Bocciatura dopo un anno in Dad? Ecco la situazione attuale

Vista la situazione di milioni di studenti italiani, la domanda sorge spontanea. Rimane il voto di ammissione all'esame di stato, che nel 2020 era stato cancellato: le preoccupazioni dei presidi sui possibili ricorsi al Tar

Con la scuola in Dad da ormai un anno e con lo scorrere del tempo che avanza inesorabile, sempre più genitori e studenti si stanno ponendo una domanda tanto lecita quanto fondamentale: gli studenti potranno comunque essere bocciati dopo un anno di lezioni a distanza? Se lo chiedono in molti, e come riporta il Corriere della Sera, i presidi attendono un'ordinanza del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che indichi le modalità operative degli scrutini di fine anno. 

Esami di maturità

Attualmente sembra che in merito al Ministero non ci sia in preparazione alcun provvedimento, ma il ministro Bianchi, nel varare le nuove regole per la maturità, ha previsto che quest’anno resti valido anche il giudizio di ammissione, che l’anno scorso era stato invece eliminato. Ciò significa che il consiglio di classe potrà anche non ammettere un alunno all'esame. Unica deroga prevista per il requisito della frequenza: quegli studenti che non sono riusciti a frequentare in Dad per problemi legati alla connessione o altre difficoltà possono essere comunque ammessi all'esame.

Il ministro si è espresso invece contrario alla possibilità di promuovere tutti con il 6 politico: «Sono i consigli di classe a decidere le valutazioni», ha affermato in più occasioni, basandosi sul fatto che i professori conoscono bene le singole situazioni degli studenti e che un provvedimento nazionale in merito non sia necessario.

La difficoltà di valutare le situazioni

Con le scuole superiori che rischiano di rimanere chiuse in molte regioni fino alla fine dell'anno scolastico, valutare le singole situazioni può non essere facile: è quanto affrma al Corriere Antonello Giannelli, a capo dell’Associazione nazionale dei presidi: «Non credo che sia utile la promozione automatica, ma non ci potrà neppure essere troppo rigore, bisognerà tenere conto del disagio di un anno così travagliato distinguendo almeno tra chi si è impegnato anche se non ha raggiunto gli obiettivi e chi no. Nei casi dubbi si potrebbe promuovere con l’obbligo di recupero».

Il timore dei ricorsi

Quello che più temono professori e presidi sono i i ricorsi al Tar contro le loro decisioni. In ogni caso si attendono nuove valutazioni sulla questione da parte del Ministro dell'Istruzione Bianchi. Grazie ad una norma approvata a dicembre non serve più una legge per cambiare gli esami di Stato, ma basta una sua ordinanza.

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