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«Barbieri è un punto di riferimento per la città, sto dalla sua parte»

L’ex assessore provinciale Alberto Fermi: «Non entro nel centrodestra e non mi candido, ma il sindaco ha lavorato molto in un mandato difficile. Con i Liberali prevalgono i personalismi. Il centrosinistra ha pasticciato nell'avvicinarsi alle elezioni»

«Il mio non è un passaggio al centrodestra. È semplicemente il frutto di una valutazione che ho fatto in questi anni. Patrizia Barbieri, soprattutto nella fase della pandemia, è stata un punto di riferimento importante per Piacenza, città che si è trovata in un momento di confusione e disperazione. Anche quando era stata colpita lei stessa dal Covid, nella prima fase emergenziale, ha continuato a lavorare. È uno degli aspetti che me l’hanno fatta apprezzare molto». Alberto Fermi, un passato nella Dc, poi Cdu, Margherita (è stato assessore provinciale all’agricoltura fino al 2004 con Dario Squeri), poi sindaco di Castellarquato, sosterrà il sindaco uscente alle prossime elezioni amministrative.

Fermi occupa di comunicazione per “Enea”, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. È giornalista pubblicista e vicepresidente Aci. Non entra, però, a far parte del centrodestra. «I miei riferimenti ideali e politici - precisa - rimangono quelli di sempre: ieri Beniamino Andreatta, Mino Martinazzoli, Franco Marini, oggi Pierluigi Castagnetti, Dario Franceschini e, ovviamente, Sergio Mattarella». 

  • Fermi, perché sostiene Patrizia Barbieri?

La conosco da molti anni. L’ho sempre apprezzata come persona e amministratrice. In questi cinque anni ho avuto modo di collaborare spesso con lei. L’ho sempre vista molto disponibile ad ascoltare e a lavorare insieme tutte le volte che mi è capitato di farle delle proposte o parlarle dei problemi della città.

  • La troveremo candidato in qualche lista?

Proprio per questo apprezzamento nei suoi confronti, ho deciso di dare una mano a Barbieri. A livello organizzativo, di comunicazione. Ma non mi candido. Se uno si candida ha abbastanza da fare per sé stesso. Io invece mi sono messo a disposizione del sindaco. E non faccio parte del centrodestra.

  • Che giudizio dà di questi ultimi anni?

Pur avendo avuto un mandato difficile, non per responsabilità, iniziato con una cinquantina di dipendenti indagati, Patrizia ha lavorato molto, ha portato a casa dei risultati. Alcuni ancora in itinere. Nonostante un mancato monco per una serie di motivi, soprattutto per il Covid.

  • I critici però non giudicano sufficiente l’operato di diversi suoi assessori…

Alcuni hanno fatto bene. Penso al turismo, al welfare. E lavori pubblici ne sono stati fatti tanti. In ogni Giunta c’è sempre chi tira un po’ di più e chi tira un po’ di meno. Mi sembra normale che nella stessa squadra non tutti vadano alla stessa velocità. Comunque questa Amministrazione ha peccato soprattutto su altro.

  • Cioè?

Se c’è un difetto, è stata la mancanza di comunicazione. Ho l’impressione che in questi cinque anni non sia stata data grande importanza a comunicare tutto quello che si faceva. È un difetto/pregio di quelli che lavorano tanto. In questo caso un grande difetto.

  • Potrebbe essere lei uno dei futuri assessori?

Non ci sono stati accordi di alcun tipo. Dò una mano al sindaco uscente sul piano della comunicazione e dell'organizzazione della campagna elettorale, tutto qui.

  • Fermi, lei era un protagonista della politica locale negli anni ’90 e ‘00. È cambiata rispetto ad allora?

I meccanismi della politica sono più o meno sempre gli stessi. Sono cambiati i protagonisti. E oggi c’è più attenzione a strumenti che fino a quindici anni fa non esistevano, i social, che rappresentano una parte importante del dibattito. I meccanismi sono sempre quelli, anche se i partiti hanno perso le loro scuole e quel “cursus honorum” che era fondamentale.

  • La priorità per Piacenza adesso qual è?  

La questione ambientale. E nei prossimi anni di mandato credo che la priorità sarà anche seguire lo sviluppo socio-economico che questo attuale periodo di crisi sta provocando. La pandemia e il conflitto ucraino sta facendo venire alla luce le difficoltà delle famiglie: penso al caro bollette e all’aumento dei prezzi. Serviranno misure che tengano presente le difficoltà di tutti.  

  • Che idea si è fatto dell’infinita querelle tra i Liberali e il centrodestra?

La mia idea non poggia su elementi certi, ma credo che sia già tutto scritto. C’è una posizione predeterminata che esprime una contrarietà all’attuale sindaco. Ma non mi pare che sia su questioni amministrative rilevanti… Ci sono di mezzo un po’ di personalismi, questioni personali, i Liberali sono scontenti per motivi che non hanno a che fare con l’Amministrazione. Forse anche un po’ di capricci.

  • Lei se la cava molto bene con i social media Eppure è così difficile. In particolare i piacentini amano molto le polemiche e le “risse” sui social.

Credo che siano uno strumento fantastico, perché danno a tutti l’opportunità di esprimere il proprio pensiero. Personalmente una cosa che non faccio mai è quella di infilarmi in litigi che non portano a niente. Anche perché è difficile far cambiare idea alla gente. Però esprimere il proprio parere è bello, se si rispetta quello altrui. Non sono tra quelli che apprezzano lo scontro feroce. L’importante è non arrivare all’offesa. Per molti, purtroppo è una valvola di sfogo della propria aggressività. Ovvero, il modo sbagliato per usare uno strumento straordinario. Per me i social sono anche un modo per divertirsi.

  • La credibilità della politica piacentina è ai minimi storici dopo le recenti inchieste…

I fatti contestati non hanno aiutato ad affezionare la gente alla politica. Hanno dato l’impressione che, molto spesso, occuparsi dell’amministrazione della cosa pubblica, sia una modalità per fare i propri interessi. La gente è semplicemente meno interessata e meno appassionata. Si è poco in grado di distinguere i programmi degli uni e degli altri. Non ne ha voglia. Una volta andare a votare era un dovere civico, oggi questo senso del dovere c’è molto meno. Ad esempio ho visto il centrosinistra pasticciare molto nella fase di avvicinamento alle elezioni. Infatti si presentano spaccati. Hanno pasticciato proponendo una serie di candidati che sono stati così “bruciati”. In seguito ne hanno presentato uno, poi arrestato, che sicuramente non avrei mai votato. È stato un approccio alle elezioni che nessuno si sarebbe aspettato così drammatico. Tra gli arresti dei sindaci della Valtrebbia e l’ultima notizia sull’inchiesta di Borgo Faxhall, non è un periodo semplice per questa città. Sicuramente la politica deve riflettere molto su queste cose che sono accadute e su quel giudizio tranchant espresso dal magistrato Fiammetta Modica.

Patrizia Barbieri-127

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