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Agricoltura e siccità, Foti (Fd'I): «Subito rilasci straordinari d’acqua in Valtrebbia»

«La concessione in vigore con riferimento all’invaso del Brugneto, nonché il recente accordo tra i presidenti di Emilia-Romagna e Liguria, risultano del tutto inadeguati» sottolinea il deputato piacentino

(repertorio)

«A fronte della gravissima situazione d’emergenza non è possibile fare finta di nulla. Occorrono infatti rilasci straordinari d’acqua dall’invaso del Brugneto per contrastare la straordinaria siccità che sta colpendo l’agricoltura piacentina e, in particolare, quella della Val Trebbia» lo afferma Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, in una dettagliata interrogazione parlamentare. «Assodato che il bacino del Trebbia esprime una domanda di circa 6 milioni di metri cubi di acqua – spiega Foti – salvo il verificarsi a brevissimo di significative precipitazioni, la concessione in vigore con riferimento all’invaso del Brugneto, nonché il recente accordo sottoscritto tra i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Liguria, risultano del tutto inadeguati consentendo al massimo un totale di 4 milioni di metri cubi d’acqua rilasciabili dal predetto invaso al fiume Trebbia». Per il parlamentare piacentino «occorre avere ben presente come l’anno in corso rientri tra i più caldi di sempre, collocandosi così come evidenziato opportunamente da Coldiretti all’ottavo posto tra gli anni più caldi mai registrati nel pianeta. È quindi indispensabile - aggiunge Foti - avere piena coscienza della gravità del momento, assumendosi con coraggio la responsabilità anche di scelte straordinarie».

«Occorre che il Governo - è l’accorato appello dell’esponente di Fratelli d’Italia - nell’ambito delle proprie competenze, metta in campo ogni sforzo utile affinché, al più presto, siano previsti rilasci supplementari che possano dare sollievo all’agricoltura della Val Trebbia. Inoltre - conclude il deputato piacentino - in considerazione della scadenza nel 2024 della concessione che insiste sull’invaso del Brugneto, è indispensabile che coloro che dovranno decidere sul futuro dell’invaso medesimo inizino sin da ora, per addivenire ad una regolazione congruente al fabbisogno, a tenere ben conto della reale quantità d’acqua della quale necessità l’agricoltura della vallata».

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