Addio fusione tra Borgonovo e Ziano: la Regione boccia il progetto per il comune unico

L'aula dell'assemblea regionale ha votato il 4 maggio a maggioranza il non passaggio all'esame degli articoli del progetto di legge per istituire un comune unico tramite fusione dei preesistenti

La rocca di Borgonovo

L'aula dell'assemblea regionale ha votato il 4 maggio a maggioranza il non passaggio all'esame degli articoli del progetto di legge per istituire un comune unico tramite fusione dei preesistenti. Respinta a maggioranza anche una risoluzione che sollecitava norma per definire in quali casi l'esito di un referendum consultivo sulla fusione sia da considerare favorevole

Si ferma definitivamente il percorso di fusione dei Comuni di Borgonovo e Ziano Piacentino. Dopo l’esito del referendum consultivo sulla fusione - dove i sì hanno vinto a Borgonovo Val Tidone, mentre i no sono prevalsi a Ziano, l’assemblea legislativa ha messo la parola fine sul progetto di legge per istituire un comune unico al posto dei due preesistenti votando a maggioranza un ordine del giorno per il non passaggio all’esame degli articoli. Il testo legislativo era stato predisposto dalla Giunta regionale su richiesta dei rispettivi consigli comunali.

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La questione di come valutare l’esito di una consultazione referendaria riguardante le fusioni nei casi in cui il voto abbia risultati non univoci nei comuni coinvolti è stata al centro del dibattito in Aula. Sul tema l’Assemblea legislativa ha anche esaminato una risoluzione, poi respinta a maggioranza, che chiedeva alla Giunta di elaborare tempestivamente una norma per “definire i casi in cui si intenda complessivamente favorevole l’esito dei referendum consultivi territoriali per la fusione di Comuni previsti dalla Legge regionale 24/1996, assumendo a riferimento il criterio del riscontro e della maggioranza dei voti validi favorevolmente espressi in ciascuno dei Comuni interessati”. Nel caso di processi di fusione con più comuni la risoluzione chiedeva di procedere comunque alla fusione dei soli Comuni nei quali si sia registrata “la maggioranza dei voti validi favorevolmente espressi”.

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