“Vino bio bevo anch’io”: segreti e verità, in una frizzante conversazione-degustazione enologica

Travo. In località Navaroliin una serata allietata da una piacevole brezza che ha mitigato il caldo soffocante,si è svoltoun mini corso sulle tecniche di allevamento della vite esull’arte della vinificazione con presentazionee degustazione di vini, realizzato in collaborazione con l’associazione RES presso

l’azienda agricola Il Giardino del Tempo di Ca’ dei Pesci - antica costruzione in sasso sul Trebbia riportata con cura alla vita. Lafrizzante conversazione con degustazione enologica è stata guidata da Giovanni Derba, sommelier di professione, con l’aiuto del MdL Luigino Taramino, che ha già aveva proposto un simile incontro nell’Istituto Professionale Alberghiero Marconi di Piacenza. Argomento della seconda serata iltema “Vino biobevo anch’io-segreti e verità”, la produzione di vini con tecnica biologica con relatrici  Carla Asti proprietaria della Cantina LURETTA di Momeliano e Rosa Simonetti che sta iniziando una produzione vinicola con tecnologia pro-biotica, in collaborazione con Università Cattolica di Piacenza. Diversi gli aspetti trattati: dall’accurata selezione dei terreni più adatti a specifiche varietà di vite (argilloso, marna calcare, deposito alluvionale, ecc.), alla scelta di portainnesti selezionati per ottenere i migliori rendimentie, inoltre, la ricerca di metodi naturali per far crescere le pianticelle in modo che sia la forza della loro genetica a determinarne la proficua vegetazione.

Le relatrici, in particolare la Bio-Architetta, Rosa Simonetti ha illustrato gli accorgimenti che si stanno impiegando per favorire la riconquista delle capacità auto rigeneratrici del terreno: immissione di elementi pro-biotici che riportano il terreno agricolo allo stato più idoneo alla coltivazione senza utilizzo di “aiutini chimici”. E’ stato sottolineatoil danno provocato dall’uomo con i suoi errati comportamenti tesi ad aumentare le rese e quindi i ricavi; risultato: il suolo non è più capace di auto sostenersi e si sta inesorabilmente impoverendo delle sostanze che producono la fertilità delle piante. In proposito è stato evidenziato il dramma di parecchie zone agricole dell’Olanda, dove il terreno sempre più sfruttato, si è talmente saturato di fertilizzanti dando origine a estesi fenomeni di sterilità produttiva e, in opposto, è statoindicato il perfetto equilibrio della crescita delle foreste che senza alcun intervento umano (di solito deleterio), sopravvivono magnificamente. Per queste ragioni nei primi 5-7 anni di un nuovo impianto viticolo, le barbatelle devono sopravvivere in un ambiente ostile senza altro intervento se non quello naturale. Solo le piantine più forti saranno in grado di vincere la competizione con le erbe, insetti, animaletti, scarsità idrica e altre avversità atmosferiche e naturali e, superato il difficile periodo di acclimatamento saranno produttive di frutti meravigliosiper lunghi decenni.

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