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Paolo Dosi e alcuni assessori a Roncaglia nella serata del 14 settembre (Foto Gatti)

Paolo Dosi e alcuni assessori a Roncaglia nella serata del 14 settembre (Foto Gatti)

Alluvione, Dosi in aula: «Previsioni imprecise, difficile interpretare l’allarme»

Il sindaco ha riferito in aula su quanto successo lunedì 14 settembre a Roncaglia. «D'ora in poi dovremo prevedere anche l'imprevedibile. Ci aspettavamo che le ricadute peggiori fossero sul versante ligure, non nel Piacentino. In giunta discuteremo dei 140mila euro di compensazione dei rifiuti liguri: potremmo destinarli ai cittadini di Roncaglia»

A distanza di una settimana dall’alluvione del 14 settembre che ha colpito la frazione di Roncaglia (oltre alla Valtrebbia e Val Nure), in consiglio comunale si è riunito per discutere di quanto è avvenuto. Dopo un minuto di silenzio per le vittime del crollo della Provinciale 654,  Il sindaco Dosi ha riferito in aula a Palazzo Mercanti il punto di vista dell’Amministrazione e degli uffici tecnici. «La ricostruzione di quanto è accaduto – ha esordito il sindaco Paolo Dosi - non è semplice. Per quanto riguarda il Trebbia, le prime telefonate da prefettura e protezione civile hanno riguardato segnalazioni sul rilascio della diga di Boschi. Dalle 4 di notte alle 5.45 sono stati attivati gli operatori comunali, viste le comunicazioni sulla significativa piena del Trebbia, per transennare i tratti stradali sempre a rischio di esondazione, ovvero le zone vicino al Trebbia e via Foppiani ad esempio. Alle 4.39 è arrivato l’allarme, alle 5 e mezza abbiamo ricevuto l’allerta meteo: se non vengono quantificate, possono essere interpretate in maniera diversa. È stato un avvenimento veramente eccezionale, in passato situazione meno gravi erano state definite allo stesso modo. Non sapevamo quanta pioggia veniva e che carico di detriti la piena portava con sé.  Il Trebbia, a differenza del Nure, è esondato dalle aree già tradizionalmente conosciute per tale fenomeno».

Discorso quasi analogo per il torrente Nure. «Tra le 4 e le 5.45 sono stati attivati gli operatori comunali per transennare il sottopasso del cimitero e Roncaglia, in seguito all’allarme e all’allerta meteo. Anche qua ci siamo occupati delle aree “prevedibili”. Tra le 7.30 e le 8 abbiamo avuto la piena a Roncaglia. A differenza del Trebbia, il Nure è esondato in aree non prevedibili, al dì fuori dei terreni previsti dal piano di Protezione Civile».

Dosi ha evidenziato quella che per lui è stata la “falla” della situazione. «Nel bollettino dei nostri sistemi regionali non avevano rilevato un problema di così vasta portata. Il fenomeno doveva abbattersi maggiormente in Liguria. Invece si è abbattuto poco oltre la Liguria, cioè sul nostro Appennino. La previsione riveste un importante tassello, ma deve essere integrata e rivista in tempo reale in fase di monitoraggio. Sapevamo che in un’area tra la Liguria e l’Appennino ci sarebbero stati temporali, le previsioni ci dicevano che la ricaduta maggiore sarebbe stata però sul versante ligure, invece è avvenuta sul Piacentino».  

Roncaglia, i Dossi, Borghetto: la piena ha aggirato il ponte della strada per Cortemaggiore. «Parte del corso d’acqua – ha proseguito il sindaco - è stato deviato. Sono fenomeni che ritornano solo dopo secoli: nessuno ricorda un evento simile. E c’è chi dice che potrà succedere fra 500 anni una cosa del genere. I due fiumi erano in secca, avevano greti grossi, purtroppo mi pare che fossero anche alti. Queste cause, sommate, hanno prodotto un evento che difficilmente è replicabile. Da oggi in poi dobbiamo ragionare in termini diversi: i cambiamenti climatici non possono, da questo evento, essere considerati eccezionali. Dobbiamo mettere in campo delle contromisure che prevedano delle variazioni al piano di emergenza comunale. Bisogna prevedere anche l’imprevedibile».

Il primo cittadino ha poi passato in rassegna tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di soccorso e prima emergenza, ringraziando ognuno di essi per il contributo dato. Il punto informativo di Roncaglia in questi giorni ha ricevuto e soddisfatto 14 richieste. Purtroppo sono stati 4 gli atti di sciacallaggio, 100 gli interventi d’emergenza, 400 le richieste di danni. «Domani riaprirà la farmacia comunale – l’annuncio dell’Amministrazione – e già qualche negozio ha riaperto l’attività. Domani in giunta proporremo di destinare la quota di compensazione di 140mila derivanti dai rifiuti liguri, nelle modalità che studieremo, alle persone colpite da questo evento».

Tommasi Foti (Fratelli d’Italia), ha già annunciato di aver chiesto una commissione d’inchiesta in Regione. «Non è possibile che la Regione dia comunicazioni di eventi già avvenuti o dia avvertimenti alle 4 del mattino. I livelli di attenzione 2 erano già superati dopo la mezzanotte a Cabanne di Rezzoaglio, Salsominore e Ferriere. Cosa si è aspettato? Ovunque c’erano dati che parlavano di superamento dei “massimi storici”… Comunque è il quarto allagamento che avviene anche a causa della diga di Boschi, cosa aspettiamo a mettere le manette a chi la gestisce? In prefettura quel giorno c’erano i sindaci e neanche un rappresentante del nostro Comune. Qua ci sono delle responsabilità. Ci voleva molto a mandare un’auto a Roncaglia alle 7 di mattina – quando c’era la luce e i telefoni funzionavano - per avvisare la gente, quando a Fossadello (Caorso) sapevano già tutto? C’è stato un buco dalle 5 alle 8 di mattina, e bisogna sapere cosa è successo».

«È ora di dire – ha aggiunto Massimo Polledri (Lega Nord) - che qualche ente non funziona e non ha funzionato quel giorno. Poi non si capisce quanto rilascia la diga di Boschi…». «Si è fatta tanta propaganda politica – ha lamentato Erika Opizzi (Fratelli d’Italia) - in questa settimana. Mi ricordo la valanga di voti raccattati in campagna elettorale per le Regionali da Paola Gazzolo, proprio durante un recente alluvione, che aveva dato e promessi fondi qua e là. Pretendo che la De Micheli e la Gazzolo portino fondi: ci sono 70 milioni di danni da sistemare». Opizzi, originaria di Ciregna di Ferriere, si è commossa in aula interrompendo il suo intervento nel parlare di quanto è successo in Alta Valnure. «Mi sarei aspettata che una volta capito cosa stesse succedendo a Farini e Ferriere – ha poi ripreso fiato – si avvertissero i cittadini di Roncaglia, che non possono stare lì a guardare le mail al mattino. Potevamo fare di più».

Dosi, richiamato da alcuni consiglieri, è intervenuto anche sull’ipotesi di chiusura della prefettura di Piacenza, che trascinerebbe con sé anche il declassamento di tutti i comandi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. «Con il presidente della Provincia Rolleri abbiamo concordato che la voce di Piacenza sulla chiusura della prefettura deve essere contenuta in un documento redatto e firmato da tutte le istituzioni piacentine di ogni colore politico. Dobbiamo modificare quell’orientamento in tempi brevi e presentarci uniti. Cosa sarebbe accaduto lunedì scorso se il comando dei vigili del fuoco e la prefettura sarebbero state altrove?».

«Credo che l’Amministrazione abbia svolto il suo dovere nelle sue possibilità. Il 99% delle cause si può attribuire alla forza della natura. Condivido e capisco la richiesta di una commissione d’inchiesta, non sono però appassionato, in questi casi, a dover trovare per forza un colpevole. Le istituzioni hanno dato risposte pronte. La nostra Regione è quella che mette più risorse nei confronti dell’ambiente e del dissesto. Il modenese, dopo il terremoto, è resuscitato in tempi brevi rispetto ad altre zone d’Italia. Non ci manca la responsabilità nell’affrontare le cose in Comune a Piacenza: siamo immediatamente andati a raccogliere anche le rimostranze dei cittadini con i tecnici».

«Lo stato di emergenza verrà sicuramente decretato la prossima settimana: abbiamo tutte le condizioni per farcelo riconoscere. Non sarà la panacea di tutti i mali, ma vuol dire molto. Il territorio deve rimanere unito: cose che accadono a Ferriere e Ottone si ripercuotono anche in città. Il territorio va visto in modo unitario».

ESONERO DEI TRIBUTI COMUNALI

Marco Colosimo ha presentato un ordine del giorno – firmato da buona parte dei consiglieri in modo bipartisan - volto a esonerare i cittadini colpiti dall’alluvione e con danni materiali, dal pagamento dei tributi comunali per tutto il 2015. I consiglieri invitano il sindaco a “valutare tutte le vie possibili di finanza pubblica (ordinaria e straordinaria), affinchè vengano esonerati nel pagamento dei tributi locali, almeno per l’anno in corso, coloro i quali dimostrino di aver subito danni al proprio patrimonio materiale (immobili o cose)”. «Il regolamento non consente di sospendere i tributi – ha spiegato l’assessore al bilancio Luigi Gazzola - ma al massimo di spostarli, dilazionarli nel tempo. Stiamo pensando al territorio che può essere interessato dalla proposta e chi, di conseguenza, può usufruire di questo. Nei prossimi giorni illustreremo nel dettaglio i provvedimenti». Il provvedimento, che verrà analizzato meglio nei prossimi giorni, è passato con il voto unanime dell’aula.

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