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Alluvione, 5 Stelle: «Dobbiamo individuare i responsabili»

«Stiamo pensando ad un esposto per fare chiarezza su quanto accaduto. É anche l'ora di porci domande irrimandabili su diverse questioni legate ad ambiente e suolo, perché quanto successo non si può liquidare imputando tutto a eventi atmosferici estremi ed "imprevedibili" come quello della notte scorsa»

I consiglieri comunali di Piacenza, San Giorgio e Podenzano del Movimento 5 Stelle hanno diffuso una nota sulla situazione che si è venta a creare a causa del maltempo: «Quanto successo nelle nostre valli ci ha profondamente colpito e amareggiato, non è l'ora di innescare polemiche inutili ma, se dei responsabili ci sono, devono essere individuati proprio perché abbiamo appreso che ci sono morti e dispersi. Stiamo pensando ad un esposto per fare chiarezza su quanto accaduto. É anche l'ora di porci domande irrimandabili su diverse questioni legate ad ambiente e suolo, perché quanto successo non si può liquidare imputando tutto a eventi atmosferici estremi ed "imprevedibili" come quello della notte scorsa. I cambiamenti climatici sono un dato con cui dovremo imparare a confrontarci, ma esistono altri dati che avrebbero dovuto imporre un confronto, valutazioni e scelte lungimiranti, una visione politica nuova».

«Innanzitutto - continua la nota - i dati ci parlano di 8 mq di suolo naturale consumati ogni secondo. Ogni anno in Italia, una superficie naturale grande il doppio della città di Milano sparisce per lasciare posto al cemento. Esistono dei responsabili? Temiamo di si e vanno cercati in quelle amministrazioni che in vent'anni hanno permesso modifiche ai Prg, ora Psc, che rispondendo alle sole richieste del proprio territorio non hanno avuto e permesso una programmazione unitaria che rispondesse all'esigenza superiore di tutti. Vi è una responsabilità anche nel Ptcp che ha avallato particolarismi e faziosità senza capire e prevedere che la cattiva programmazione di un territorio avrebbe portato inequivocabilmente a danneggiare chi invece aveva fatto scelte più lungimiranti. Il rispetto dei limiti di edificazione è stato modificato secondo esigenze prettamente edificatorie, miopi e irresponsabili, che hanno portato a permettere di edificare nelle vicinanze dei fiumi e financo negli stessi alvei».

«Chi ha l’onere di controllore del territorio? - continuano i consiglieri - Qual è il ruolo del genio civile? Chi ha controllato le varie autorizzazioni geologiche e in che termini lo ha fatto? Esistono denunce che non sono mai state prese in considerazione? Sappiamo che le buone pratiche per gestire il territorio esistono, sono possibili e permettono fattivamente di ridurre il rischio idrogeologico, limitando i rischi di disastri in caso di eventi naturali estremi, le scelte in questo senso andavano fatte prima che tutto ciò accadesse, ora purtroppo è tardi. Invece di tagliare fondi e risorse agli enti sarebbe opportuno rivedere completamente la gestione del territorio, mettendo gente competente con una visione lungimirante del territorio nel suo insieme. Se qualcuno ritiene i tagli alla spesa pubblica necessari e irrinunciabili vada a guardare i capitoli di spesa inutili e cominci da lì, ma il territorio non può essere abbandonato a burocrati e a politici incapaci, come è stato fatto negli ultimi 20 anni».

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