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(Fotoservizio di Camillo Murelli)

(Fotoservizio di Camillo Murelli)

«Energie rinnovabili non sono jolly; tecnologia di idrocarburi soddisferà domanda di energia»

Dal convegno "oil & gas" al politecnico. Riflettori sulle fonti energetiche; una panoramica che ha spaziato tra passato, presente e futuro dell’”Oil & Gas” fino alle energie rinnovabili

Riflettori sulle fonti energetiche; una panoramica che ha spaziato tra passato, presente e futuro dell’”Oil & Gas” fino alle energie rinnovabili. Da una parte i rabdomanti dell’oro nero che fanno la “Tac” alle carote di roccia per stimare la trama del sottosuolo terreno o marino; li sono infatti incastrati microorganismi morti milioni di anni fa trasformandosi in petrolio o gas; dall’altra le energie che si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Una “famiglia” questa, della quale fa parte l'irraggiamento solare, il vento, le biomasse, le maree e le correnti marine in genere, le precipitazioni utilizzabili tramite il dislivello di acque (fonte idroelettrica). L’occasione del confronto è venuta dal convegno- tavola rotonda, coordinato dalla giornalista Nicoletta Bracchi, ospitato dal Politecnico e proposto dal Piacenza Oil & Gas Museum, in occasione della presentazione del libro “Piacenza nella storia degli idrocarburi” a cura di Germano Ratti, Maurizio Pavesi e Renato Passerini, illustrato in apertura di convegno dall’ing. Claudio Cicognani.

DSC_9089-2Alle stimolanti domande: “Quale futuro per le risorse energetiche del sottosuolo, riserve fino a quando? ”, poste dal moderatore prof. Francesco Timpano, hanno fornito riscontri esperti molto qualificati quali Carlo Vito Russo Direttore Upstream Sud e Centro Europa eni,  Assomineraria Presidente Settore Idrocarburi e Geotermia, Paolo Bacchetta Amministratore Delegato Stogit, Franco Terlizzese Direttore Generale Risorse Energetiche, Ministero Sviluppo Economico. Il tema delle “rinnovabili” è stato affrontato in particolare dall’ing. Cavanna per il quale ancora per decenni gli idrocarburi avranno una parte fondamentale nella vita quotidiana degli umani. Ogni giorno – ha evidenziato - circolano nel mondo 1 miliardo di automobili, 20.000 aerei, 50.000 navi. I cittadini del mondo sono oggi oltre 7 miliardi, gli studi aggiornati dicono che saliranno a 8,5 entro il 2030 e a 10 nel 2050. Di pari passo crescerà la richiesta di energia ed è solo la tecnologia che ruota intorno al settore degli idrocarburi che potrà soddisfarla. E’ certamente importante favorire un passaggio dal non rinnovabile al rinnovabile, ma teniamo presente – ha proseguito l’ing. Cavanna – che in Italia l’insieme delle energie rinnovabili copre circa il 22% del fabbisogno complessivo, ma nel mix sole-vento-acqua ben il 17% è costituito dall’idroelettrico. E ancora, per ottenere un megawatt dal fotovoltaico si sottraggono 2 ettari di terreno all’agricoltura, pochi metri quadri sono quelli richiesti per produrre la stessa quantità di energia alimentata a gas. Inoltre non c’è all’orizzonte nessuna tecnologia in grado di immagazzinare l’energia delle rinnovabile. In sostanza le rinnovabili non sono un jolly e nel 2014 sono costate 12 miliardi di euro pagati dai contribuenti sulle bollette.  Fino a quando ci sarà gas e petrolio? No problem: sulla base delle attuali conoscenze per oltre duecento anni.

Libro Cicognani-2Concetti quelli dell’ing. Cavanna sostanzialmente condivisi dagli altri relatori del convegno, i quali hanno anche evidenziato come i problemi derivati dalla relativa bassa domanda di energia che sta caratterizzando le economie mondiali, abbiano stimolato le aziende che operano nel settore dello stoccaggio ad investire in ricerca e innovazione.  Sono stati ottenuti risultati importanti relativamente all’aumento delle loro capacità di stoccaggio consentendo futuri proficui bilanciamenti di costi e flessibilità di forniture. Tra i temi emersi la necessità di rilanciare le perforazioni in Italia per liberare le potenzialità di idrocarburi, operazione che creerebbe occupazione e sviluppo. Nel suo insieme la filiera energetica tradizionale ha raggiunto standard qualitativi che contribuiscono a un pianeta più pulito e più sicuro e contemporaneamente sono elevatissimi gli indici sicurezza per le persone coinvolte nella filiera produttiva.

Il settore è però condizionato dai lunghi tempi di approvazione delle richieste per nuovi titoli di ricerca e di coltivazione, dagli atteggiamenti contraddittori delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei progetti e non ultimo dal dissenso di una parte dell’opinione pubblica. Ed è attuale la vicenda sulla quale si sta rischiando grosso: le trivellazioni in mare alla scoperta di gas e petrolio contro le quali si sono mobilitate le associazioni ambientaliste e diversi Consigli regionali che chiedono il referendum abrogativo contro le norme del decreto “Sblocca Italia” (con norme che autorizzano le trivellazioni entro 12 miglia dalla costa e sulla terraferma). Sul tema l’ing. Terlizzese si è dimostrato comunque fiducioso sulla possibilità di una “soluzione equilibrata” tale da evitare la consultazione referendaria.

Nel corso dei lavori l’on. Paola De Micheli ha espresso ottimismo sul progetto del Gruppo Pogam, che vede coinvolti Politecnico, Comune di Piacenza, Confindustria, Associazione Pionieri Piacenza e Fiorenzuola, mirato a realizzare una scuola d’eccellenza nel Piacentino, aperta agli operatori del settore oil&gas, a disposizione delle università, degli istituti, capace di coinvolgere le imprese. Sulla opportunità e possibilità di tagliare questo traguardo, si sono espressi positivamente il sindaco Paolo Dosi,  il Presidente della Provincia Francesco Rolleri, Dario Zaninelli Prorettore per il Polo di Piacenza del Politecnico e Giovanni Paccaloni  Presidente  APVE.

Nel corso dei lavori Francesco Rolleri e Alessandro Piva, sindaci rispettivamente di Vigolzone e Podenzano, hanno consegnato un attestato di benemerenza all’ingegner Pietro Cavanna e all’ing. Claudio Cicognani a riconoscimento delle loro professionalità che portano nel mondo le eccellenze Oil e GAS espresse dal territorio piacentino. Tra il pubblico che ha esaurito la capienza dell’aula-auditorium, anche numerosi studenti degli istituti superiori Marconi, Leonardo, Romagnosi, Tramello e Respighi. 

scansione0007 (2)-2-2Il libro “PIACENZA NELLA STORIA DEGLI IDROCARBURI. OIL & GAS MUSEUM NE DOCUMENTA IL RUOLO SEMPRE DA PROTAGONISTA, a cura di Germano Ratti, Maurizio Pavesi, Renato Passerini, pagine 168 con tante foto a colori, cronologia, aneddoti, curiosità e dati; cronaca completa e rassegna stampa della convention Innovazione nell’industria petrolifera è stato presentato dall’ing. Cicognani con una sagace  narrazione accompagnata da pertinenti immagini che sintetizziamo:

Ma come si presenta un libro? Io non l’ho mai fatto e ho pensato che l’unico modo fosse aggrapparsi al filo rosso che ci ha portato qui: il metodo delle tre C, CONOSCENZA – COMPRENSIONE – CONDIVISIONE. Mi piace prendere in mano un libro, toccarlo e sfogliarlo e avere con lui un contatto fisico. Per cercare di farvi partecipi almeno in parte questa tempesta emozionale prendiamo quindi in mano questo libro che parla di sogni e visioni, ma non è un libro di favole e nel primo tassello “Piacenza nella storia degli idrocarburi” ho trovato un legame che accomuna le nebbiose terre piacentine e le mie solatie terre Romagnole .. un sottile filo rosso ... rosso come un bicchiere di vino generoso e davanti a un buon bicchiere di Gutturnio; il filo rosso diventa leggerezza e questa leggerezza ti aiuta a sognare per poi ritrovare concretezza riprendendo il pensiero dell’ing. Mattei “L’ingegno è vedere possibilità dove gli altri non riescono” . E’ questa un po’ la sintesi di questo trattato. In questo libro si ricorda” lo scontro di frastuoni fiamme e fumo” di Plinio il Vecchio, gli affioramenti “infernali” di Velleia, la “Petrolina” per la cura dei pidocchi e tanto altro. La parte didattica dell’ing. Calderoni contenuta nel libro è certamente un buon modo di usare il secondo tassello chiave e altrettanto il resoconto della convention di marzo 2015 realizzata con il contributo di quattro studenti meritevoli.  Germano, Maurizio e Renato ci guidano nel percorso di conoscenza, consapevoli che per costruire un futuro solido non si deve soltanto badare al ferro, ma è necessario aver cura degli uomini, perché bravi uomini saranno capaci di fare cose buone, ma non viceversa...

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