In montagna si vive meglio, l'Ausl mappa le condizioni degli anziani isolati nelle frazioni

Il progetto, unico in Italia, offre uno screening dettagliato grazie a un lavoro porta a porta. Il risultato: più problemi sociali che sanitari

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Un’importante mappatura dei bisogni degli ultra74enni in Alta Valnure, Valtrebbia e Valdarda: è questo l’esito della fase di sperimentazione del progetto Montagna solidale, avviato a luglio 2016 dall’Azienda Usl di Piacenza insieme alla Fondazione di Piacenza e Vigevano in stretta collaborazione con i Comuni e la rete dei Medici di famiglia.

L’esperienza, quasi unica in Italia, ha permesso di ottenere una prima fotografia riferita alla fascia più anziana della popolazione. L’obiettivo della rilevazione, condotta porta a porta dagli operatori Ausl in sinergia con gli assistenti sociali e i medici, è quello di intercettare il più precocemente possibile eventuali bisogni socio sanitari degli over74, per dare una risposta immediata, contribuire ad aumentare l’aspettativa di vita sana, con ricadute positive sulla qualità di vita degli anziani e di chi li circonda, ma anche sui costi della cura e dell’assistenza.  
In questo modo si consente alle persone, oggi autosufficienti, di rimanere più a lungo possibile al proprio domicilio, vicini alla famiglia e alla realtà sociale di appartenenza. 
Il progetto coinvolge complessivamente i territori dei comuni di Farini, Ferriere, Ottone, Cerignale, Cortebrugnatella, Zerba, Morfasso, Bettola, Bobbio, Coli e Pecorara.

Montagna solidale è stato svolto con strumenti e metodologia di lavoro specifici, per poterne poi misurare concretamente gli esiti. 
Dopo uno step iniziale di identificazione del target, condotto a più mani, è stata costituita un’equipe multidisciplinare, che ha poi definito gli strumenti di rilevazione e di valutazione del bisogno socio-sanitario.
La fase sperimentale è stata condotta su un territorio campione per mettere a punto gli strumenti e la metodologia utilizzata. Per ora sono stati coinvolti i territori di Ferriere, Farini, Cortebrugnatella, Ottone, Zerba e Cerignale.

Durante le visite a domicilio, gli operatori hanno rilevato il bisogno socio sanitario, ma hanno anche effettuato interventi di educazione e presa in carico dei soggetti nei casi in cui è stato necessario. In particolare, sono stati segnalati tempestivamente i casi di anziani con particolari bisogni sociali per i quali è stato richiesto un approfondimento. 

Finora l’equipe ha effettuato 458 accessi a domicilio e percorso 13.069 km. A Ferriere sono state fatte 172 visite, a Farini 154, a Zerba e Cerignale 9, a Ottone 50 e a Cortebrugnatella 64.
 
Dalla fase sperimentale emergono quindi i primi risultati utili conseguiti attraverso il progetto.
I bisogni sanitari sono già pressoché soddisfatti: solo tre anziani hanno riferito di problematiche per cui è stato necessario attivare una risposta dei servizi Ausl.
Una piccola fetta delle persone raggiunte ha invece evidenziato piccoli bisogno soprattutto sociali: si tratta circa del 12 per cento del totale di cittadini raggiunti.

Il progetto ha permesso inoltre di creare una preziosa banca dati congiunta, con i nominativi di alcune persone attualmente non conosciute ai servizi sociali e socio-sanitari integrati.
La modalità di lavoro utilizzata ha permesso inoltre di costruire strumenti di lavoro condivisi finalizzati ad aumentare la conoscenza e la condivisione dei bisogni degli anziani e di creare una forte integrazione tra i professionisti che sul territorio si occupano della presa in carico delle persone fragili.

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