Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

"Er Coraggiosa": «Tutelare le aree verdi in città, come gli ex orti di via Campesio»

Quest’area verrà trasformata, su richiesta dei proprietari, in zona residenziale edificabile, scelta che, per i consiglieri Amico e Taruffi è in contraddizione con le disposizioni normative vigenti

«Tutelare gli spazi verdi urbani ancora esistenti». A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sono Federico Amico e Igor Taruffi di Emilia-Romagna Coraggiosa, che, in particolare, chiedono poi “di rendere fruibili, in accordo con le proprietà, questi spazi”. Nello specifico i due consiglieri si riferiscono a una area verde nel comune di Piacenza (in via Campesio), di ex orti, che l’amministrazione comunale, su richiesta dei proprietari, ha deciso di trasformare in zona residenziale edificabile. «Una scelta - spiegano Amico e Taruffi - in contraddizione con le indicazioni del Piano strutturale comunale (Psc) e del Regolamento urbanistico edilizio (Rue)». In accordo con l’amministrazione comunale i proponenti hanno recentemente dato disponibilità a inserire nella proposta una quota di Ers (Edilizia residenziale sociale).

Nella delibera del Consiglio comunale di Piacenza 32/2020 di aggiornamento degli indirizzi in riferimento agli accordi operativi, rimarcano i due politici, «si legge che ‘per quanto riguarda il territorio potenzialmente urbanizzabile a prevalente destinazione residenziale, così come quanto definito dall’articolo 4.6 del Psc e dalle schede di progetto (residui di Prg), per il territorio potenzialmente urbanizzabile, sono ammessi solo gli interventi di riuso e di rigenerazione urbana, come specificata dall’articolo 7 comma 4 della legge regionale 24/2017’». I due consiglieri vogliono quindi sapere dall’esecutivo regionale «se ritenga che un’area completamente a verde e senza alcuna costruzione posta all’interno del territorio urbanizzato possa essere qualificata di per sé come area degradata e meritevole di riqualificazione in cui sia possibile applicare quanto previsto dall’articolo 7 della 24/2017 o, per farlo, sia invece necessaria una modifica della stessa legge regionale». Chiedono anche «se ritenga che i termini perentori previsti dall’articolo 38 della 24/2017 (sulle valutazioni che l’amministrazione comunale deve fare, con determinate tempistiche, in base alla pianificazione urbanistica e territoriale) si possano tranquillamente derogare».

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