5 Stelle: «Pd locale sempre prono alle direttive che vengono dalla Regione»

L'intervento dei consiglieri del Movimento Andrea Gabbiani, Mirta Quagliaroli e Barbara Tarquini

«Da anni, mesi, settimane e soprattutto in questi giorni – scrivono in una nota i consiglieri 5 Stelle Mirta Quagliaroli, Barbara Tarquini e Andrea Gabbiani - si parla sempre più di populismo. Spesso questo termine, in una accezione fortemente negativa, viene accostato al M5S. Noi non riteniamo che rimettere il cittadino al centro dell’ascolto, del pensiero e dell’azione politica sia populismo, noi avvertiamo i segnali trasversali del crescente disagio dei cittadini e l’incapacità della politica istituzionale di porre attenzione a questo disagio, di fornire concrete risposte.  Nell’ottica dell’ascolto e della centralità dei cittadini, di tutti i cittadini, noi siamo da sempre contrari agli accentramenti di servizi e di poteri, nella direzione di espropriazione di identità e di sovranità popolare si muove anche la riforma costituzionale su cui saremo chiamati ad esprimerci il 4 dicembre prossimo.

Nella stessa direzione di “disattenzione” e “lontananza” dai territori e dai cittadini si muove anche il progetto di riordino e riorganizzazione del territorio regionale. Proprio di questi giorni la polemica fra il direttore dell’Ausl di Piacenza e l’Ausl di Parma che l’ha “assorbita”, a discapito dei 288mila assistiti piacentini. Purtroppo questo “allontanamento” dal territorio e dai cittadini riguarda anche Iren che gestisce i servizi di gestione rifiuti per le province di Parma Piacenza e Reggio Emilia, riguarda Seta che gestisce il trasporto pubblico a Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Territori diversi aggregati in un ambito territoriale che non è dato di sapere con quali criteri sia composto e quali confini avrà, quali province ne faranno parte.  Ad oggi l’unica certezza è l’allontanamento da Piacenza di tanti centri direzionali essenziali, per esempio la centrale operativa del 118 a Parma, che è già realtà, e la Camera di Commercio sempre a Parma, che lo diventerà. Una politica del territorio insensata che rischia di far diventare Piacenza la periferia di Parma. Noi confermiamo la nostra contrarietà a questo tipo di operazioni che escludono dalle decisioni i territori, che non comportano significativi risparmi, ma significativi disservizi. Purtroppo però questo accentramento è una realtà con cui dobbiamo realisticamente confrontarci, almeno per contenere il nocumento che queste scellerate politiche procurano ai cittadini.

Noi riteniamo, nell’interesse dei cittadini e degli imprenditori piacentini, prioritario concordare con le altre province, Parma e Reggio Emilia, le funzioni e i relativi uffici che “spetteranno” a Piacenza per cui rivendichiamo un ruolo primario in omaggio alla centralità e alla strategicità della collocazione geografica della nostra provincia, crocevia del più importante snodo autostradale della Pianura Padana, da nord a sud, da Est a Ovest. Per questo la politica piacentina della maggioranza, sempre prona alle direttive che vengono dalla regione, è già in ritardo! Inutile poi lamentare perdite di centri direzionali come è accaduto di recente da parte di politici locali. É urgente e irrimandabile un tavolo di lavoro che riunisca tutti i soggetti interessati per coordinare gli spostamenti e definire dislocazioni più funzionali e meglio fruibili da tutti. A Piacenza, ponte strategico di collegamento con la Lombardia, dovrebbe essere riconosciuto il ruolo “naturale” di coordinamento e sviluppo di tutta l’Emilia verso le regioni del Nord Ovest.

Non perdiamo altro tempo oltre che altre funzioni, agiamo concretamente e urgentemente verso le altre province per fare squadra e crescere insieme impedendo che si lasci indietro l’ultima provincia dell’Emilia (ma a noi piace vederla come la prima) senza dubbio la più strategica».

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