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Alluvione, Lega Nord: «Scavare i fiumi per evitare catastrofi»

«Cambiare quel modo di pensare, tipico dell'ecologismo estremista, che da molti anni ha interrotto la pulizia degli alvei e impedito la possibilità di prelevare la ghiaia dai fiumi». È questo, secondo il segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Fabio Rainieri, l'obiettivo del progetto di legge regionale sulle nuove norme per l'estrazione di materiali in aree del demanio idrico,

«Cambiare quel modo di pensare, tipico dell'ecologismo estremista, che da molti anni ha interrotto la pulizia degli alvei e impedito la possibilità di prelevare la ghiaia dai fiumi».

È questo, secondo il segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Fabio Rainieri, l'obiettivo del progetto di legge regionale sulle nuove norme per l'estrazione di materiali in aree del demanio idrico, presentato oggi, 23 settembre, nella sede del Carroccio di Piacenza.

Due i meccanismi previsti dalla modifica della disciplina sulle escavazioni attraverso la quale assicurare una migliore pulizia dei greti, che l'Assemblea legislativa discuterà a fine anno. «Il primo – ha evidenziato Rainieri, che è anche vice presidente del Consiglio regionale – permette alle imprese estrattrici di guadagnare non più dai fondi pubblici, ma trattenendo i materiali prelevati. Il secondo meccanismo fa sì che la ghiaia estratta possa essere impiegata per la realizzazione di opere pubbliche, tra le quali anche la sistemazione dei corsi d'acqua. Inoltre, la legge rende più severe lenorme sulla legalità, poiché esclude il ribasso nell'aggiudicazione degli appalti come criterio principale: non sempre, infatti, il costo minore va di pari passo con un equo impiego di manodopera e macchinari».

A Bologna la Lega ha presentato anche due interrogazioni, entrambe firmate dal consigliere Matteo Rancan: la prima per conoscere a quali verifiche strutturali, passate e future, sono sottoposti i ponti di Val Nure e Val Trebbia, la seconda sullo stato d'emergenza nei territori alluvionati (poi richiesto dal presidente regionale Stefano Bonaccini al governo).

«La visita del premier Renzi a Piacenza – ha accusato Rancan, affiancato da Davide Garilli dei Giovani Padani, che sono accorsi in aiuto della popolazione di Farini e Ferriere – è stata vergognosa. Invece di incontrare di persona gli alluvionati, il presidente del Consiglio ha preferito sorvolare le valli in elicottero, forse temendo contestazioni. Inaccettabile è anche il no della Camera all'ordine del giorno del deputato Guido Guidesi, che proponeva una no tax area per le zone alluvionate del Piacentino oltre ad agevolazioni per la ricostruzione. Per il 29 settembre – ha proseguito – ho richiesto un question time in Consiglio regionale per conoscere le azioni dell'assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo, in soccorso del suo territorio».

«È ora di smetterla di parlare di fato e casualità in relazione a queste calamità, visto che eventi di questo tipo sono sempre più frequenti» ha affermato Giampaolo Maloberti, responsabile enti locali per il Carroccio emiliano, che ha ricordato un ordine del giorno discusso dal consiglio provinciale il 10 settembre 2013 riguardo la possibilità di realizzare alcuni invasi sugli affluenti del Nure e ai rilasci del bacino del Brugneto. «Dighe come quella dell'alta Val Trebbia – ha aggiunto – hanno una duplice funzione: rilasciare l'acqua per l'irrigazione in estate e trattenerla nelle altre stagioni per evitare disastri. Per svolgere correttamente il loro compito, le dighe devono essere gestite al meglio. Ma ora quello che abbiamo davanti in Val Trebbia è il risultato dell'ostinazione delle istituzioni genovesi nel regimentare le acque a proprio piacimento. Eventi come questo devono ricordarci di tenere in considerazione l'agricoltura di montagna, che svolge l'importante ruolo di presidio ambientale».

IL PROGETTO DI LEGGE DELLA LEGA NORD

Progetto di legge escavazioni demanio idrico-2

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