Api come "bioindicatori" per inquinanti, la proposta di Gibertoni (M5s)

La consigliera regionale chiede alla Giunta la "predisposizione di una rete di biomonitoraggio permanente per l'analisi dei livelli di contaminazione ambientale e delle produzioni agricole" con la collaborazione di Arpae e università

Il progetto di monitoraggio "Api e Orti Urbani" volto a studiare il ruolo delle api come 'bioindicatori' ambientali viene citato come esempio in un'interrogazione di Giulia Gibertoni (Movimento 5 stelle). Il progetto, nato su iniziativa, fra gli altri, di Conapi-Mielizia, Legambiente, Università di Bologna, Beeing e Kaeser, e condotto in quattro città italiane ha fatto emergere la presenza di "tracce di glifosato a Milano nel 2017 e a Bologna nel 2018", mentre "fra i metalli pesanti, i più riscontrati grazie alle api sono stati cromo, vanadio, nichel e ferro, seguiti da piombo, rame e zinco", scrive la consigliera. "In generale Milano e Torino sono risultate più contaminate rispetto a Bologna e Potenza, anche se in queste ultime due città gli orti oggetto dell'indagine erano situati in periferia" spiega Gibertoni.

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Secondo la consigliera questo "monitoraggio ambientale dimostra la potenzialità del metodo di analisi biologico con l'utilizzo dei bioindicatori, che, se integrati e intrecciati con gli altri metodi chimico-fisici, elettronici  satellitari già diffusi per il controllo dell'inquinamento delle città, potrebbero fornire un risultato straordinario". Per questo Gibertoni suggerisce la "predisposizione di una rete di biomonitoraggio permanente per l'analisi dei livelli di contaminazione ambientale e delle produzioni agricole". "La rete", spiega la consigliera, "si potrebbe basare su moduli costituiti da più alveari da cui prelevare il materiale da esaminare alla ricerca di eventuali inquinanti". Il monitoraggio, come suggerisce la pentastellata, potrebbe essere realizzato da Arpae (grazie ai dati già in suo possesso) in collaborazione con le università del territorio regionale e potrebbe garantire "sia il biomonitoraggio dello stato di salute del territorio, sia la tutela della biodiversità animale e vegetale sia l'incremento generalizzato delle produzioni agricole", il tutto con "risorse finanziarie limitate". La consigliera chiede quindi alla Regione di spronare Arpae, università e associazioni di apicoltori per avviare "la predisposizione della rete di biomonitoraggio permanente nelle aree del nucleo industriale limitrofe alle zone agricole delle città della nostra regione".

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