Area commerciale in piazza Cittadella, Lega Nord: «Un azzardo per la città»

Per la Lega le insidie che minacciano il progetto dell'amministrazione sono almeno due: si va dai tempi troppo ristretti al calo dei consumi

Immagine di repertorio

«Se riportare la residenzialità in centro storico è un punto cardine del Piano strutturale comunale, bene farebbe l'amministrazione Dosi ad inserire anche piazza Cittadella in questo percorso. Puntare buona parte della scommessa sull'insediamento di un'area commerciale è un azzardo troppo grande che, in un periodo di crisi come questo, la città non può permettersi».

Lo sostiene la segreteria cittadina della Lega Nord di Piacenza, che, in alternativa, propone di aprire la zona agli studenti universitari.

«Poiché il comune – fa sapere il Carroccio cittadino - è intenzionato a realizzare residenze universitarie recuperando l'ex collegio San Vincenzo, potrebbe fare uno sforzo ulteriore realizzando un altro campus universitario che dia alloggio agli studenti, grazie ai quali incrementare la popolazione del centro. Raccordata con le nuove strutture previste per il liceo Gioia, questa cittadella per universitari renderebbe più vitale il quartiere fino a piazza Cavalli. La nostra proposta prende spunto dalla situazione delle città vicine, che con successo assicurano vivacità al centro e benefici ai commercianti grazie alla presenza degli studenti».

Per la Lega, infatti, le insidie che minacciano il progetto dell'amministrazione sono almeno due: si va dai tempi troppo ristretti al calo dei consumi. «L'idea dell'amministrazione – puntualizza la segreteria cittadina leghista - nasce invece dalla fretta di concludere trattative le cui conseguenze potrebbero essere irreparabili. Le scadenze dettate dal ministero della Difesa, che concede solo un anno ai comuni intenzionati a convertire ad uso civile gli edifici militari come la caserma Nicolai, rappresentano un ulteriore pericolo. Dodici mesi sono infatti troppo pochi per vagliare tutte le potenzialità offerte dall'area in questione, che non deve rischiare di finire indebolita. Inoltre, il comune di Piacenza ha già perso 58 esercizi commerciali nel triennio 2012-2015: quali garanzie abbiamo che la nuova area commerciale non diventi una cattedrale nel deserto? Il nostro timore è che gli edifici restino semivuoti e intorno ad essi si concentrino degrado e criminalità come già avvenuto in altre zone della città. Di un altro ricettacolo di balordi Piacenza non ha bisogno».

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