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Il vice di Salvini a Bettola: «Il M5s è la stessa faccia del Pd, ma è peggio»

Il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, incontra militanti e amministratori a Bettola. «Attenti all’autonomia di Bonaccini, è fasulla. Lo sviluppo si fa con flat tax e autonomia, altro che reddito di cittadinanza»

Andrea Crippa a Bettola insieme ai militanti piacentini

Autonomia, famiglia, sviluppo economico, immigrazione, giustizia. Sono alcuni dei temi toccati da Andrea Crippa, parlamentare e vice segretario della Lega che, il 28 settembre, ha partecipato al ritrovo di militanti e amministratori del Carroccio organizzato dalla sezione Lega Alta Valnure.

Alla serata presenti anche i parlamentari Pietro Pisani ed Elena Murelli e il consigliere regionale Matteo Rancan. «Oggi chi difende tradizioni, identità e radici viene definito fascista. A scuola non si può parlare di Natale, di crocifissi e far notare che la famiglia è composta di una mamma e di un papà è diventato strano. Ora, chi è il fascista?». Sull’immigrazione, Crippa ha sottolineato come gli sbarchi siano raddoppiati in poco più di un mese e che arrivano in Italia persone che finiranno a fare gli schiavi a 3,5 euro all’ora. «Le imprese - ha continuato non ce la fanno più: troppe tasse e burocrazia. Altro che reddito di cittadinanza. Le risposte sono altre, sono la flat tax e l’autonomia. Attenzione però: quella proposta da Bonaccini in Emilia Romagna è una falsa autonomia, prende in giro i cittadini». Sul piano politico, Crippa ha affermato che «il M5s è la stessa faccia del Pd, ma è peggio. Renzi? Non credo che il suo piccolo partito sfonderà». Infine un appello per le prossime regionali: «La Lega è coerente e leale, ma per vincere non si può stare sul divano. Occorre scendere in piazza, tra la gente. No a chi viene nella Lega solo per avere benefici o poltrone».

Pisani ha ricordato come il recente disegno di legge approvato al Senato sulle piccole produzioni locale «aiuti la montagna. Servono infrastrutture, comunicazione e bisogna puntare sulle energie alternative». Murelli ha scandito «che la battaglia per la Regione sarà dura. Dobbiamo metterci tutti al lavoro». Infine, Rancan ha suonato la carica: «In Emilia Romagna possiamo vincere, ma servono forza e coraggio. Dall’ultimo militante fino agli amministratori serve un impegno per poter abbattere un sistema di potere decennale gestito sempre dalla sinistra».

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