Levoni nel mirino del Pd per i rimborsi da consigliere comunale

Diversi i consiglieri comunali non residenti in città che hanno diritto al rimborso dei chilometri per partecipare alle sedute a Palazzo Mercanti. Trespidi, Cugini e Cavalli rinunciano, Levoni (residente a Rapallo di Genova) sembrerebbe di no

Antonio Levoni (Liberali Piacentini)

Ben 5800 euro all'anno di rimborsi per i consiglieri comunali di Piacenza che non risiedono nel capoluogo. È soltanto una delle voci di spesa contenute nella variazione di bilancio approvata in commissione 1 il 23 novembre. La cifra ha subito attirato l’attenzione del Partito Democratico, intenzionato a chiedere lumi in Consiglio comunale. Il Comune è infatti stato costretto a predisporre un intervento economico più corposo per coprire l’attività dei consiglieri: 2800 euro di spese per la seconda metà del 2017, 5800 euro per il 2018 e altri 5800 euro per il 2019.  Per legge, infatti, il consigliere che risiede in un altro comune da quello amministrato, ha diritto al rimborso del viaggio per partecipare alle sedute del Consiglio comunale e alle Commissioni di cui fa parte. Il rimborso viene quantificato in base al numero di chilometri che separa il comune di residenza da, in questo caso, Piacenza. Come riferimento viene presa in considerazione la tabella Aci. Così, per chi abita – per fare un esempio – in un comune della “cintura” come Pontenure o Podenzano, la cifra risulta alquanto irrisoria. Chi viene da più lontano viene rimborsato maggiormente.

Questi rimborsi scattano automaticamente? «No - chiarisce l’assessore al bilancio Paolo Passoni -, il consigliere comunale residente fuori da Piacenza deve farne precisa richiesta agli uffici». Non sono pochi i consiglieri di Palazzo Mercanti che non hanno la residenza nel capoluogo, d'altronde lo stesso sindaco Patrizia Barbieri abita a Castelvetro Piacentino, comune che ha amministrato per nove anni. Ma la voce di bilancio in questione riguarda solamente i consiglieri. Massimo Trespidi (Liberi) è infatti residente a Castelsangiovanni. Stefano Cugini (Pd) abita a Niviano di Rivergaro. Stefano Cavalli (Lega Nord) a Caorso. Lorella Cappucciati (Lega Nord) a Podenzano. Antonio Levoni (Liberali Piacentini) a Rapallo di Genova.

Trespidi, Cugini, Cavalli  e Cappucciati - contattati da IlPiacenza - non hanno chiesto il rimborso. Levoni - che si limita a un "no comment" - stando alle indiscrezioni raccolte dal Partito Democratico in Comune, sì. Qualche conferma arriva anche dalla maggioranza, perciò il Pd presenterà un'interrogazione per scoprire se il rimborso considerevole messo a bilancio fosse proprio quello di Levoni. Rimborso che scatterebbe da Rapallo – ridente località di costiera del genovese - ogni qual volta c’è una seduta di Consiglio o di Commissione che lo vede presente in aula. La cifra stanziata dal Comune per il 2018 e il 2019 è approssimata al numero medio di sedute convocate in un anno da Palazzo Mercanti.  

Il consigliere Levoni ha assolutamente il diritto di chiedere il rimborso. Gli spetta per legge. Ma, secondo il Partito Democratico, il fatto stonerebbe con le sue prese di posizione su Spazio 2, Spazio 4 e la manifestazione “Pulcheria”. Levoni, molto attento ai conti comunali, di recente, aveva infatti chiesto il taglio dei fondi per gli spazi aggregativi e per l’evento che tratta di pari opportunità e tematiche femminili. Quest’ultimo, ad esempio, è costato (per l’organizzazione della manifestazione 2017) alle casse comunali 13mila euro. «Meglio pensare di darli alla Caritas o alle giovani madri della comunità di Borgotrebbia» - ha tuonato lo stesso consigliere dei Liberali. Tra i corridoi del Comune in tanti - anche della maggioranza - hanno discusso della questione: Levoni, in due anni e mezzo, viene a costare quasi 14mila e 500 euro di soli rimborsi. Una cifra non di poco conto - è il pensiero del Pd - per chi critica con veemenza ogni singola voce di bilancio decisa dalla precedente Amministrazione Dosi. 

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