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Province, Cavalli (Ln): «Grande Emilia destino funesto, Seta amaro presagio»

«I disagi al servizio di trasporto pubblico locale delle ultime settimane sono i chiari indizi del destino funesto che ci attenderebbe se finissimo nel tritacarne degli accorpamenti in salsa emiliana»

I disagi al servizio di trasporto pubblico locale delle ultime settimane sono i chiari indizi del destino funesto che ci attenderebbe se finissimo nel tritacarne degli accorpamenti in salsa emiliana. Sorprende che ci sia ancora qualche supporter della maxi-ammucchiata emiliana che non si renda conto della disfatta delle aggregazioni dell’azienda di trasporto pubblico, dei parchi, delle Ato, delle malaugurate prospettive di un’unione delle centrali operative del 118 e dello smaltimento dei rifiuti altrui”. Così il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli dopo le ultime proteste per i disservizi del tpl piacentino.

“Ci chiediamo dove siano finiti gli esponenti e i sindaci Pd sostenitori del referendum - domanda il consigliere del Carroccio -. Al primo richiamo di mamma-partito sono subito rientrati nei ranghi. Quanto al sindaco Dosi, invece di sposare progetti senza capo né coda sarebbe meglio che facesse sentire la propria voce per salvare i servizi di cui la Regione ci ha privato e quelli che ci vorrà sottrarre”.

“Per quanto riguarda il tpl, se il buongiorno si vede dal mattino, andiamo malissimo. Alla prima prova dei fatti le risposte fornite da Seta all’utenza sono state a dir poco scadenti. Da mesi riceviamo segnalazioni di ritardi, code chilometriche, mezzi strapieni, bus fantasma. L’inadeguatezza dell’ennesimo accorpamento voluto dalla Regione è evidente. E per tutta risposta, dopo i bisticci tra i soci, gli stessi hanno pensato bene di riproporre un cda pressoché fotocopia del precedente.

  Questo Pd si riempie la bocca col federalismo, ma in realtà continua ad essere quello di sempre, centralista e accentratore, come vuole la peggior tradizione cattocomunista e in linea con un governo che ha cassato il federalismo dalla propria agenda di lavoro”.La Lega ritiene che nessuno meglio di chi vive il territorio possa conoscerne le problematiche e indicarne le risposte più adeguate. Per questo pensiamo che debbano essere i piacentini a decidere del proprio futuro”.  

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