Ambiente, Tagliaferri: «Pizzarotti vuol mettere tutti in riga ma non conosce la realtà»

L’intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri

«Il sindaco della decrescita infelice ha sentenziato. Le colpe delle sforamento delle PM10 sono dei criminali che usano le auto. Non quelle nuove di zecca, intendiamoci. E neppure i catorci, vecchi, obsoleti e altamente inquinanti, che possono girare senza alcuno stop se chi li possiede ha un reddito bassissimo. Sul banco degli imputati ci sono i mezzi diesel Euro 4, vecchiotti, ma non troppo. La gran parte in possesso di famiglie, artigiani, lavoratori che non possono permettersi il lusso di comprare un automezzo nuovo, ma che non possono fare a meno di spostarsi con quello che possiedono». Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia in Regione commentando un’intervista al primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti.

«Federico Pizzarotti, primo cittadino di Parma e neo beniamino di Stefano Bonaccini, non ha dubbi. Responsabili degli sforamenti sono coloro che hanno pressato la Giunta regionale perché facesse un passo indietro sul divieto totale di circolazione dei diesel Euro 4. Un divieto che ha sollevato proteste generalizzate in tutta l’Emilia Romagna e che, se fosse stato mantenuto, avrebbe di fatto bloccato migliaia di persone. Noi siamo fra quelli che hanno pressato la Regione perché rivedesse questa decisione assurda che andava a braccetto con il divieto di utilizzare i camini. E ne siamo fieri. Vessare i cittadini con decisioni calate dall’alto, senza considerare la realtà quotidiana è un errore che la sinistra o, anzi, la pseudo sinistra falsamente ambientalista fa troppo spesso. Su questa linea c’è invece il sindaco Pizzarotti che si atteggia a grande dispensatore di buone pratiche teoriche, ma non prende in considerazione quello che c’è davvero fuori dal suo ufficio. Noi crediamo che difficilmente la pianura Padana, proprio per la sua conformazione, potrà essere liberata dall’inquinamento, pur saltuario, dell’aria, a meno che non si chiudano tutte le fabbriche, gli inceneritori, non si spengano i riscaldamenti, non si blocchi il traffico pesante e così via. Noi siamo per la tutela dell’ambiente, ci mancherebbe altro. Ma ragioniamo anche tenendo conto del parametro sviluppo, del lavoro e della vita della gente. Non crediamo ai divieti salvifici. Né siamo convinti che le ‘auto verdi’, ovvero quelle elettriche, siano la panacea per i mali dell’aria. Credo che tutti ne conosciamo i meriti ma anche i limiti, pure dal punto di vista dell’inquinamento. Insomma, nessuno ha la ricetta definitiva, né una medicina che curi un male senza provocarne un altro. Men che meno sembra averla il sindaco ‘grillo parlante’ di Parma che vuol mettere tutti in riga, senza dare tuttavia soluzioni accettabili e pragmatiche».

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