Asp entro la fine dell'anno passerà da 358 a 593 utenti (profughi compresi)

Discussi in consiglio comunale i conti di Asp "Città di Piacenza" relativi al 2015, ad un anno di distanza dalla re-internalizzazione del Vittorio Emanuele

Quali sono le condizioni di salute dell’Asp a distanza di un anno dal processo di re-internalizzazione della gestione del Vittorio Emanuele? Una risposta è arrivata dai vertici dell’azienda a Palazzo Mercanti. Il bilancio consuntivo 2015 dell’Asp “Città di Piacenza” è stato infatti illustrato, scandagliato e discusso in consiglio comunale, durante la seduta del 13 giugno. In aula l’assessore al welfare Stefano Cugini ha ricordato il lavoro effettuato dall’Asp “Città di Piacenza” dell’ultimo anno per ripianare il disavanzo di 1,6 milioni di euro della società e le migliorie alla qualità dei servizi offerti. L’assessore ha sottolineato l’importanza del passaggio di re-internalizzazione deciso dal consiglio comunale l’8 aprile 2015, passaggio sofferto all’interno della stessa maggioranza. «Ad aprile dell’anno scorso – ha detto Cugini - non abbiamo improvvisato, mentre qualcuno ci definiva “privi di idee”. Ci siamo assunti delle scelte che riteniamo corrette. Ricordo che le altre società coinvolte dal nostro cambio di gestione non hanno avanzato contenziosi come annunciato da qualcuno durante il dibattito di allora. Ringrazio i consiglieri che nell’aprile 2015 diedero avvio a questo percorso».

«La re-internalizzazione – ha spiegato la direttrice Cristiana Bocchi - ha permesso dal 1° di giugno dello scorso anno di valorizzare le competenze e le esperienze di Asp, oltre che a dividere su più posti letto i costi fissi della nostra attività e contenere i costi. È inoltre migliorato il clima motivazionale di tutti gli operatori della struttura del Vittorio Emanuele: è tornata a essere una struttura unita. La scelta di reinternalizzare è stata positiva e ha dato risultati. Ad Asp fu affidata anche la formazione lavorativa dei disabili del territorio: è importante poterla gestire noi perché più servizi possiamo coordinare, meglio possiamo utilizzare le nostre risorse». Bocchi ha ricordato anche l’ospitalità data a 17 donne (e ai loro bambini) nella Casa protetta contro le violenze, situata in un luogo segreto e gestita insieme al Telefono Rosa.

«A breve partirà l’attività  – ha proseguito - della nuova Casa di Residenza anziani privata :18 posti non accreditati nei pressi del Vittorio Emanuele (ala est). Saranno temporanei, per permettere di velocizzare le liste d’attesta accreditate. A questi si aggiungeranno anche 4 posti per utenti disabili anziani. All’interno del Vittorio Emanuele abbiamo aperto un bar sociale gestito da 4 ragazzi che presentano disabilità mentali, più un nostro operatore che li segue. In seguito abbiamo ottenuto la gestione dei profughi: abbiamo 12 profughi ubicati in nostre strutture sfitte. Sono coppie con bambini piccoli o donne incinta. I nostri profughi non stanno bighellonando in giro: le donne stanno in casa a fare lavori domestici (vista la loro condizione), gli uomini sono impegnati in attività sociali come la manutenzione del verde delle nostre strutture».

«Siamo un’azienda autonoma dal punto di vista organizzativo, ma siamo sempre un’azienda del Comune di Piacenza. La fiducia che ci è stata data non significa allontanarsi dall’ente: c’è un confronto continuo sugli obiettivi da realizzare. Non siamo un semplice erogatore di servizi, ma il braccio operativo del Comune. Progettiamo insieme: noi siamo il soggetto sul campo che aiuta il Comune e siamo una realtà ricca di risorse umane che andrà avanti».

L’amministratore unico ha illustrato i numeri del 2015: da giugno in poi il Vittorio Emanuele è diventato tutto di Asp. «Chiudiamo con una perdita di 899mila euro – ha spiegato - l’anno precedente la perdita fu di 1,6 milioni di euro. Abbiamo perciò recuperato 438mila euro rispetto al bilancio consuntivo 2014, ridotto del 32% il risultato negativo precedente. Con 11 milioni di entrate (10,5 milioni l’anno prima), sono aumentati del 4,77% i ricavi. I costi sono aumentati solo dello 0,72% (11 milioni e 470mila). Abbiamo aumentato in modo esponenziale l’efficienza in conseguenza dell’aumento del fatturato. Il costo del personale è rimasto più o meno identico intorno ai 5 milioni e 820mila euro: questa cifra rappresenta  il 51% dei costi. Gli utenti di Asp a fine anno erano 358, a fine 2016 saranno 593, compresi i profughi.  Oggi contiamo 213 lavoratori, a fine anno 233 persone lavoreranno per noi. Contiamo di chiudere il 2016 con un passivo di 500mila euro. Ma è un bilancio fatto con una logica prudenziale. Vi sono accantonamenti per 361 mila euro, riserve per rischi, un potenziale tesoretto per alcune eventualità. Nel frattempo abbiamo ridotto di 500mila euro i nostri mutui con le banche, risparmiando un po’ di oneri finanziari».

«La rinegoziazione dei contratti per i servizi – ha proseguito Perini - mano a mano che scadevano, hanno creato efficienze per 160mila euro. Siamo ancora a meno 900mila euro, è vero, ma è un risultato prudenziale: vogliamo arrivare al mezzo milione di disavanzo entro la fine di quest’anno. Abbiamo inoltre un patrimonio netto di oltre 7 milioni. Il piano di risanamento sta percorrendo le tappe che ci siamo prefissati: il patrimonio che abbiamo alle spalle ci permette di andare avanti con queste scelte. Il 2016 è il primo anno “intero” della re-internalizzazione e fra pochi giorni apriremo la Casa di residenza privata. Ribadisco la totale sintonia con il Comune nelle scelte».

L’opposizione si è complimentata con i dirigenti dell’azienda, da un anno al vertice di Asp, ma non ha fatto mancare la consueta dose di polemiche nei confronti della passata gestione.  «Finalmente il Pd – ha polemizzato Marco Colosimo (Piacenza Viva) - ha indovinato l’amministratore: a Perini faccio i complimenti. Negli anni passati purtroppo non è stato così». «C’è un bilancio ingessato – è l’osservazione di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - al 90% da due voci: il personale e l’acquisto di servizi. Quest’ultima voce è stata anche attenzionata dalla magistratura, la rinegoziazione dei contratti pesa e peserà molto in futuro. Poi nel 2017 non ci sarà più l’Irap per le Asp. Mi chiedo però quando si arriverà al pareggio di bilancio.

Massimo Polledri (Lega Nord) ha criticato l’assessore Cugini, reo di «volersi fare sulla vicenda del risanamento dell’Asp un spot per una presunta candidatura a sindaco». «Si è agito – ha aggiunto Polledri - perché c’è stata una guerra interna tra le due realtà, tra Asp e cooperative, che proprio non sono vicine al centrodestra. Ve la cantate e ve la suonate da soli. Avete fatto un po’ di pulizia, la cooperazione è migliorata. Ma siamo in grado di gestire 235 persone in più da qui alla fine dell’anno con soli 20 dipendenti assunti in più? E quanti di questi nuovi utenti saranno profughi? L’Asp dovrebbe dare garantire servizi socio-sanitari. Chi l’ha detto che tra le sue funzioni c’è quella dell’accoglienza ai profughi? La giunta vuole fare cassetta con i profughi… La loro gestione è affidata al Ministero dell’Interno, non a quello della Salute. Poi nella gestione dei 35 euro giornalieri ne risparmiate 5, perché dovete lasciare questa somma ai profughi? Perché non l’ha lasciate anche ai disabili allora? Secondo me l’accreditamento ha ridotto un po’ la qualità e la gestione dei profughi assorbe risorse di altri».

«I soldi per i profughi – ha replicato Guglielmo Zucconi (Misto) - vengono dall’Europa, e se da amministratore devo scegliere, preferisco darli all’Asp rispetto a un gestore privato che cerca il profitto personale. C’erano troppe tensioni al Vittorio Emanuele, la scelta è stata quella giusta e siamo stati fortunati a trovare dei dirigenti del genere. In un anno sono riusciti a dimezzare il deficit e gli operatori hanno più spirito di appartenenza».

«Tutte le Asp in giro per il Paese – ha voluto precisare il sindaco Paolo Dosi - hanno vissuto difficoltà comuni. Borgonovo vive difficoltà profonde e l’Amministrazione ha un colore diverso dal nostro, ma non facciamo valutazioni politiche su questi temi. Noi siamo grati ai nostri dirigenti per il lavoro fatto. Invito i consiglieri a interpretare le cose legandosi meno all’appartenenza politica. Oggi intravediamo una gestione positiva, incoraggio gli amministratori di Asp ad andare avanti per raggiungere il pareggio di bilancio».

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