Legge 104: chi può richiederla e come fare domanda

La Legge 104 è il principale riferimento normativo per i lavoratori con invalidità riconosciuta. Scopriamo insieme a chi è rivolta e come farne domanda

La legge 104 del 1992, spesso definita semplicemente “104”, è il principale riferimento normativo per i lavoratori con invalidità riconosciuta. Grazie a questa legge i parenti di persone con handicap - o gli stessi lavoratori se affetti da disabilità grave - possono ottenere delle agevolazioni.

Chi è incluso nella legge

La legge 104 include le seguenti persone:

- disabili con contratto di lavoro dipendente, inclusi quelli modalità part-time;

- genitori biologici, adottivi o affidatari di figli disabili, anche non conviventi;

- coniugi lavoratori dipendenti di soggetti affetti da disabilità grave;

- lavoratori dipendenti parenti di individui disabili (entro il secondo grado di parentela);

- parenti o affini entro il terzo grado di parentela, lavoratori dipendenti (zii, nipoti, bisnonni e bisnipoti nel caso in cui il genitori o coniuge del disabile siano ultra sessantacinquenni e in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei suddetti);

Con la circolare n. 38 del 2017, l'Inps ha esteso la possibilità di accedere ai permessi previsti dalla Legge 104 anche a conviventi di fatto e coppie unite civilmente, che rispettino le caratteristiche di cui sopra.

Come accedere ai benefici

Per accedere ai benefici previsti dalla Legge 104 è necessario inviare per via telematica un'autocertificazione in grado di accertare la condizione di disabilità del richiedente attraverso la sezione “Prestazioni a sostegno del reddito: accesso al portale delle domande” presente sul sito dell'Inps.
Se necessario, l'accertamento delle condizioni di difficoltà avviene, anche con revisioni periodiche, attraverso uno o più esami effettuati da una commissione medica nella sede Inps più vicina.

Le agevolazioni previste

Una delle agevolazioni più importanti previsti dalla 104 sono i permessi retribuiti per l’assistenza, concessi ai parenti di persone con disabilità accertata oppure ai disabili stessi. L'articolo prevede:

- Permessi orari retribuiti giornalieri di 1 o 2 ore, a seconda del contratto di lavoro;

- 3 giorni di permesso mensili, anche frazionabile in ore;

- Prolungamento del congedo parentale con diritto al 30% della retribuzione, per un massimo di 3 anni, da godere entro il compimento del 12esimo anno del bambino.

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