Alluvione, Zanardi: «Serve un sistema di prevenzione»

Gloria Zanardi: «Mi auguro che ora si realizzi un sistema coordinato ed organico per la prevenzione al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini, senza lesinare»

L'alluvione (Bettola)

«La commissione speciale d'inchiesta - si legge in una nota di Gloria Zanardi, consigliere provinciale di Piacenza - istituita per accertare eventuali responsabilità sull'allagamento delle frazioni cittadine di Roncaglia e Borghetto, a seguito dell'alluvione 2015, "scagiona” il Comune di Piacenza. E' sicuramente una presa di coscienza positiva la circostanza che il Comune abbia attuato i protocolli previsti per affrontare queste situazioni in modo corretto. E' altrettanto vero, come rilevato in sede di commissione, come appurato in concreto da altri rappresentanti dei territori della Provincia e come confessato anche dal direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Mainetti che, nonostante la corretta applicazione delle procedure di allerta, queste, comunque, siano state inadeguate e insufficienti».

«Constatata purtroppo tale circostanza - continua Zanardi - è evidente che ora occorra la previsione e realizzazione di una programmazione lungimirante ed organica di interventi sul territorio che, non solo servano ad arginare le situazioni di allarme ed emergenziali che si presentano, ma prevedano e pongano in essere azioni e strumenti di prevenzione sul dissesto idrogeologico e difesa del suolo, anche a fronte del cambiamento climatico in corso. Vero è che l'alluvione del 2015 è stato un evento di portata eccezionale rispetto ai precedenti, tuttavia, nel corso degli anni futuri, purtroppo, calamità di questo calibro non si potranno più qualificare come tali perché saranno sempre più frequenti e non si potrà più invocare la straordinarietà del fenomeno».

«Sono necessari progetti strutturali ed interventi sistematici su tutto il territorio piacentino nel senso più ampio possibile - spiega la nota - oltre agli interventi ad hoc con riferimento agli eventi alluvionali, come l'innalzamento degli argini e la pulizia dei rivi, deve essere portata avanti anche la manutenzione ordinaria dei tratti stradali affinché non si verifichino cedimenti dovuti all'azione di erosione collegata alle calamità in questione. Punctum dolens: le risorse. Bene che Anas abbia sbloccato fondi per la Statale 45, bene che Anas potrà intervenire sulle strade provinciali nelle zone alluvionate, se collocate dentro al perimetro degli Stati di Emergenza. Ma sono tutti interventi approntati e fondi stanziati ex post».

«E tutto il resto? - si chiede Zanardi - La Provincia di Piacenza, ormai considerata de cuius istituzionale, si è comportata responsabilmente anche in occasione dell'alluvione 2015, anticipando somme urgenti per fronteggiare la situazione, nonostante i conti di cassa dell'ente siano già penalizzati dal caotico riordino in atto. Tutte le istituzioni ad ogni livello dovrebbero seguire l'esempio. Mi auguro che, anche alla luce delle conclusioni – per quanto concerne Piacenza – stilate dalla commissione d'inchiesta, delle valutazioni dei tecnici e delle proposte concrete avanzate, tra tutte quelle dal rappresentante Anci Raffaele Veneziani, ora si realizzi un sistema coordinato ed organico per la prevenzione al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini, senza lesinare».

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