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«Andiamo verso il metano con 26 nuovi bus urbani e 35 in provincia»

L’ad di “Seta” Patrizi in commissione 4: «Telecamere di videosorveglianza da implementare». La maggioranza chiede però l’installazione dei tornelli. Rabuffi: «Basta portare i bus dismessi da altri territori a Piacenza»

Tra il 2022 e il 2023 arriveranno 26 nuovi bus urbani e 35 extraurbani, grazie al fatto che sono aumentati i fondi a disposizione per il rinnovo del parco mezzi. L’amministratore delegato di Seta, Francesco Patrizi, in commissione 4 a Piacenza ha illustrato le novità che riguardano il trasporto pubblico locale. «Faremo scendere l’età media dei nostri mezzi e il loro inquinamento. In Italia ci sono 50mila mezzi di tpl, l’età media è di 13 anni, contro la media europea di 6-7 anni».

Più fondi in arrivo, quindi. «Nei prossimi cinque anni avremo più risorse a disposizione rispetto agli ultimi 15, per questo sarà più facile programmare meglio». Su quali tecnologie investirà Seta? «Nell’extraurbano abbiamo in tutta Italia il diesel. In Emilia-Romagna (e quindi anche a Piacenza) si sta investendo sul metano perché ha una autonomia maggiore. È un compromesso tra i costi e l’efficienza-inquinamento (rispetto al diesel e all’elettrico). L’elettrico invece ha costi più elevati (sia per le batterie, che per le ricariche, oltre che per l’acquisto di quella tecnologia)».

Seta provvederà a realizzare un impianto a metano nella sua sede, in modo daFrancesco Patrizi e Ivano Rocchetta-2 rifornire di metano i mezzi che verranno acquistati. Per la città si opterà per il metano compresso liquido.

Per il momento più che ai tornelli (richiesti dal Comune di Piacenza) si sta pensando a una rete di videosorveglianza su tutti i bus. «Sarà utile, oltre che per un discorso di sicurezza – spiega l’ad Patrizi – anche per il conteggio dei passeggeri. Il controllo dell’evasione sarà più efficace». L’azienda sostiene di voler puntare ad incrementare i servizi di acquisto dei biglietti online.

Per quanto riguarda gli effetti della pandemia sul tpl, Patrizi ha ricordato il balletto di indici di riempimento (prima 80%, poi 50%) dei bus. «Abbiamo trovato corse di rinforzo impiegando i bus turistici privati, che sono fermi con il loro lavoro. Stiamo parlando di 58 mezzi aggiuntivi, per 7mila chilometri. Ora non abbiamo problemi, dopo aver spiegato agli studenti di distribuirsi su più mezzi e non salire solo sul primo bus che vedono arrivare. Alcune corse hanno tre mezzi, con i due privati che accompagnano il primo pullman “ufficiale” di Seta».

In tutto questo, l’ad ricorda che sono state una ventina le «modifiche sostanziali alla nostra rete di trasporti nel corso del 2020, anno travagliato e problematico». «Da un sistema all’altro – ha aggiunto - da una capienza all’altra, ci sono stati problemi, come credo sia normale quando combaciano tutte queste novità sulla scuola».

LE RIFLESSIONI DEI CONSIGLIERI

La commissione 4 è guidata Antonio Levoni (Liberali) che ha ricordato che «in futuro tutte le province emiliano-romagnole potrebbero stare sotto un’unica azienda di trasporto pubblico, per unire le sinergie nei territori».

Christian Fiazza (Pd) ha chiesto di istituire il contratto di secondo livello per tutti i dipendenti dell’azienda. «Sono anni che se ne parla ma non si arriva al dunque. Si parla di 4mila euro in meno all’anno in busta paga per gli autisti che non ce l’hanno. Sappiamo che si tratta di una voce di spesa da un milione di euro, se si sommano gli autisti di tutti e tre i bacini, però bisogna investire anche sul personale oltre che sui mezzi di trasporto. Registro difficoltà – ha precisato Fiazza, che è anche consigliere provinciale - a reperire i biglietti in provincia. In Valtidone, in Valtrebbia, in molte tabaccherie non si trovano più».

Durante il dibattito è intervenuto anche Ivano Rocchetta (ex sindaco di Castellarquato) rappresentante piacentino dentro Seta. «Piacenza conta il 10% nel Cda di Seta, però devo dire che la società ha sempre considerato il nostro territorio alla pari di Parma e Reggio». «In questo periodo particolare – ha aggiunto anche il sindaco Patrizia Barbieri - ho trovato un grande dialogo con Seta, c’è stata sinergia. Ho visto un lavoro in più rispetto all’impegno già enorme messo in campo».

La leghista Lorella Cappucciati ha ricordato un impegno che il Consiglio comunale si era dato. «Avevamo chiesto con una mozione di mettere i tornelli sui bus visto l’alto numero di “portoghesi”, però mi fa piacere che si voglia mettere il sistema di video collegamento. Vorrei conoscere meglio come funziona. A mio giudizio sarebbe meglio impedire a chi non ha il biglietto di salire, non fargli fare il viaggio». Apprezzamenti per il passaggio al metano da parte di Sergio Pecorara (Misto).

Ha qualcosa da ridire invece Luigi Rabuffi (Pc in Comune). «Abbiamo bus enormi che viaggiano vuoti in centro storico, bus navetta tra lo stadio e piazza Sant’Antonino che sono in comodato d’uso. Il parco mezzi è vetusto, si va ancora a gasolio. Ma che senso ha far entrare in centro mezzi del genere? Lo sappiamo bene che circolano in città bus dismessi a Modena e Reggio Emilia. Loro hanno da tempo l’impianto a metano nella loro sede, quindi hanno passato a noi i vecchi bus a gasolio, inquinanti».

«Troppo importante – è il parere di Gloria Zanardi (Fd’I) - ammodernare il parco mezzi. Per le forniture di bio-metano sarebbe giusto far lavorare le aziende del territorio. Anch’io, oltre alle telecamere, sono per la presenza dei tornelli, una volta finita la pandemia andrebbero installati. E sarebbe opportuno far pagare con la carta di credito sui bus, gli autisti non hanno il resto».

«I mezzi del centro storico – è l’osservazione di Mauro Saccardi (Misto) - rovinano le strade appena rifatte, sono troppo ingombranti». «Rilevo spesso disservizi nell’acquisto online dei biglietti – ha lamentato Samuele Raggi (Pc del futuro) - alcune corse non si riescono a selezionare». «Abbiamo dei mezzi pubblici inadatti per una città che soffoca d’inquinamento come la nostra – ha polemizzato Andrea Pugni (5 Stelle) -. Qualcosa non sta funzionando, mi aspetto che i prossimi siano anni di cambiamento».

PATRIZI: «VOGLIAMO IL CONTRATTO ANCHE NOI E FAR RIPOSARE GLI AUTISTI»

L’ad ha risposto ad alcune osservazioni della commissione 4. «Gli assunti “Seta”, ovvero quelli degli ultimi anni – ha rimarcato Patrizi - da quando c’è questa azienda, li vogliamo tenere con noi. È interesse nostro arrivare all’accordo sul contratto, non vogliamo che se ne vadano dopo l’esperienza accumulata. È un percorso, quello verso il contratto, complesso, che dura dal 2012. Ci sono assunti di tre bacini diversi, a Piacenza assunti delle vecchie aziende, con orari e contratti diversi. I tavoli interrotti dalla pandemia sono ripresi, c’è l’impegno di Seta per arrivare alla fine».

I controllori dipendenti Seta sono solo 5, ma si sono aggiunti 6 esterni in questi mesi. «Vorremmo in futuro distaccare gli autisti dalla guida per qualche tempo e far fare a loro l’esperienza da controllori, in modo da farli riposare. Negli altri territori questo è già realtà». 

«Stiamo implementando l’app aziendale – ha aggiunto l’ad - si possono ora acquistare carnet, a breve anche gli abbonamenti». Rispondendo a Rabuffi, Patrizia ha sottolineato che «negli ultimi 10-15 anni non c’erano i soldi per comprare bus nuovi e meno inquinanti. Si è fatta una scelta: meglio prendere quattro mezzi usati, di 7 anni d’età, per toglierne quattro dalle stradecon più di 25 anni, invece di comprarne – con le cifre a disposizione - solo uno nuovo. Oggi abbiamo più risorse».

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