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«Abbiamo candidati rappresentativi del territorio»

Il parlamentare Danilo Toninelli ha presentato i candidati del Movimento 5 Stelle Filippo Ghigini e Pierluigi Baronio. «I litigi interni non possono cambiare la faccia del Movimento, c'è un programma e noi non pensiamo alle poltrone. Presto conoscerete i voti delle Parlamentarie»

È Danilo Toninelli, parlamentare di Soresina (Cremona) e volto noto del Movimento 5 Stelle, a presentare i candidati grillini alle prossime Elezioni Politiche del 4 marzo. Il Movimento, tramite le Parlamentarie, ha infatti scelto di candidare alla Camera Filippo Ghigini – attivista del Meet Up “Amici di Beppe Grillo” – e al Senato l’imprenditore Pierluigi Baronio. Toninelli, nella conferenza stampa organizzata alla Casa delle associazioni di via Musso,cavalca il tema della territorialità. «Do molta importanza alla territorialità, qua vicino a me ci sono rappresentanti del territorio piacentino che vogliono risolvere i problemi del loro territorio. Io sono andato a vedere i nomi dei candidati delle altre forze politiche nei listini del proporzionale e c’è differenza. Solo il Movimento candida, per regolamento, persone che sono residenti in quel territorio. Al Senato per la Lega nel plurinominale abbiamo un Armando Siri, nato a Genova e che vive a Milano, significa che non è certo di Piacenza. Le altre forze politiche non rappresentano i cittadini. Forza Italia nel collegio non schiera piacentini, il Pd schiera la Fedeli pluri-candidata in Lombardia e in Emilia. Questi sono i vecchi partiti onesti. Forza Italia si troverà Micaela Biancofore, che lotta per la tutela delle province autonome, se fossi piacentino non la voterei neanche sotto tortura. E poi noto una certa Marzia Calza (Patrizia, nda), sindaco di Gragnano, candidata nell’uninominale della Camera. Scade nel 2019 il suo mandato da sindaco. Spero che voi giornalisti le chiederete se sta rispettando i cittadini che l’hanno votata per un mandato intero». Toninelli ha esposto brevemente alcuni dei punti salienti del programma pentastellato. «Il Movimento 5 Stelle vuole una pensione di cittadinanza, nessuno deve prendere meno di 780 euro e 1160 euro se è una coppia: non vogliamo poveri. Inoltro proponiamo una banca pubblica d’investimento, che non fa speculazioni ma dà solo prestiti a famiglie e imprese».

PIERLUIGI BARONIO (SENATO)

Toninelli sembra conoscere bene Baronio, imprenditore nel cremonese, territorio dell’onorevole. «Baronio ha una storia professionale di lotte per l’ambiente e per la salute. Rappresenta bene quella parte della società civile, molto competente, che si candida con noi. Ha raccolto l’appello di Luigi Di Maio di farsi avanti come esponente della società libera, indipendente e competente. Le sue battaglie come editore televisivo sposano i principi di tutela dell’ambiente e della salute del Movimento». «Sono il direttore di Telecolor – si è presentato il candidato del collegio del Senato - in questi anni ci siamo impegnati molto su ambiente, salute, natura, abbiamo avuto scontri con altri mezzi d’informazione. Abito a Cortemaggiore da più di vent’anni, ho un’azienda agricola biologica, il mio intento è quello di portare avanti qualcosa di affine alle battaglie del Movimento sul territorio. Sappiamo che Piacenza è zona inquinata, c’è Edipower in città, l’autostrada passa vicino alla città e il traffico è importante. Il nostro territorio è in difficoltà per il traffico pesante e per la logistica spaventosa. In provincia abbiamo subito la siccità, la zona sud è rimasta a secco d’acqua mentre due anni fa l’alluvione ha causato anche delle vittime. Vorremmo con la nostra competenza migliorare questa situazione». Per molti Baronio è conosciuto soprattutto come imprenditore cremonese. «Sono cremonese – risponde Baronio all'osservazione dei giornalisti - ma abito nel Piacentino da tanti anni, e di Piacenza ci siamo occupati tantissimo. Piacenza è “una seconda Cremona”, so bene come intervenire su questo territorio». Osservazioni respinte anche dalla consorte di Baronio: «Abbiamo vissuto vent’anni a Castelvetro e vent’anni a Cortemaggiore e sono parente di Rosarita Mannina». Proprio la candidata sindaco a Piacenza del Meet Up, poi battuta da Andrea Pugni nella consultazione interna.

FILIPPO GHIGINI (CAMERA)

Anche Ghigini si è presentato. «Ho 36 anni e sono un “system integrator”, opero nel mondo delle telecomunicazioni e dell’informatica. Sono originario di Pecorara ma poi mi sono trasferito in città. Sono un idealista, il Movimento 5 Stelle ha sfondato una porta aperta con me dai primi V-Day. Questa forza politica ha messo a disposizione degli strumenti, ha rivoluzionato il modo di fare politica con Rousseau, perciò mi sono candidato. Conosco le problematiche dei settori importanti del Paese, a partire dalle imprese».

TONINELLI RISPONDE AI CRONISTI

L’onorevole di Soresina ha lanciato un appello ai piacentini. «Non fatevi fregare, fate delle scelte dettate dal bene comune. Il rischio è quello di votare per qualche d’uno che non sarà mai rappresentante di Piacenza. Votare chi non è in mezzo alla gente non è il voto corretto. Noi siamo qua per parlare con gli elettori. La politica non si può permettere di scegliere i suoi eletti». A Toninelli la stampa fa presente che nel listino del Movimento non c’è traccia di piacentini, e anche cinque anni fa il Movimento non fu molto generoso con il nostro territorio. «È la democrazia – risponde - sono stati votati candidati, tramite le Parlamentarie, degli altri territori che poi hanno trovato posto nel listino. In altri territori è capitato il contrario: la zona con meno abitanti ha espresso più candidati di territori più popolosi. Spiace che non ci sia un candidato di Piacenza nel listino, ma è stata una scelta democratica di questo collegi. Il Rosatellum è improponibile, è una legge schifosa che porta a scelte calate dall’alto. Comunque abbiamo due candidati piacentini nei due collegi».

Toninelli non dà molto peso al sondaggio di Repubblica sui collegi dell’uninominale che dà il Movimento molto staccato alla Camera (prenderebbe il 20% contro il 37% del centrodestra e il 30% del Pd). «È un sondaggio scritto da uno del Pd (Salvatore Vassallo è politologo e marito del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elisabetta Gualmini, nda), per gli dò un’importanza pari a zero, si sta semplicemente cerca di agire sulla psicologia della gente cercando di non far votare per noi. Siamo competitivi in entrambi i sistemi elettorali, sia nei collegi dell’uninominale che nel proporzionale. Tanti ancora non ci conoscono bene».

A Piacenza il Movimento negli ultimi mesi è stato molto poco unito: alle Comunali si è verificato lo scontro tra il Meet Up e la base storica di attivisti che si era legata agli ex consiglieri comunali. E i due esponenti locali più conosciuti – Mirta Quagliaroli e Andrea Gabbiani – non sono stati presi in considerazione a questa tornata elettorale. «Dietro a ogni esclusione c’è una motivazione. Le frizioni non cambieranno mai il Movimento – replica Toninelli -. Le frizioni sono umane, ma noi abbiamo un programma da attuare e non pensiamo alle poltrone. Ci possono essere litigi, ma non cambiano la faccia del Movimento.  Se non è una persona a portare avanti il programma, sarà un’altra». Ghigini dichiara di aver instaurato un dialogo con i consiglieri comunali in carica Andrea Pugni e Sergio Dagnino (presenti alla conferenza stampa tra il pubblico), mentre Baronio ammette di averli conosciuti proprio in questa occasione. Nel frattempo non si conoscono ancora i voti presi alla Parlamentarie dai due candidati: «Li saprete presto, nei prossimi giorni renderemo noti i voti delle Parlamentarie», promette Toninelli.

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