«Ancora degrado nelle aule di Piacenza e provincia»

Trenchi (Movimento studentesco padano): «Oltre a qualche intervento di manutenzione straordinaria su edifici prima inagibili, la buona scuola di Renzi non si è ancora rivelata tale. Ciò a cui abbiamo assistito è stato piuttosto una passerella per ottenere consenso tra gli studenti»

«Sebbene il ministro all’Istruzione Giannini abbia elencato l’edilizia scolastica tra i primi impegni del governo, nel Piacentino e non solo i risultati stentano a vedersi. Oltre a qualche intervento di manutenzione straordinaria su edifici prima inagibili, la buona scuola di Renzi non si è ancora rivelata tale. Ciò a cui abbiamo assistito è stato piuttosto una passerella per ottenere consenso tra gli studenti». Così Thomas Trenchi, coordinatore provinciale del Movimento studentesco padano (Msp), che con il gruppo di giovani leghisti da mesi raccoglie le segnalazioni di degrado delle strutture scolastiche di Piacenza e provincia inviate dagli studenti tramite la pagina Facebook. Il Msp, inoltre, nei prossimi giorni ripulirà le scritte che imbrattano i muri esterni dell’Isii Marconi di Piacenza e si rende disponibile ad intervenire anche in altre scuole. «Il governo – accusa Trenchi – ignora i disagi vissuti quotidianamente dagli studenti che trascorrono parecchie ore in ambienti deteriorati e, come avvenuto lo scorso inverno, freddi al punto da diventare invivibili. Tutto questo mentre agli immigrati clandestini vengono assicurate stanze in hotel da tre e quattro stelle». Interviene anche il coordinatore del Msp Emilia, il piacentino Marvin Di Corcia, che invoca chiarezza sull’intossicazione avvenuta al liceo “Gioia” di Piacenza il 18 dicembre dell’anno scorso. «È stato rilevato – sottolinea – anche un problema di insicurezza degli edifici: mesi fa a Fiorenzuola e nel capoluogo provinciale si sono infatti verificati episodi di furti e violenze a scuola. Ed è sempre per tutelare l’incolumità di tutti che chiediamo alle autorità di informare studenti e famiglie sulla sostanza tossica sprigionatasi al liceo classico-linguistico che sei mesi fa ha comportato l’evacuazione di mille e 800 persone. Proprio per contribuire in prima linea a migliorare la scuola, in un paese nel quale 24mila edifici scolastici sono ancora a rischio sismico, intendiamo impegnarci direttamente, laddove possibile, nella manutenzione delle facciate».

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