rotate-mobile
Politica

Aree demaniali, la minoranza: «Manca un’idea di città». Bisotti: «C’è coerenza»

In commissione l'assessore all'urbanistica non esclude la possibilità di un nuovo ospedale nella Caserma Lusignani. La minoranza: «Sono progetti con troppi "se", siamo al punto di partenza». La replica di Bisotti: «Bisogna tenere conto della sostenibilità e solo da poco conosciamo le volontà del Ministero della Difesa»

Una delle accuse più frequenti che piove regolarmente sui banchi della giunta comunale – proveniente dai consiglieri di minoranza - è di non avere un’idea di Piacenza proiettata nel futuro, ma di pensare solo a progetti di breve termine. Puntualmente, durante la discussione in commissione sullo stato d’attuazione del federalismo demaniale, la critica è tornata. «Abbiamo avuto conferma – ha dichiarato nel suo intervengo riepilogativo degli ultimi mesi l’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti - che il Ministero della Difesa è orientato a razionalizzare la sua presenza a Piacenza: rimarranno di loro proprietà solo il polo di mantenimento pesante (all’interno dell’ex Arsenale, escludendo il vallo farnesiano e l’ospedale militare), la Macra Staveco a San Lazzaro, il II° reggimento Pontieri nell’ex Artale in via Emilia Pavese e lo scalo Pontieri. Il resto è nostro: ci hanno in cambio chiesto di coprire i costi del loro trasferimento dagli altri edifici esistenti». Bisotti ha confermato la possibilità di dismettere in breve tempo l’ex ospedale militare e la caserma Nino Bixio. «Su questo terreno abbiamo possibilità diverse, il ritorno alla città porterebbe a diversi traguardi. Invimit sarebbe interessata a investire un proprio fondo nella struttura dell’ospedale, così come noi potremmo insediare qua alcuni nostri uffici. Invimit potrebbe riqualificare l’immobile e poi in un secondo momento potremmo rivedere i nostri spazi e inserire nell’ex ospedale militare alcuni nostri servizi».

Anche il laboratorio Pontieri potrebbe tornare in possesso del Comune in tempi brevi. «Vediamo quanto il Demanio ci chiederà per questo immobile: se la cifra non sarà speculativa, e con in campo una proposta di utilizzo, potremmo pensarci». «Sulla Pertite il processo di bonifica potrebbe ri-iniziare entro maggio o giugno, ed entro un anno – il lavoro sarà a carico della Difesa – l’area potrebbe essere pronta per essere poi adibita a parco pubblico. Rimane sempre il nodo della pista di prova per i carrarmati da risolvere, però. Il parco sarà dotato di servizi: la Pertite è piena di immobili fatiscenti da demolire, ma anche strutture riutilizzabili». Anche la caserma Lusignani potrebbe essere riutilizzata: ma i costi sono ritenuti dall’Amministrazione non ancora sostenibili in tempi rapidi: un domani si vedrà, il Psc non esclude questa possibilità. «I discorsi su un nuovo – futuro – ospedale di Piacenza che si sono fatti sulla stampa locale non ci riguardano al momento come Amministrazione». Per il vallo farnesiano vi sono due capannoni di troppo, in vista di una utilizzazione di quegli spazi: il Comune spera che il ministero se ne occupi. Nel frattempo il Demanio è riuscito a completare la valorizzazione del complesso delle Benedettine, una quota della caserma Cantore (che a breve ospiterà anche l’Archivio di Stato - e la caserma de Sonnaz: se riescono ad alienarle entro un anno, il Comune ha diritto al 15%. «Potremmo recuperare fino a 1 milione e 800mila euro da questi tre interventi». Bisotti ha confermato che il 10 marzo in giunta si discuterà del piano caricatore di piazzale Roma, concesso al Comune per 19 anni in cambio di 22mila euro all’anno.

«Non si può non avere un’idea – ha lamentato Massimo Polledri (Lega Nord) - ancora sul collocamento della prova di collaudo per i carrarmati: non sono mica macchinine, bisogna studiare un posto adatto. Abbiamo speso diversi soldi per non far cedere alcune strutture dell’Arsenale, vi siete costituiti parte civile nel processo sulla Pertite senza averne diritto, visto che l’area non è del Comune, e si è perso molto tempo. Non mi sono chiari i tempi e i costi di questi progetti: a me pare di essere ritornati al 2008. Poi spiegherete anche le vostre attenzioni su Borgo Faxhall». Perplesso sul recupero dei bastioni il consigliere di Forza Italia Filiberto Putzu. «Qua si dà un colpo al cerchio e uno alla botte, non capisco proprio quanto è stato fatto per il piano caricatore dei prossimi 19 anni. Noi modifichiamo il Psc su quanto ci dicono gli altri: l’ex ospedale militare è oggetto dell’interessamento di Invimit, ma solo se modifichiamo l’utilizzo dell’area. Ci accontentiamo di quello che c’è, miglioriamo giusto qua e là senza dare un’idea alla città. Fare un polo museale non so quanto modifichi in sostanza la nostra città». «Diamo un’impronta più pubblica – è il monito di Andrea Tagliaferri (Pd) - alla questione: vogliamo sapere come realmente va la trattativa, se siamo noi a condurla o valutiamo di conseguenza le offerte altrui». «Chiediamo un indirizzo alla città da questa Amministrazione – è il parere di Andrea Gabbiani (M5s) -, ci conviene veramente pagare allo Stato per 19 anni l’area dello scalo ferroviario, mentre magari si potrebbe investire su un’altra area?». «Manca concretezza – è il commento di Marco Colosimo (Piacenza Viva) - in questi progetti: manca un’idea di città. Va bene avere nuovi spazi, ma non dobbiamo tirare a campare con un museo delle ceramiche. Al polo universitario ci abbiamo mai pensato veramente?».

«Trasferire definitivamente e interamente il polo di mantenimento pesante – ha replicato Bisotti – ci poteva costare più o meno 200 milioni di euro. La Difesa ci ha spiegato quale sarà la sua presenza: questa è la novità, prima dello scorso dicembre non sapevamo le loro intenzioni. C’è stata un’accelerazione significativa su questi progetto: da pochi giorni sappiamo che il laboratorio Pontieri e l’ex ospedale militare erano, dal giorno dopo, dismissibili. Non sapevamo neanche che accettavano solamente di essere contraccambiati dai soli costi di trasferimento. Sul piano caricatore fino ad agosto 2014 era blindato: ora ci dicono che è strategico per la Difesa. La mediazione non ci soddisfa, ora ci siamo accontentati della concessione onerosa per 19 anni: non è escluso che fra qualche tempo la Difesa ci dica che non è così strategico scaricare i treni proprio in quel luogo. In quel caso penseremo all’acquisizione definitiva dell’area per riqualificare Borgo Faxhall e avere più spazio per i parcheggi».

«Tutte le possibili – ha proseguito il suo intervento - destinazioni le stiamo valutando, e sono coerenti con l’attuale Psc. Dire che non c’è un progetto per la città è sbagliato. Non possiamo disporre di un milione di metri quadri senza un progetto di sostenibilità: se è per questo, con 250 milioni in cassa a disposizione, spostavamo volentieri il polo di mantenimento pesante fuori dalla città, togliendolo dal cuore di Piacenza. Di più, in questa fase, non riusciamo a fare: nel nostro operato c’è coerenza. Respingo le critiche e spezzo una lancia per i nostri uffici. Dire che non c’è coinvolgimento nelle scelte strategiche della città non è vero. Ora siamo in grado di fare i conti con le volontà certe della Difesa e su queste pianifichiamo». Durante la seduta è stato respinto (16 contrari, 9 a favore) un ordine del giorno di Massimo Polledri che intendeva riproporre al tavolo delle trattative con la Difesa le richieste proposte nel 2011 di utilizzare l’Arsenale e un piccola parte della Pertite come polo militare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Aree demaniali, la minoranza: «Manca un’idea di città». Bisotti: «C’è coerenza»

IlPiacenza è in caricamento