Leggende piacentine: la luna piena e Sarvagna

A Morfasso si narra che anni fa ci fosse molta miseria e ben poche cose da mangiare. Quando c'era la frutta sugli alberi, le persone desideravano mangiarla e spesso la rubavano

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A Morfasso si narra che anni fa ci fosse molta miseria e ben poche cose da mangiare. Quando c'era la frutta sugli alberi, le persone desideravano mangiarla e spesso la rubavano. Chi possedeva alberi da frutta faceva la guardia per non consentire alla gente di prenderla.

Il signor Battista aveva un albero che faceva fichi buonissimi. Sarvagna, il suo vicino, non possedeva altro che tante fascine per il focolare. Una sera in cui splendeva la luna piena, Sarvagna non resistette più alla tentazione e decise di rubare qualche fico. La luna però faceva luce e il rischio era di essere scoperti dal proprietario durante il furto. Per risolvere il problema Sarvagna pensò a uno stratagemma: decise di "oscurare" la luna. Costruì una lunga scala, tanto lunga da arrivare fino alla luna e l'appoggiò alla casa di Battista. Arrivato in cima, accatastò le sue fascine per coprire la luna. Nella fretta però si dimenticò di togliere la scala e per questo Battista, uscendo dalla porta per controllare i suoi alberi da frutta, inciampò sulla scala facendola traballare. Sarvagna, si narra, si aggrappò alle fascine per non cadere ma rimase sulla luna per sempre. L'ombra che si vede guardando la luna piena, dice la leggenda, è proprio Sarvagna che continua a guardare i fichi del signor Battista.   

Fonte: "Mosaico popolare. Storie, racconti, fiabe, proverbi, leggende, poesie, meridiane, fotografie e soprannomi piacentini" di Alessandro Ballerini.

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