Il neo presidente Trespidi: «E' la vittoria di un popolo e non di una persona»

Festa sul Pubblico Passeggio per il neo eletto a corso Garibaldi Massimo Trespidi. Bordate su Squeri (candidato sindaco nel 2007) e gli arrivi dei big: «Abbiamo fatto venire solo bravi amministratori, senza mobilitare Fini o Berlusconi, eppure siamo stati capaci di unire lo stesso». Massimo riserbo sulla giunta. Paparo, vicecapogruppo del Pdl in Consiglio comunale, dice di «aver appreso la sua candidatura solo dai giornali». Ma il suo è uno dei nomi più probabili

massimo-trespidi_11Un po’ di sale, Massimo Trespidi, lo aggiunge anche in coda, a queste elezioni provinciali. Compra gli spazi pubblicitari dei quotidiani locali, e ringrazia gli elettori della preferenza, invitando tutti alla festa di chiusura di ieri sera sul Facsal. È una festa, e si mangia e si beve, ovviamente. Come? Trespidi strizza l’occhiolino maliziosamente sull’annuncio: «Nostrano».

«UNA CAMPAGNA STRAORDINARIA» - «Un saluto sincero, a un presidente vero». Così i ragazzi azzurri salutano il professore pidiellino con un cartellone, alla prima uscita pubblica sullo scranno più alto di corso Garibaldi. Trespidi mangia con i suoi sostenitori, e alle nove e mezza sale sul palco, per un po’ di sana arringa. Non troppo per non stancare, ma abbastanza per graffiare. «18 mila voti di distacco - attacca - sono la misura della nostra forza. Non era mai accaduta un’affermazione così netta. Si vince se si è uniti, ed è stata una campagna straordinaria».   

FRECCIATE AGLI SQUERI - Applausi. Arrivano, non sottaciute, le frecciate acuminate ai fratelli Squeri. Il primo, Alberto, candidato 2009 alla presidenza della Provincia, connivente di una manovra del centrosinistra, «per farci arrivare al secondo turno»; il secondo, Dario, candidato sindaco alle Comunali del 2007, «senza capacità di unire, nonostante fossero stati scomodati Bossi, Casini, Fini, Berlusconi». Un po’ di sassolini dalla scarpa tolti. Con buona pace dell’insolita diplomazia elettorale.

I COMPLIMENTI A FERNANDO TRIBI - Ma ora c’è da lavorare. Sul serio. Come promesso in campagna, Trespidi «nei primi cento giorni» organizzerà le sedute di Consiglio «nei Comuni della Provincia», perché «non possiamo stare ripiegati su noi stessi, ma dobbiamo vivere e servire tutto il territorio». Non commenta - per adesso - l’operato della squadra boiardiana, anche se esprime parole d’elogio per Fernando Tribi, ex assessore al Lavoro: «È stato certamente uno dei migliori - dice -. L’ho voluto incontrare proprio per fare il punto sulle crisi aziendali e vedere come procedere».

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PAPARO: «NON SO NULLA» - Intanto, sulla squadra dell’esecutivo, è ancora notte fonda. Incontriamo Andrea Paparo, vicecapogruppo del Pdl in Consiglio comunale, che afferma «di aver sentito il proprio nome solo dai giornali». «Davvero, non voglio fare il misterioso - sorride con gentilezza -, ma non sono ancora stato contattato da nessuno. Decisioni non ne sono state prese». "Timidezza" sospetta? In ogni modo, il suo è uno dei nomi più papabili per un assessorato.

BOIARDI TACE - Sull'altra sponda, invece, oggi era l'atteso Boiardi-day. L'ex presidente, infatti, è ormai qualche giorno bersaglio di un fuoco incrociato di esponenti del centrosinistra - Bertoni e Carini su tutti - che lo additano come maggiore responsabile del tracollo del Pd. Avrebbe dovuto tenere una conferenza alla "Taverna delle fate", ma uno scarno comunicato della portavoce Sabrina Coronella ha informato i media che Boiardi «si sarebbe attardato per impegni con la dirigenza Ibm», che è la compagnia dalla quale ha preso l'aspettativa. Incontro saltato, quindi. Per la sua verità, allora, bisognerà aspettare.

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