«Ho cercato più volte un punto di mediazione. Ho sempre rispettato il poliziotto-uomo»

Le precisazioni del segretario del Siap Sandro Chiaravalloti

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera dal segretario provinciale del Siap di Piacenza Sandro Chiaravalloti

Gentilissimo direttore
A fronte dell’articolo stampa attinente il processo per diffamazione a cui sono sottoposto, sempre convinto che i processi si svolgono nella sacralità dell’aula di giustizia, a difesa dell’attività sindacale che il Siap ha sempre esercitato nel rispetto delle parti e delle persone, sono costretto, mio malgrado, ad  effettuare alcune considerazioni e precisazioni rese  necessarie : durante l’interrogatorio al quale non mi sono sottratto,  durato quasi due ore, ho evidenziato come, da una parte ho rispettato sempre il poliziotto-uomo e la sua importante storia,  tanto che, nonostante convinto ancora oggi della legittimità delle mie critiche rivolte verso  l’aspetto gestionale organizzativo e sindacale del Dr Germanà  ,  ho cercato un punto di mediazione più volte con il querelante , così come suggerito anche dalla magistratura che , certamente non per mia volontà, purtroppo non c’è stato nonostante ,pur difendendo le legittime critiche sindacali, ho espresso sempre il mio dispiacere e per questo mi sono scusato più volte con la parte che si è sentita offesa.  

Dall’altra parte, però, a difesa di opinioni  di un esercizio democratico garantito costituzionalmente,  ho potuto liberamente difendere  critiche sindacali  attinenti la mancata convocazione dei sindacati sugli orari in deroga e in particolare sulla  reperibilità con il supporto di  una risposta formale pervenuta  dal Dipartimento della Polizia di Stato ( che allego) , da me interpellato attraverso la segreteria nazionale, il quale , attraverso il  Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali , ha dichiarato formalmente che la circolare esplicativa sull’obbligatorietà di informazione e, quindi,  contestuale convocazione dei  sindacati per la contrattazione degli orari  in deroga e la reperibilità è ancora valida . Circolare che detiene pareri vincolati e quindi da ritenersi normative contrattuali a tutti gli effetti.  

Del resto, oggi, grazie anche a quella  risposta dipartimentale ottenuta attraverso il  dissenso democratico del diritto di critica pubblica , i sindacati presso la Questura di Piacenza vengono convocati regolarmente, a dimostrazione di quanto le nostre critiche avevano uno scopo e un senso teso a risolvere le problematiche. Ho potuto anche far presente che  le critiche esternate , quindi, erano dirette alla gestione  e non alla persona e che   sono state  condizionate   in modo particolare dagli arresti dei colleghi della squadra mobile  che sono avvenuti durante le reggenza del Dr Germanà, così come, durante la stessa gestione,  c’è stata anche la  cancellazione del poliziotto di quartiere e la chiusura del posto di polizia dell’ospedale per il quale avevamo in quel periodo  effettuato ben due manifestazioni –  5 e 11 novembre -  per tentare di salvaguardare un presidio di polizia in un luogo di sofferenza dove il cittadino andrebbe maggiormente tutelato . 

Critiche quindi condizionate fortemente da fatti per noi importanti  e utili a salvaguardare i diritti sindacali e di conseguenza i diritti dei poliziotti  chiamati a garantire la sicurezza dei cittadini piacentini  che in quel periodo ,  stando alle statistiche del sole 24 ore,  proprio nel mese di novembre,  davano in aumento i furti in casa del 31% , i borseggi del 52%, le rapine del 22% e le truffe del 52%  facendo percepire che la sicurezza a Piacenza era calata a picco vertiginosamente tanto che, il questore stesso, dichiaro pubblicamente : se c’è chi fa meglio prenda il mio posto.  Forse, in quei tempi, creavano  più allarmismo questi dati inquietanti che non un comunicato stampa di un segretario provinciale di una piccola città emiliana che tentava, con il dissenso democratico, di salvaguardare diritti di chi deve garantire la sicurezza dei cittadini . 

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