Come aprire la partita Iva

Ecco tutte le istruzioni ed informazioni necessarie per chi intende avviare un'attività di lavoro autonomo e per conoscere quali sono le novità da tenere a mente

Sono sempre di più le persone che decidono di mettersi in proprio. Per aprire la partita Iva è però importante conoscere tutte le informazioni di base e le novità. Cosa è cambiato? A chi conviene di più? Quali sono le spese da sostenere? Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere, comprese le novità in arrivo.

Possono aprire la partita Iva tutti coloro che svolgono attività in forma autonoma, come liberi professionisti o imprese di beni o servizi. Non hanno l’obbligo di aprire partita Iva i soggetti che, pur titolari di reddito d’impresa, non superino il reddito annuale di 5mila euro.

Per quali categorie è consigliata la partita Iva? Quando si parla di liberi professionisti si intendono quelle persone che esercitano una professione di natura prevalentemente intellettuale, spesso collegata all’iscrizione a un albo specifico, anche se non è obbligatorio. Di solito si tratta di professioni che potrebbero essere svolte anche come lavoro dipendente, ma che invece si svolgono in piena autonomia.

Le figure più ricorrenti sono quelle di architetti, geometri, consulenti, giornalisti, programmatori, graphic designer e tutte quelle professioni collegate a internet. Con il cambiamento del mondo del lavoro, oggi più che mai i possessori di partita Iva sono anche legati al mondo sanitario, come dentisti, medici e fisioterapisti. Di solito si tratta di professioni che potrebbero essere svolte come lavoro dipendente, ma che invece si svolgono in piena autonomia, magari per diversi studi medici.

Ordinaria o agevolata?

La prima scelta fondamentale per l’apertura della partita Iva riguarda la scelta del tipo di regime da adottare. Ce ne sono due: quello ordinario e il forfettario. Quest’ultimo è agevolato rispetto all’altro e prevede un’imposta sui redditi molto più conveniente. In più, le fatture sono emesse senza Iva e devono essere provviste di marca da bollo, se superiori a una cifra minima, e non si scaricano i costi perché viene considerato già un forfettario in base alla professione.

Non ci sono vincoli d’età, come accadeva per il regime dei minimi (che non esiste più), e viene applicata una percentuale forfettaria di spese che varia in base al codice Ateco assegnato al momento di apertura della partita Iva. Sono tantissime le categorie professionali previste, ma alcune in particolare sono sempre più numerose, come quelle collegate al mondo del web.

Da valutare con attenzione le spese che potrebbe o non potrebbe essere scaricate: dato che nel regime forfettario non si possono detrarre tutte le spese, ma soltanto una quota fissa, per alcuni potrebbe essere preferibile il regime ordinario. Se si svolgono due professioni diverse, è possibile specificarlo al momento dell’apertura della partita Iva per ricevere due codici Ateco distinti.

I passi per aprire la partita Iva

Innanzitutto bisogna presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, che provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile per identificare il soggetto richiedente. Si tratta di un’operazione semplicissima e gratuita, ma che conviene sempre affidare a un commercialista esperto e di fiducia, che possa seguirvi durante tutto il percorso.

In breve

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Sono tante le informazioni da conoscere e le regole da rispettare per aprire la partita Iva, soprattutto per chi non ha mai lavorato in proprio. Per evitare di commettere errori consigliamo quindi di affidarsi a specialisti in materia fiscale. Prima di scegliere il commercialista giusto, meglio esplorare il mercato e valutare quale possa essere lo studio più indicato per le proprie necessità. Importante: chiedere diversi preventivi è cruciale per decidere al meglio e affrontare correttamente il percorso burocratico.

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