frazione di Rivergaro.

Oscar è un ragazzino di dodici anni malato terminale di leucemia, tutte le cure e i trapianti effettuati non hanno arrestato la tragica malattia e il ragazzo è consapevole di una morte imminente. Tuttavia, nell’ospedale in cui è in cura, tutti gli operatori sanitari cercano di evitare un contatto verbale con lui perché “Se dici morire in un ospedale, nessuno sente. Puoi star sicuro che ci sarà un vuoto d’aria e che si parlerà d’altro’.” Unica confidente rimane Nonna Rosa, un’anziana infermiera che accompagna il ragazzo in varie vicende riguardanti gli ultimi dodici giorni della sua vita, consigliandogli di scrivere a Dio e di immaginare di vivere ogni giorno come se fossero passati dieci anni: “Oggi è il 20dicembre: entro la fine dell'anno avrai la bella età di 120 anni”.

Lo spettacolo si articola su un monologo, delicatamente interpretato dalla Sandrelli, cadenzato da intermezzi musicali, dove la voce fanciullesca di Oscar si alterna a quella più austera e adulta di Nonna Rosa, creando immagini e situazioni convincenti.

La corrispondenza che il bimbo tiene con Dio fa da filo conduttore a tutta la vicenda: seppur scettico all’inizio, Oscar sta al gioco proposto da Nonna Rosa e rispetta la regola di chiedere un solo desiderio al giorno. Grande è lo stupore quando, con il passare dei giorni, il ragazzo vede che lentamente questi desideri diventano realtà.

Gli spettatori vengono trasportati attraverso questa favola con grazia e garbo, e nonostante il piccolo protagonista rimanga bambino, vive tutta una vita e sperimenta l’amore per una bambina, la delusione nei confronti dei genitori, il perdono di essi, l’amicizia di Nonna Rosa e la propria fede. Vive, ora dopo ora, tutta la sua breve esistenza con consapevolezza, senza mai perdere una speranza che, purtroppo, non ha mai avuto.

Uno spettacolo che insegna e ci aiuta a riflettere sul significato della nostra vita, dove non mancano momenti buffi, e dove si può parlare di dolce malinconia più che di amara tristezza. Oscar non ci da mai spazio per poterlo compatire, e qui gioca un ruolo fondamentale lo straordinario talento di Amanda Sandrelli nel far emergere questo dettaglio.

Le musiche di Giacomo Scaramuzza e la regia di Lorenzo Gioielli, infine, creano una cornice deliziosa a questa amabile interpretazione, che il pubblico ha riconosciuto con più di 5 minuti di applausi… e qualche lacrima.

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